sabato, 28 ottobre 2006

Ecco la solita ricerca destinata a far discute o quanto meno ad indignare l’universo femminile. Secondo uno studio condotto dall'Università Bicocca di Milano sulla mobilità urbana, è emerso che, nelle grandi città, ogni giorno sono più le donne, 3,22, che si muovono con la propria auto che gli uomini, 2,95. Certo non di molto, è vero, ma per la prima volta le donne “sorpassano” gli uomini, quindi, buona parte del traffico cittadino a questo punto è provocato dalle automobiliste! Questo sorpasso si spiega con i cambiamenti di stili di vita e di lavoro che hanno interessato in particolare le donne negli ultimi anni. “Le nuove forme di impiego flessibile e part-time, che si svolgono in luoghi diversi, le incombenze legate alla gestione della famiglia e dei figli”, spiega Francesca Zajckzyc, professore ordinario di Sociologia Urbana e coordinatrice dello studio. Le signore si muovono per tragitti più brevi degli uomini e hanno una maggiore propensione a utilizzare i mezzi pubblici. Il caos sulle strade cittadine è in crescita e i tragitti diventano più lenti: in 15 anni il tempo medio passato in auto ogni giorno è aumentato di 20 minuti ed è oggi di circa un'ora. Gli italiani, poi, sono molto refrattari all’utilizzo dei mezzi pubblici, forse perché i servizi non funzionano correttamente o perché è ancora molto diffuso il mito dell’automobile?

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categoria:inquinamento, donne, live, salute, società
giovedì, 27 ottobre 2005

Ho già scritto sul programma Rock Politick, condotto dall’ormai, più che molleggiato, acciaccato Celentano che con i suoi monologhi “rock e lento” sta facendo scuola all’Italia intera. L’obiettivo che si è posto è indubbiamente nobile, difendere la “sua” democrazia e liberare la Rai dall’egemonia berlusconiana. Stasera, da buon cattolico fedele ha “leccato” un potere forte, il Papa schierandosi contro l’amico Zapatero, che in Spagna ha permesso ai gay di convolare a nozze.


Chiusa questa parentesi è sceso in politica proiettando un filmato che ricostruiva un po’ la storia recente, mostrando beh, uso le parole del Corriera della Sera - Una gag con Antonio Cornacchione introduce poi un videoclip-blob con dichiarazioni di politici e spezzoni di filmati. Tra i quali quello di Raimondo Vianello che qualche anno fa invitava dagli schermi di Canale 5 di voler votare per Berlusconi (con Antonella Elia che dice: allora voto anche io visto che non ho idee politiche e a qualcuno mi dovrò poi aggregare) e Gianfranco Fini che dai banchi della Camera se la prende con Bossi dopo la caduta del primo governo Berlusconi nel 1994. Quindi immagini di Prodi che parla (in positivo) del suo lavoro all'Iri e dello stesso Berlusconi furioso, nel 1995, per l'avviso di garanzia ricevuto pochi mesi prima a Napoli durante il vertice internazionale sulla criminalità.- il Corriere com’è arcinoto non è sicuramente schierato a Destra ma non ha potuto non sottolineare il trattamento benevolo nei confronti di Prodi. L’attacco all’attuale compagine governativa, per carità ci sta tutto, ma questa è un’altra storia, la storia di stasera riguarda l’imparzialità di chi conduce un programma nella TV pubblica pagata con i soldi dei contribuenti.


