giovedì, 08 febbraio 2007

Assisteremo mai all’integrazione completa tra l’Islam e i cristiani? Probabilmente no, e probabilmente non a causa di quest’ultimi che, come ha insegnato Gesù Cristo, sono più portati a porre l’altra guancia ergo ad essere più tolleranti. Fino ad oggi posso affermare con sicurezza di non aver mai sentito nessun insegnante cristiano, o se preferite occidentale, che si lasciava andare in insulti verso il popolo musulmano o insegnava ai propri allievi che questo popolo è degno di epiteti della peggior specie. Posso inoltre affermare che la scuola occidentale ha invece attivato diversi progetti con lo scopo di favorire l’integrazione completa tra le diverse culture. Ma stando a quanto ha riportato il “Time” pare non si possa dire lo stesso delle lezioni  tenute dai docenti di una scuola islamica londinese finanziata dal governo saudita  nella quale agli studenti viene insegnato che i cristiani sono “porci” e gli ebrei “scimmie”. Il ‘Times’ lo ha scritto sulla base della causa che un ex insegnante di 57 anni, Colin Cook, ha intentato contro la sua ex scuola, la King Fahad Academy di Acton nella zona occidentale della capitale britannica, dove insegnava inglese. Il professore si è visto licenziare dopo aver protestato con un dirigente proprio per il tipo di lezioni che venivano impartite agli studenti, quest’ultimo gli ha risposto: “Questa non e’ l’Inghilterra, e’ l’Arabia Saudita”. Un visione tipica di molti stranieri che tendono a crearsi una nicchia del loro Paese nello Stato che li ospita, in genere però si tratta di persone povere disperate. In questo caso non è così, gli studenti della scuola sono figli di diplomatici sauditi e di altre famiglie di musulmani benestanti che vivono a Londra. La retta e’ di 1.500 sterline l’anno (circa 2.300 euro). Tra gli studenti, scrive il giornale, ci sono anche i figli di Abu Hamza al-Masri e di Abu Qatada, due estremisti islamici in prigione con l’accusa di incitamento all’odio razziale. Ho voluto riportare questa notizia per sottolineare che l’integrazione non potrà mai avvenire se “l’ospite” non la desidera fino in fondo. Nello stesso tempo l’integrazione potrà compiersi se il popolo ospitante non cancella le proprie radici culturali e storiche, anzi proprio queste devono essere confrontante con quelle degli immigrati. Integrazione significa conoscenza e confronto tra le culture diverse con il fine di trovare una sintesi simbiotica, guai se un popolo non ha nulla da offrire nel confronto, verrebbe sopraffatto dalle altre culture.

giovedì, 09 novembre 2006
L'immigrazione è una realtà che si declina al femminile. A livello globale le donne sono oltre il 50% dei migranti regolari, producono ricchezza almeno quanto gli uomini, e sono le prime vittime di abusi e sfruttamento. Lo ha reso noto per la prima volta il Fondo Onu per la popolazione (Unfpa) che spiega, nel rapporto annuale, cifre e dinamiche delle migrazioni femminili. Chi pensava che ad emigrare fossero più gli uomini si sbagliava. Le migranti, infatti, sono più numerose degli uomini in molte aree del mondo, come Europa, Nord America e Oceania. Chi trova un'occupazione nell'80 % dei casi lavora come collaboratrice domestica ma, nonostante la crescente richiesta di lavoratori, l'attenzione dei governi verso i diritti delle donne è scarsa. Secondo l'Organizzazione internazionale del lavoro, su 65 paesi analizzati, solo 19 hanno leggi specifiche a tutela del lavoro domestico. Il risultato è il dilagare dello sfruttamento: agenzie di collocamento irregolari con tariffe esorbitanti, salari irrisori e datori di lavoro violenti, non denunciati per paura delle conseguenze. Ma come sappiamo può andare anche peggio, molte donne sono rese dai loro aguzzini “schiave del sesso” e spesso ad esserne coinvolte sono addirittura le bambine.
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categoria:donne, africa, razzismo, immigrati, invasione
domenica, 22 ottobre 2006

