venerdì, 02 febbraio 2007

 

L’episodio accaduto nella scuola di San Benedetto del Tronto sembra aver fatto scuola, purtroppo in maniera negativa. Alcuni studenti di Ascoli Piceno hanno emulato gli autori del fattaccio realizzando, come riporta Repubblica Un nuovo video della durata di appena 8 secondi, riproducente immagini di sesso orale compiuto da adolescenti”. A quanto pare questa volta il video porno esiste e sarebbe stato girato e successivamente caricato sulla rete internet. Sulla vicenda starebbe gia' indagando la Procura dei Minori di Ancona. Ma il nuovo caso resta avvolto da molti misteri. Nessuno al momento, sul territorio, fra gli operatori dell'informazione locale più attenti e negli ambienti giudiziari conferma l'episodio. E il brevissimo filmato potrebbe non essere stato realizzato in un istituto di San Benedetto del Tronto, e forse nemmeno in un edificio scolastico. Molta cautela dunque, anche se nella cittadina costiera picena, l'allarme resta alto. Prosegue l’articolo: Sul nuovo presunto caso di sesso e diffusione di filmati pedopornografici, le indagini da parte degli inquirenti, e in particolare della polizia postale, sono in corso. Ancora una volta rischiamo di trovarci di fronte ad un episodio che vede coinvolti gli adolescenti. Spiace che certi pseudo-telegiornali mostrano questi video con grande enfasi e addirittura invitano gli autori a segnalarli sul loro sito internet in modo tale da garantirgli un paio di minuti di popolarità! Vergogna!

lunedì, 15 maggio 2006

Sarebbe interessante sapere cosa pensa l’opinione pubblica di un popolo che inneggia a favore dei delinquenti. Se succede nei quartieri spagnoli a Napoli, sicuramente assisteremmo ad una levata di scudi, seguiti da una serie di condanne. La società civile si rivolterebbe verso quelle persone  condannandone il gesto e prendendone le distanze. Se ciò accade in uno stadio, gli opinionisti televisivi, cercano di trovare delle giustificazioni più o meno credibili per spiegare quella manifestazione di stima e d’affetto, che ovviamente ha dell’orrido!
Da questo blog, voglio condannare quei tifosi mediocri che, ieri a Bari, hanno avuto la sfacciataggine di esporre striscioni a favore della triade.  L’affetto che hanno d
imostrato verso un personaggio che è riuscito a vincere corrompendo,  minacciando e organizzando una mafia calcistica, dimostra l’acriticità e la mediocrità del tifoso di calcio in generale, ma soprattutto del tifoso juventino. Qualcuno, erroneamente, sostiene che tifosi juventini sono i veri danneggiati, balle!!! I veri danneggiati sono le persone oneste e i tifosi onesti, Zeman è un danneggiato, Moratti è un danneggiato, Gazzoni lo è, ma non loro,no, loro non lo sono, almeno fino a quando non avranno l’onestà di riconoscere di aver tifato per una squadra e per uno stile che in realtà somigliava ad una cupola mafiosa.

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categoria:sport, calcio, scandalo, magistratura
venerdì, 05 maggio 2006

La Cassazione ormai ci ha abituato a sentenze alquanto discutibili. L'ultima in ordine di tempo riguarda il sesso online e sarà destinata a causare una rivoluzione copernicana, considerato che fino adesso la rete non è quasi mai stata soggetta a vincoli di alcun genere specie per i servizi a luce rossa. Peraltro,questa libertà ha fatto sì che sorgessero molti siti internet che hanno continuato a lucrare sfruttando il corpo femminile o maschile a seconda dei gusti. Nel giro di pochi anni sono sorte migliaia di: chat-line a luci rosse, d'immagini pornografiche più o meno gratuite, di filmati porno e altre sconcerie di questo genere. Un po' d'ordine era necessario. Da questa sentenza in avanti, il "si guarda ma non si tocca" offerto dalla rete dietro cospicui pagamenti, sarà catalogato come sfruttamento della prostituzione al pari di chi gestisce case d'appuntamento private. I gestori dei portali online, molti a dire il vero, da questo momento in avanti sono tutti perseguibili per sfruttamento della prostituzione. I giudici della Suprema Corte hanno così motivato la sentenza: per raffigurare il reato di sfruttamento non bisogna necessariamente indurre o costringere il soggetto ad avere rapporti carnali, cioè contatti fisici. Basta il fatto che si chieda a qualcuno di pagare una determinata somma, anche addebitata sul conto telefonico, per far spogliare una ragazza (o un ragazzo), per fargli assumere comportamenti provocatori e sessualmente inequivocabili. E scatta lo sfruttamento. E, aggiunge la Corte, non è necessario nemmeno essere nello stesso luogo, dal momento che il web-collegamento video ed audio consente all'utente di ricevere la prestazione desiderata. Nel terminare non posso che avvisare gli assidui frequentatori che, collegandosi a tali siti, rischiano di passare qualche guaio e di favorire lo sfruttamento della prostituzione.

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categoria:informazione, pudore, magistratura, moralità
venerdì, 18 novembre 2005

La legge è uguale per tutti? Immagino già il coro dei NO di chi in questo momento sta leggendo il post, l’Italia grazie a questo può essere annoverata tra quelle repubbliche delle cosiddette “banane”? Evidentemente, se ci mischiamo anche le decisioni dei magistrati e dei giudici, probabilmente riusciranno a scalare il vertice, della non ambita, classifica. La notizia ha dell’incredibile, ed è di quelle  destinate a suscitare forti polemiche.  Riguarda i Gip (giudici per le indagini preliminari) di due città diverse: Napoli e Brescia. Gli indagati sono tre algerini,  di cui due arrestati a Brescia e un terzo a Napoli, tra i tanti reati, il GIP partenopeo gli contesta quello di <<terrorismo>> cosa che non fa per gli altri due il GIP bresciano.  Questa diversificazione di “giudizio” rimarca ancora una volta la differenza di certe procure nell’applicare il codice e di conseguenza la legge. La domanda sorge spontanea. La legge è uguale per tutti o ci sono tante leggi quante sono le procure in Italia? Già c’è chi lo sostiene da anni, tirandosi dietro (giustamente) le ire di tutta la magistratura.  A sentire queste notizie, anche nei cittadini, il dubbio inizia ad insinuarsi. Spesso assistono inermi alle decisioni, talvolta discutibili della magistratura italiana. Il potere giudiziario è uno  dei pilastri dello Stato italiano, dunque,  deve cercare di ridurre al minimo gli errori anche perché si “gioca” con la stessa vita  degli individui, la libertà dei cittadini deve essere assolutamente garantita, cosa che viene meno se l’organo inquirente interpreta dunque applica in maniera diversa la legge. Il metro di giudizio, deve essere uguale, a Milano come a Palermo e a Napoli come a Brescia, altrimenti ne va di mezzo il prestigio e l’imparzialità dell’Organo giudicante e di conseguenza la serietà di un’intera nazione.

 

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categoria:politica, terroristi, magistratura