Poi è arrivato il turno di Benigni, sarà pure geniale ma per dirlo con le parole di Celentano stasera a parte quando ha ricordato Socrate e Voltaire, è stato lento, molto lento! Siamo stanchi di vedere il solito spettacolo, i soliti baci, i soliti attacchi a Berlusconi, le corse per lo studio, lo spogliarello, siamo stanchi, Benigni sei lento! Oserei dire che la sua comicità mi è sembrata molto infantile, non so, forse adesso sollevo il solito vespaio di proteste  ma a me Benigni nelle comparsate sembra sempre uguale, lo preferisco nei films. Invidio molto chi continua a trovarlo divertente. La settimana scorsa, l’attacco al solito schieramento politico ha suscitato una serie infinite di proteste e lo schieramento "coccolato", chiaramente, si è posto subito in difesa del programma, affermando: finalmente democrazia è stata compiuta. Gli stessi personaggi non mantengono però la stessa linea, subito dopo essere stati criticati dal Direttore del Corriere, il segretario dei DS lo ha accusato  di vuoler destrutturare il suo partito. Miele nei suoi interventi difficilmente riesce ad essere chiaro,  con una volta che lo è stato ecco subito la censura del segretario diessino. Concludo dicendo che la satira e gli attacchi sull'avversario fanno parte della democrazia, con un’unica eccezione: guai a criticare chi da sempre ha criticato e deriso gli altri! W la Democrazia ma non quella a senso unico.

 

 

 

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categoria:politica, televisione, live, idee, sociale
giovedì, 27 ottobre 2005

Web: rifiuti tossici sull'Isola

L'allarme lanciato su un forum

Si firma Ennio. E lancia un allarme, su un forum della Rai. Non un allarme qualsiasi. Investe l'Isola dei famosi, quell'isola di Samanà, che ora, dai messaggi di quest'italiano che vive proprio lì, davanti alla baia caraibica, rischia di essere ricordata per l'isola dei veleni. Perché sostanze tossiche conosciute sotto il nome di rockash "sono state scaricate di fronte all'Isola. Già si sono verificati casi di cancro" scrive Ennio.

Il messaggio, inviato in data 12 ottobre, scolpisce a chiare lettere il pericolo che corre la gente del posto, compresi i concorrenti del reality, i tecnici della Rai e i turisti attratti da questa meta dopo il clamore mediatico sollevato dal programma tv. "Esattamente di fronte all'isola, sull'altro lato della baia, alcuni anni fa hanno scaricato tonnellate di rockash, materiale altamente tossico. Già si sono verificati alcuni casi di cancro. I funzionari del precedente governo sono sotto inchiesta e il nuovo non ha i soldi per toglierlo da lì".

Il forum si anima, l'allarme ha l'effetto di un detonatore. "Ciao Ennio, lo sapevo anche io del rockash, che è tossico, un materiale velenoso con il quale asfaltano le strade, non ho capito se viene o no da Portorico e perché lo smaltiscono lì. Hai fatto bene a inserirti con questa notizia, che è davvero drammatica ti ringrazio" scrive un internauta con lo pseudonimo Lubaluft.

I navigatori si domandano se la popolazione sia al corrente dei grossi rischi che corre e poi rivolgono inevitabilmente il pensiero ai naufraghi di Simona Ventura che quotidianamente si nutrono di pesci e molluschi pescati proprio in quelle acque. "Guarda che ci sono già mobilitazioni in questo senso da quello che ho visto in giro" chiosa qualcuno. In effetti, facendo un giro su Internet, si scopre che del caso se ne sono occupati quotidiani come il Dominican Today o il Listin Diario. Sulle pagine di quest'ultimo si legge:  "La popolazione di Manzanillo, nella provincia di Monte Cristi, è allarmata per la morte di cancro di otto persone e per il grande numero di bambini e adulti con problemi alla pelle, caduta di capelli, polmoniti e asma". Il drammatico bilancio viene attribuito al rockash "scaricato da una compagnia privata durante il governo precedente". Asma, enfisema, emorragia polmonare, sono indicate come alcune delle malattie provocate da questa sostanza. Si parla anche della morte di alcune specie animali.

Sempre su Internet spunta una foto che ritrae una manifestazione di protesta a Samanà proprio contro la presenza di questo veleno. Si vedono persone con una mascherina applicata alla bocca e con cartelli che recitano: "Il rockash è una sostanza tossica e illegale".

Alla luce di questi fatti potrebbero suonare come un campanello d'allarme le recenti defezioni all'Isola dei famosi, almeno quelle avvenute per motivi di salute, vedi Enzo Paolo Turchi (emorragia dell'apparato digerente) e Sandy Marton (una nota della produzione riportava che era in uno stato di agitazione e lamentava dolori a entrambi i fianchi).