“Oriana Fallaci, venerava Benedetto XVI” lo ha dichiarato il monsignor Rino Fisichella.  per questo motivo l'”atea cristiana” come lei stessa si definì, ha lasciato in eredità all'Università del Laterano tutto il suo patrimonio librario. In effetti, basta leggere i suoi romanzi e confrontarli con i discorsi del Papa per rendersi conto come entrambi convergessero sui grandi temi dell’umanità. “Mi sento meno sola quando leggo i libri di Ratzinger - aveva dichiarato la Fallaci all'indomani dell'elezione del nuovo Papa, in un'intervista al Wall Street Journal - io sono atea, e se un'atea e un Papa pensano la stessa cosa ci deve essere qualcosa di vero. È semplicissimo! Qui ci deve essere qualche verità umana che va al di là della religione”. Inoltre è stato il Fondo Fallaci, che si aggiunge alla già ricca collezione di volumi antichi e moderni della Biblioteca della Pontificia Università Lateranense (oltre 70mila), è stata possibile anche grazie alla stima e vicinanza tra la giornalista e monsignor Fisichella, il quale è stato il trait-d'union tra il Papa e la scrittrice. L'alto prelato, tra l'altro, le fece visita in clinica due giorni prima che morisse.

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categoria:cultura, chiesa, società, invasione
giovedì, 05 ottobre 2006

L’assistenzialismo talvolta rischia di essere controproducente sia per gli stati che lo garantiscono che per gli stessi disoccupati che ne usufruiscono. Ne ha parlato in un libro intitolato “Io, Thierry F., professione disoccupato” un disoccupato “scientifico” francese che ha lavorato per soli 31 mesi in 24 anni come ricercatore e oggi vive con l' Assedic, un sussidio di disoccupazione di 600 euro mensili, che gli dà diritto ad una serie di vantaggi connessi, oltre naturalmente alla Cmu, una copertura medica universale e gratuita. Possiede un appartamento prestigioso di sua proprietà in una località nel centro della Francia e a chi gli chiede se non si sente un po’ in colpa, risponde: “Perché mi devo sentire colpevole? Ho solo seguito la legislazione francese alla lettera”.

Ma per continuare a percepire l’assegno deve dimostrare di impegnarsi attivamente a cercare un’occupazione, lui lo fa, ma sentite come: Il suo 'curriculum vitae' che invia alle aziende - per cercare di uscire, dice, dalla sua “spaventosa condizione” - contiene errori d' ortografia, aggiunte al testo a mano, e soprattutto non indica la nazionalità. “Quelli che si dimenticano di indicare la nazionalità - osserva - sono spesso gli stranieri, e i patron francesi non amano gli stranieri”. E, se poi, nonostante tutto, il suo profilo dovesse interessare qualcuno, ci pensa lui, di persona, a scongiurare il pericolo. Si presenta al colloquio con occhiali da miope spessi come fondi di bottiglia e con indosso un vestito liso, “per ispirare pieta”. Non risponde correttamente alle domande, anche se lo fa con un sorriso, come se non le avesse capite. Ed infine, anche se il colloquio dovesse essere giudicato buono, l' ultima carta è il non possesso di un telefono - ed invece è stato uno dei primi a farsi negli anni '90 un telefonino cellulare - e di un auto - anche se possiede un'Alfa Romeo. Scongiurato il pericolo di un ritorno al lavoro, Thierry può così continuare la sua 'professione di disoccupato': ha una serie di dossier, libri, riviste specializzate, con i quali si tiene costantemente aggiornato sui suoi diritti. “Conosco - rivela - il sistema a memoria, e faccio da avvocato-consigliere per i miei amici salariati: grazie a me hanno ottenuto delle cospicue indennità dal datore di lavoro”. Mica scemo il parassita francese! Nel nostro Paese invece ci sono stranieri che pur non avendo versato nessun contributo alle casse dello Stato Italiano usufruiscono di un assegno di pensione pagati con i soldi dei contribuenti [link].

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categoria:politica, economia, immigrati, scandalo, clandestini, invasione
venerdì, 15 settembre 2006

Addio Oriana, sei stata una giornalista molto discussa per le tue ferme prese di posizione, ma nello stesso tempo molto amata. Molti ti hanno considerato la più illuminata di tutti, altri la scrittrice/giornalista piena di odio. Hai diviso da sempre le coscienze e l’opinione pubblica. Hai cercato di dare spunti di riflessione, con argomenti duri, ad una società, la nostra, atrofizzata e afflitta da un buonismo talvolta eccessivo, deleterio e purtroppo privo di amor di Patria. Hai raccontato un mondo sconosciuto a molti, l’hai fatto secondo il tuo punto di vista forse per questo ti sei fatta molti nemici al punto che esaltavano la tua malattia, sperando che ti uccidesse, ma l’hai tenuta bada campando, nonostante tutto, fino a 77 anni. Ci mancherai. Mancherai soprattutto a loro che non avranno più la possibilità di attaccarti, di renderti bersaglio del loro odio. La tua scomparsa lascia molti spunti di riflessione, soprattutto perché negli ultimi anni avevi toccato tematiche attuali: scontro di civiltà, il modello culturale occidentale, guerra al terrorismo. Forse in una Paese più rispettoso la tua voce avrebbero potuto rappresentare il motivo di un sano confronto. Ma non è stato così per i tuoi nemici. Quelli che da tempo ti volevano morta e in silenzio oggi festeggiano.  forse se si fossero spogliati del loro credo politico, probabilmente avrebbero compreso che in realtà la politica nei tuoi scritti non c’entrava nulla!

