Quest’epoca ha registrato la nascita di migliaia di blogs. La moda, come sempre, è nata negli Stati Uniti e
si è diffusa a macchia d’olio in tutto il pianeta. Il blog non è altro che un diario personale, pubblicato nella rete internet e accessibile a tutti. Molti di questi descrivono la vita quotidiana degli auotori, altri approfondiscono tematiche di natura diversa quali, politica, società, cultura, notizie e cosi via. In Italia ci sono stati dei precursori, che ne hanno colto le potenzialità, e hanno contribuito a lanciare questa stupefacente moda, tra questi mi piace sempre ricordarne uno, tra i più seri: Antonio Tombolini, con la sua Blog Farm, della quale mi onoro di fare parte. La blogsfera italiana, oggi ha tra le fila migliaia di bloggers che quotidianamente hanno qualcosa da dire ergo da scrivere. Il blog sono la maniera migliore per una comunicazione diretta e decantata da qualsisia infiltrazione, il blogger ha un codice etico da seguire e rispetta le regole della blog sfera. Un comunicatore, tagliato fuori dai media, che ne ha colto le infinite potenzialità è Beppe Grillo, infatti, nel giro di pochissimo tempo è riuscito a piazzarsi nei primi 30 bloggers mondiali, le sue pagine sono tempestate di click e di commenti. I “puri” del blog, però non lo considerano uno di loro, perché viene meno ad alcune regole fondamentali della blogsfera, una su tutte: non partecipa mai ai commenti. Grillo da abile comunicatore, attraverso post destinati a fare sensazione è riuscito a compensare quello che l’ “epurazione” dalla televisione gli aveva tolto, gli introiti! La politica, come al solito, non è rimasta a guardare, occupare lo spazio della rete, per alcuni leaders significa essere in un “posto al web” come dicono gli amici di politica-blog, e come al solito prima delle elezioni si sono affrettati a garantirsi nella rete le loro home page. Molto simili ai manifesti elettorali e privi di anima, tra questi ne cito alcuni: : Giovanardi, Scajola, Matteoli, Baccini, Moratti, Alemanno, Di Pietro, Pecoraro Scanio, Bertinotti e Prodi. I siti sono una via di mezzo tra blog e portale, ma sappiamo già, che l’iniziativa ha una scadenza prestabilita, diciamo che rimarranno in “vita” fino l’11 aprile? E’ molto probabile. La politica non ha capito ancora le potenzialità della comunicazione diretta, o le ha capite ed essendo abituata solo a lottizzarle, finirà per danneggiarle, per fortuna internet ancora non è la RAI.