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categoria:spettacolo, televisione, live, reality show, isola
lunedì, 17 ottobre 2005

Primarie è stato davvero plebiscito?

I controlli? Io a Gela ho votato due volte... Verifica. La nostra giornalista sfida la macchina delle primarie e scopre che qualcosa non va Gela. Voto Prodi? O Bertinotti? E perché non Pecoraro Scanio? Ma posso accontentarli tutti, tanto a Gela per le primarie si può votare due volte. Basta versare un euro per volta. Io ho votato due volte. Ieri alle 12,30, attenendomi scrupolosamente ai volantini distribuiti dagli esponenti locali dell'Unione alla vigilia delle primarie, mi sono presentata al seggio numero 4 in via Parioli, al quartiere Caposoprano dove abito. L'unico degli otto seggi cittadini ospitato in un locale al chiuso, nella sede del circolo dell'Arci. Lì si fa la fila. La gente arriva portando i figli con il passeggino ed anche il cane al guinzaglio. Non è così in periferia. Al seggio 4 presidente e scrutatori sembrano molto attenti al regolamento. Controllano la mia sezione nella tessera elettorale. Mi conoscono tutti ma chiedono egualmente un documento di riconoscimento. Verso un euro, firmo, mi rilasciano la ricevuta. Chiedo come vanno le primarie ed il presidente Emanuele Ferrara dichiara la sua soddisfazione. «Prima di pranzo le 200 schede si sono quasi esaurite. Bisognerà ricorrere alle fotocopie», dice. Fuori dal seggio il popolo dell'Unione parla. Una studentessa universitaria di sinistra, Daniela Giacomarro, mi racconta che se avesse voluto avrebbe potuto votare a Macchitella anche se non era quello il suo seggio. Ed altri sussurrano che al centro storico nel seggio di piazza Umberto in mattinata hanno fatto votare tutti quelli che si presentavano, indipendentemente dalla sezione. Non ci credo. Così non vale: lo stesso elettore può votare due o forse più volte alle primarie, accrescendo le prefenze di un candidato o accordando il suo consenso a più candidati. Poco prima delle sedici sono davanti al seggio di piazza Umberto: un seggio a conduzione diessina. Incontro nei paraggi un giovane sindacalista della Quercia. Parliamo delle primarie in città. «Scommettiamo che riesco a votare due volte?», gli dico. Il giovane sindacalista mostra di essere certo di perderla la scommessa ma mi accompagna al seggio che è a due passi. Chiedo di votare, esibisco la tessera. Stesso rituale. Verso un euro. Mi rilasciano la ricevuta e voto per la seconda volta. Vado via dal seggio con in tasca due ricevute a mio nome, prova delle mie votazioni gemelle. Il segretario cittadino di Rifondazione Comunista, Nicolò di Stefano, che assiste anche lui alla mia seconda votazione, va in escadescenze. Ma è infuriato già da due giorni, da quando ha visto davanti al seggio di piazza Umberto la gigantografia di Prodi e Fassino abbracciati e sorridenti. Da due giorni Di Stefano si sgola contro «i regolamenti non rispettati e i partiti maggiori dell'Unione a Gela che non hanno rispetto degli alleati». E ha segnalato i fatti gelesi al suo segretario regionale perché protesti con quello dei Ds. Insomma primarie molto partecipate a Gela (è stato necessario chiedere schede da Riesi e fare fotocopie) ma con tensioni tra partiti alleati e l'ombra di procedure molto elastiche. E la maxi affluenza, in linea con il trend nazionale, così come la scontata vittoria del Professore, a Gela qualche strascico sul campo lo lasciano. Le primarie infatti confermano che la vera unità dell'Unione, nella quinta città della Sicilia, città rossa, governata dal 1994 dal centrosinistra, è ancora di là da venire.
Maria Concetta Goldini --La Sicilia--
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categoria:live, primarie