La vita

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categoria:vita, terrorismo, veleni, informazione, società, invasione
mercoledì, 03 maggio 2006

La tanta vituperata legge Bossi-Fini in qualche maniera ha cercato di porre rimedio alla continua invasione  d'immigrati clandestini. Il governo che si appresta a nascere dovrà necessariamente partire da questa legge, modificandola, a mio modo di vedere,  non nella direzione proposta da alcuni esponenti dell'Unione, ma cercando di stringere ulteriormente le maglie per evitare la continua invasione di eserciti di disperati. Spesso si tende a sottovalutare che, dietro ad ogni barcone, adombra  un'organizzazione malavitosa che non esita a lucrare alle spalle dei clandestini, organizzando viaggi disumani senza tenere conto delle più elementari norme di sicurezza. Il Mediterraneo  è diventato un mare "cimitero", centinaia sono le persone che ivi hanno perso la vita proprio a causa dei  viaggi della "speranza". L'Unione europea in questi anni non ha mai voluto attuare una politica comunitaria seria per tentare una soluzione, o quanto meno per arginare quest'annoso problema che, per posizione geografica, coinvolge soprattutto il nostro Paese. La cronaca di oggi parla dello sbarco di circa 450 clandestini sull'isola di Lampedusa, splendida meta  vacanziera destinata ad essere continuamente danneggiata nella sua principale fonte di guadagno: il turismo. Con l'arrivo della bella stagione, gli sbarchi dei clandestini saranno  destinati a moltiplicarsi; mi domando allora  se non sia  il caso di attuare politiche serie mirate a impedire questa continua invasione. Girare la testa dall'altra parte o trincerarsi dietro un'ideologia che danneggia soprattutto gli stessi clandestini, non mi sembra sia una politica proponibile da parte di nessun governo serio.

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categoria:politica, diritti umani, lampedusa, denuncia, clandestini, invasione
giovedì, 16 marzo 2006

Quest’epoca ha registrato la nascita di migliaia di blogs. La moda, come sempre, è nata negli Stati Uniti e si è diffusa a macchia d’olio in tutto il pianeta. Il blog non è altro che un diario personale, pubblicato nella rete internet e accessibile a tutti. Molti di questi descrivono la vita quotidiana degli auotori, altri approfondiscono tematiche di natura diversa quali, politica, società, cultura, notizie e cosi via. In Italia ci sono stati dei precursori, che ne  hanno colto le potenzialità, e hanno contribuito a lanciare questa stupefacente moda, tra questi mi piace sempre ricordarne uno, tra i più seri: Antonio Tombolini, con la sua Blog Farm, della quale mi onoro di fare parte. La blogsfera italiana, oggi ha tra le fila migliaia di bloggers che quotidianamente hanno qualcosa da dire ergo da scrivere. Il blog sono la maniera migliore per una comunicazione diretta e decantata da qualsisia infiltrazione, il blogger ha un codice etico da seguire e rispetta le regole della blog sfera. Un comunicatore, tagliato fuori dai media, che ne ha colto le infinite potenzialità è Beppe Grillo, infatti, nel giro di pochissimo tempo è riuscito a piazzarsi nei primi 30 bloggers mondiali, le sue pagine sono tempestate di click e di commenti. I “puri” del blog, però non lo considerano uno di loro, perché viene meno ad alcune regole fondamentali della blogsfera, una su tutte: non partecipa mai ai commenti. Grillo da abile comunicatore, attraverso post destinati a fare sensazione è riuscito a compensare quello che l’ “epurazione” dalla televisione gli aveva tolto, gli introiti! La politica, come al solito, non è rimasta a guardare, occupare lo spazio della rete, per alcuni leaders significa essere in un “posto al  web” come dicono gli amici di politica-blog, e come al solito prima delle elezioni si sono affrettati a garantirsi nella rete le loro home page. Molto simili ai manifesti elettorali e privi di anima, tra questi ne cito alcuni: : Giovanardi, Scajola, Matteoli, Baccini, Moratti, Alemanno, Di Pietro, Pecoraro Scanio, Bertinotti e Prodi. I siti sono una via di mezzo tra blog e portale, ma sappiamo già, che l’iniziativa ha una scadenza prestabilita, diciamo che rimarranno in “vita” fino l’11  aprile? E’ molto probabile. La politica non ha capito ancora le potenzialità della comunicazione diretta, o le ha capite ed essendo abituata solo a lottizzarle, finirà per danneggiarle, per fortuna internet ancora non è la RAI.

