venerdì, 08 dicembre 2006
Dietro alla tratta degli umani ci sono uomini spietati disposti a tutto pur di arricchirsi. L'immigrazione clandestina è dannosa soprattutto per gli stessi disperati in cerca di un futuro migliore. Sarebbe ora che i governi, ma soprattutto l'Europa, attuassero politiche serie per aginare questo dramma della disperazione!
venerdì, 13 ottobre 2006
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categoria:cultura, vita, video, isola
giovedì, 27 ottobre 2005

Web: rifiuti tossici sull'Isola

L'allarme lanciato su un forum

Si firma Ennio. E lancia un allarme, su un forum della Rai. Non un allarme qualsiasi. Investe l'Isola dei famosi, quell'isola di Samanà, che ora, dai messaggi di quest'italiano che vive proprio lì, davanti alla baia caraibica, rischia di essere ricordata per l'isola dei veleni. Perché sostanze tossiche conosciute sotto il nome di rockash "sono state scaricate di fronte all'Isola. Già si sono verificati casi di cancro" scrive Ennio.

Il messaggio, inviato in data 12 ottobre, scolpisce a chiare lettere il pericolo che corre la gente del posto, compresi i concorrenti del reality, i tecnici della Rai e i turisti attratti da questa meta dopo il clamore mediatico sollevato dal programma tv. "Esattamente di fronte all'isola, sull'altro lato della baia, alcuni anni fa hanno scaricato tonnellate di rockash, materiale altamente tossico. Già si sono verificati alcuni casi di cancro. I funzionari del precedente governo sono sotto inchiesta e il nuovo non ha i soldi per toglierlo da lì".

Il forum si anima, l'allarme ha l'effetto di un detonatore. "Ciao Ennio, lo sapevo anche io del rockash, che è tossico, un materiale velenoso con il quale asfaltano le strade, non ho capito se viene o no da Portorico e perché lo smaltiscono lì. Hai fatto bene a inserirti con questa notizia, che è davvero drammatica ti ringrazio" scrive un internauta con lo pseudonimo Lubaluft.

I navigatori si domandano se la popolazione sia al corrente dei grossi rischi che corre e poi rivolgono inevitabilmente il pensiero ai naufraghi di Simona Ventura che quotidianamente si nutrono di pesci e molluschi pescati proprio in quelle acque. "Guarda che ci sono già mobilitazioni in questo senso da quello che ho visto in giro" chiosa qualcuno. In effetti, facendo un giro su Internet, si scopre che del caso se ne sono occupati quotidiani come il Dominican Today o il Listin Diario. Sulle pagine di quest'ultimo si legge:  "La popolazione di Manzanillo, nella provincia di Monte Cristi, è allarmata per la morte di cancro di otto persone e per il grande numero di bambini e adulti con problemi alla pelle, caduta di capelli, polmoniti e asma". Il drammatico bilancio viene attribuito al rockash "scaricato da una compagnia privata durante il governo precedente". Asma, enfisema, emorragia polmonare, sono indicate come alcune delle malattie provocate da questa sostanza. Si parla anche della morte di alcune specie animali.

Sempre su Internet spunta una foto che ritrae una manifestazione di protesta a Samanà proprio contro la presenza di questo veleno. Si vedono persone con una mascherina applicata alla bocca e con cartelli che recitano: "Il rockash è una sostanza tossica e illegale".

Alla luce di questi fatti potrebbero suonare come un campanello d'allarme le recenti defezioni all'Isola dei famosi, almeno quelle avvenute per motivi di salute, vedi Enzo Paolo Turchi (emorragia dell'apparato digerente) e Sandy Marton (una nota della produzione riportava che era in uno stato di agitazione e lamentava dolori a entrambi i fianchi).

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categoria:spettacolo, televisione, live, reality show, isola
giovedì, 20 ottobre 2005

Io... il ponte lo voglio!!


