Ci siamo quasi, I
TP il blog ospitato dalla Blog Farm dell’amico Antonio Tombolini è giunto quasi a quota 100.000 contatti in appena un anno e mezzo. ITP si propone di informare i docenti di laboratorio delle dinamiche e delle vicissitudini che li riguardano, nello stesso tempo affronta tematiche proprie della scuola, del precariato scolastico, del bullismo, sindacali e più in generale del complesso mondo della scuola. La missione del blog oggi è più che mai necessaria perchèi i docenti di laboratorio vivono un momento d’assedio da parte della politica ma anche da chi è preposto alla difesa dei loro diritti di lavoratori: i sindacati. Proprio quei signori ieri dal palco del concertone del primo maggio a Roma si strappavano le vesti in difesa dei lavoratori e in particolare dei precari, ma solo a parole. I docenti di laboratorio oggi sono più che mai delusi da questi sindacalisti buoni solo ad incassare i soldi delle tessere e a scippare il TFR dei lavoratori, il resto è storia: non muovono un dito contro i tagli dei posto di lavoro, addirittura girano la testa dall’altro lato facendo finta di non vedere e di non sentire. Nonostante la mannaia abbattutasi sulla scuola, non hanno indetto nessuno sciopero, forse perché aspettano la conclusione delle votazioni delle amministrative o forse perché la sindrome del governo amico non gli permette di vedere la sofferenza di tali lavoratori. La conclusione è che questi docenti oggi sono soli a lottare in difesa della loro professione e proprio perché soli rischiano di rimanere schiacciati da una logica di tagli assurda e priva di senno. Mentre i signori della politica mantengono tutti i loro privilegi anzi li incrementano e i signori del sindacato puntano alle cariche più alte dello Stato attraverso la via più meschina: la pelle dei lavoratori! Ciò è vergognoso!
categoria:politica, scuola, insegnanti, attualità , scandalo, affari e politica


























ssuno crederebbe mai che un governo, un’amministrazione pubblica, assumesse del personale per poi non retribuirlo. Invece, succede, non in un Paese del sudamericano o in qualche Repubblica delle banane, ma da noi, in Italia. Il personale sfruttato manco a dirlo è quello precario della scuola, quei supplenti che hanno trascorso una vita tra i banchi a studiare per conseguire prima una laurea e poi un’abilitazione all’insegnamento al costo di 5 mila euro spendendo inoltre due anni della propria vita per seguire i corsi ssis gestiti dalle università. La cosa però sembra non interessare ai media, forse perché impegnati a parlarci di grande fratello o di altre banalità simili. Provano ancora una volta, l’ennesima, a farlo notare i sindacati di Base, solo loro, gli altri sono sempre più attenti al mercato e alla 
rancia
iscusse, a maestri di vita per i propri figli, oggi non è più così. I genitori scelgono di stare a fianco ai propri figli anche quando hanno torto. Non riescono più ad esercitare la difficile arte dell'educazione, il loro ruolo si è trasformato in quello di avvocati o di sindacalisti dei propri ragazzi. Inoltre gli insegnanti a causa di alcune riforme figlie di un "berlinguerismo" sfrenato (si potrebbe parlare di deriva berlingueriana) che hanno prodotto un “volemose bene” forzato tra docenti e discenti, non hanno più i mezzi necessari per trasmettere ai propri studenti il concetto di rispetto delle regole. E dire che la missione educativa della scuola dovrebbe iniziare proprio dalle regole e dal rispetto di esse. Oggi la classe docente italiana è in sofferenza, lo dimostra la sindrome del
tema d’integrazione scolastica per gli studenti diversamente abili i paesi europei hanno molto da imparare dal nostro. In Italia, infatti, dal 5 febbraio del 1992 è in vigore la
stato emanato il Decreto relativo all’aggiornamento,
Finalmente il ministro si è deciso ad emanare una sorta di