 

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categoria:tecnologia, internet, informazione, libertà, invasione
giovedì, 27 ottobre 2005
LA CARITAS: TRA 10 ANNI GLI IMMIGRATI SARANNO 5 MILIONI E MEZZO  ROMA - Gli immigrati regolari in Italia hanno raggiunto quota 2.800.000. Si tratta di 200mila persone in più rispetto all'anno scorso. Un numero che è raddoppiato rispetto al 2000. Un nuovo raddoppio è atteso fra 10 anni quando, quindi, la popolazione straniera prevista sarà di circa 5 milioni e mezzo. E' la stima sulla presenza di immigrati nel nostro paese secondo l'annuale dossier della Caritas/Migrantes, presentato a Roma, dal titolo, che di consueto è anche uno slogan, "Immigrazione è globalizzazione". La popolazione straniera (48,4% sono donne) sfiora il 5% del totale, in linea con la media europea: "siamo un grande paese di immigrazione" sottolinea il rapporto. E' il Canada, dove la presenza straniera è così forte da incidere per un sesto sulla popolazione, il modello più probabile verso il quale si sta dirigendo il nostro paese.

GLI IMMIGRATI SONO PIU' ISTRUITI DEGLI ITALIANI
Gli immigrati sono mediamente più istruiti degli italiani. A sfatare il luogo comune sull' ignoranza degli extracomunitari è il dossier della Caritas/Migrantes 2005 che sottolinea: i residenti stranieri laureati sono il 12,1% mentre tra gli italiani sono solo il 7,5%. Primato anche per gli altri titoli di studio. I diplomati stranieri sono il 27,8% contro il 25,9% di quelli italiani e i possessori di licenzia media stranieri il 32,9% contro il 30,1%. Tra le donne, poi, il livello di istruzione è persino "molto più alto". Per il rapporto, la discriminazione verso gli immigrati è ancora attualissima. Nel mondo del lavoro, ad esempio, gli stranieri sono destinati a mansioni più gravose, sono soggetti a turni più disagiati rispetto agli italiani e nel 60% dei casi subisce atteggiamenti di discriminazione da parte dei colleghi (dati Ires 2005). Fra l'altro, sopperiscono alla carenza di infermieri con ben 5 mila professionisti.

CALANO I RIMPATRI, CENTINAIA I MORTI IN MARE
In leggera diminuzione i rimpatri degli immigrati irregolari. Il dossier della Caritas/Migrantes, che elabora dati del ministero dell'interno, ha registrato un calo di circa il 5% in un anno. Nel 2003 erano il 61,6% delle persone da allontanare, sono stati il 56,8% nel 2004 (pari a 105 mila provvedimenti). Il dossier segnala, inoltre, che la maggioranza degli irregolari che arrivano in Italia lo fa via terra e non via mare, come farebbero pensare le frequenti notizie di sbarchi sulle coste nazionali. A ricorrere ai gommoni, per cercare la fortuna all'estero, e' appena il 10 del totale. Un altro 15% passa attraverso le frontiere mentre la restante parte di irregolari riguarda persone entrate regolarmente che poi sono rimaste oltre la scadenza. La Caritas ipotizza che nel 2004 le persone morte in mare per raggiungere l'Italia sono 'molto di piu'' di 500, dato ipotizzato per i decessi di irregolari che volevano raggiungere le coste spagnoli. Tuttavia, sempre nel 2004, sono sbarcate in Italia 13.635 persone, in prevalenza nei mesi estivi, con la punta massima di settembre (quasi 3 mila persone). Ad essere interessate sono ormai esclusivamente le coste siciliane e non piu' quelle calabresi e pugliesi. I paesi maggiormente coinvolti sono quelli africani come l'Egitto, il Corno d'Africa, il Sudan, la Sierra Leone, il Burkina Faso e la Nigeria. Gli scafisti sono in buona parte libici e tunisini. Rispetto ai rimpatri, le nazionalita' che primeggiano, che registrano fra il 60 ed 80%, ci sono i bulgari, gli albanesi, i rumeni e i serbi. I meno colpiti da questo provvedimento risultano invece i moldavi e i marocchini (34% e 38%).
Fonte: ANSA
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categoria:politica, immigrati, tragedie, invasione