In questi ultimi mesi, si sta assistendo ad una feroce discussione circa la costruzione del ponte sullo stretto. L’Italia è divisa in due, da una parte i favorevoli dall’altra i contrari. La politica  ha calato tutti gli assi, sia in difesa del progetto che contro. Sotto l’azione dei contrari sono sorti comitati che si battono contro tutti pur di non far costruire il mostro che dovrebbe collegare l’isola alla terra ferma. A volte l’uomo riesce ad essere miope e pur di non contraddire il vessillo che ha scelto di portare è disposto a fare a meno di una struttura che renderebbe molto più veloce l’attuale traghettamento; Messina sarebbe liberata da quell’immane traffico che giorno dopo giorno soffoca la città e la lobby dei traghetti avrebbe un serio concorrente. Il costo del biglietto nel giro di qualche anno è più che raddoppiato! Però, il mostro no!

 

Tutte le cassandre si sono mosse contro la costruzione del ponte, hanno detto: non serve, la Sicilia ha bisogno d’altro, serve il raddoppio della linea ferroviaria, serve l’autostrada, servono le strade, si, servono tante cose è vero, in Sicilia servono ancora tante cose... Si è detto che quel ponte deturpa l’ambiente, e lì gli ambientalisti si sono subito mossi, ne hanno fatto la lotta della vita -quel ponte sapesse quanti danni provocherà all’ambiente- povera Italia, un’opera che costerà l’occhio della testa ma servirà a poco. Parole queste che certi giornali e televisioni gli hanno fatto eco, e ad arte hanno reso quello che deve essere un ponte di collegamento un vero e proprio mostro.

 

In questi anni nel nostro paese un’altra grande opera è in fase di completamento, la cosiddetta alta velocità, che deve collegare Torino a Milano, un’opera che ha gettato nel caos tutti quelli che transitano sull’autostrada A4 e mettendoli tutti i giorni a rischio di  incedenti, io l’ho percorsa oggi e mi sono reso conto che quell’autostrada è pericolosissima, la più pericolosa d’Italia, strapiena di interruzioni, cambi di corsie, tanto traffico, un vero è proprio “casino”, dovrebbero rimborsare chi percorre quell’autostrada, invece al casello nonostante i disagi e i rischi, paghi profumatamente e tra l’altro è il tratto autostradale tra i più cari d’Italia.

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categoria:politica, diario, isola
mercoledì, 19 ottobre 2005
Lampedusa. Parla Bernardino de Rubeis, due anni fa promotore di uno sciopero nell'isola «Noi le vere vittime dell'immigrazione» Lampedusa. Abbiamo parlato dell'imminente trasferimento del centro di accoglienza con Bernardino De Rubeis un lampedusano che opera nel sociale, presidente della pro loco e del movimento Cristiano-lavoratori. Dino vive a stretto contatto con la gente comune, con i pescatori e i pensionati. E' stato uno dei promotori dello sciopero generale di due anni fa, contro la costruzione di un nuovo centro di accoglienza. -Cosa pensa la popolazione del trasferimento del centro di accoglienza? «Nessuno sull'Isola vuole più un centro di accoglienza. Ho saputo del prossimo trasferimento e, personalmente, credo sia giusto soprattutto se diventerà un centro di smistamento e non sarà più di accoglienza. Da tempo, l'immagine dell'Isola esce devastata dalle notizie dei media che riguardano gli immigrati. I clandestini sono visti dalla popolazione come un pericolo per l'economia perché sono molti i turisti che preferiscono non venire in vacanza da noi, per paura degli immigrati». -Prevede un altro sciopero quindi? «No, l'importante è che il sindaco renda partecipe la popolazione delle iniziative che si intende portare avanti. Credo che debba informare minuziosamente la gente, per tutto quello che si sta decidendo di fare riguardo al centro. Poi, con un referendum, si potrà decidere democraticamente la soluzione condivisa dai più. Lampedusa è sull'orlo del baratro e non può bastare il finanziamento per un concerto estivo di Baglioni. Se lo Stato vuole un centro di accoglienza a Lampedusa deve darci anche i mezzi idonei perché esista. Mi riferisco alla sanità, non vogliamo più correre rischi, costretti a convivere con migliaia di persone che nessuno provvede a visitare attentamente. Fino a oggi, tutti hanno parlato sempre e solo di immigrati, ma di noi lampedusani nessuno parla, dei nostri problemi, delle nostre esigenze. E' giusto accogliere gli immigrati, ma continuando così saremo noi costretti a emigrare. Esattamente come loro».
 ELIO DESIDERIO
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categoria:politica, diario, isola, clandestini