mercoledì, 02 maggio 2007

Ci siamo quasi, ITP il blog ospitato dalla Blog Farm dell’amico Antonio Tombolini è giunto quasi a quota 100.000 contatti in appena un anno e mezzo. ITP si propone di informare i docenti di laboratorio delle dinamiche e delle vicissitudini che li riguardano, nello stesso tempo affronta tematiche proprie della scuola, del precariato scolastico, del bullismo, sindacali e più in generale del complesso mondo della scuola. La missione del blog oggi è più che mai necessaria perchèi i docenti di laboratorio vivono un momento d’assedio da parte della politica ma anche da chi è preposto alla difesa dei loro diritti di lavoratori: i sindacati. Proprio quei signori ieri dal palco del concertone del primo maggio a Roma si strappavano le vesti in difesa dei lavoratori e in particolare dei precari, ma solo a parole. I docenti di laboratorio oggi sono più che mai delusi da questi sindacalisti buoni solo ad incassare i soldi delle tessere e a scippare il TFR dei lavoratori, il resto è storia: non muovono un dito contro i tagli dei posto di lavoro, addirittura girano la testa dall’altro lato facendo finta di non vedere e di non sentire. Nonostante la mannaia abbattutasi sulla scuola, non hanno indetto nessuno sciopero, forse perché aspettano la conclusione delle votazioni delle amministrative o forse perché la sindrome del governo amico non gli permette di vedere la sofferenza di tali lavoratori. La conclusione è che questi docenti oggi sono soli a lottare in difesa della loro professione e proprio perché soli rischiano di rimanere schiacciati da una logica di tagli assurda e priva di senno. Mentre i signori della politica mantengono tutti i loro privilegi anzi li incrementano e i signori del sindacato puntano alle cariche più alte dello Stato attraverso la via più meschina: la pelle dei lavoratori! Ciò è vergognoso!

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categoria:politica, scuola, insegnanti, attualità, scandalo, affari e politica
lunedì, 30 aprile 2007

Le ultime notizie dal fronte ministeriale relative ai tagli immotivati delle classi di concorso C510 e C500 degli istituti alberghieri, stanno gettando nello sconforto migliaia docenti di laboratorio. La mia casella di posta è zeppa di mail di colleghi che chiedono informazioni, qualcuna rassicurazioni, ma la maggior parte sono lettere di sconforto proprio come questa che mi ha inviato Roberto. Salve a tutti, io e mia moglie siamo 2 ITP inseriti nelle graduatorie c510 e c500 e lavoriamo in terza fascia d' istituto da 4 anni. 4 anni sono lunghi dunque ti illudi che bene o male nessuno ti caccerà dal posto di lavoro. Così oltre a sposarmi, oggi ho anche un figlio. Ma nella scuola ormai tutto è possibile e così con un colpo di spugna queste classi di subiscono gravi tagli o scompaiono del tutto. - Il professore continua - Neanche un privato licenzierebbe in questo modo e poi se proprio si deve tagliare ,siamo sicuri che in Italia è il settore turistico e della ristorazione a pagare il prezzo più alto? Comunque continuerò a mettere passione nel mio lavoro con o senza la scuola,mi piacerebbe però poter dire queste cose al ministero perchè non voglio credere che per loro continuiamo ad essere solo dei un numeri. Sono pronto a mettermi in prima fila come esempio del risultato di tagli azzardati e privi di senso. Mi chiamo Roberto ed il mio numero di tel. è 3294025XXX. Per il rispetto della privacy ho preferito oscurare gli ultimi tre numeri del suo telefono cellulare; metto a disposizione il mio spazio per raccogliere tutte le proteste da parte dei docenti di laboratorio vittime di questa scellerata politica. Unendo le forze rimanderemo al mittente il vile tentativo di fare fuori una categoria di seri professionisti. Forza ITP!

Per aderire alla protesta collegativi a questo [ LINK ]

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categoria:scuola, lavoro, economia, insegnanti, attualità, prodi, affari e politica
lunedì, 23 aprile 2007

Nessuno crederebbe mai che un governo, un’amministrazione pubblica, assumesse del personale per poi non retribuirlo. Invece, succede, non in un Paese del sudamericano o in qualche Repubblica delle banane, ma da noi, in Italia. Il personale sfruttato manco a dirlo è quello precario della scuola, quei supplenti che hanno trascorso una vita tra i banchi a studiare per conseguire prima una laurea e poi un’abilitazione all’insegnamento al costo di 5 mila euro spendendo inoltre due anni della propria vita per seguire i corsi ssis gestiti dalle università. La cosa però sembra non interessare ai media, forse perché impegnati a parlarci di grande fratello o di altre banalità simili. Provano ancora una volta, l’ennesima, a farlo notare i sindacati di Base, solo loro, gli altri sono sempre più attenti al mercato e alla continua…

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categoria:politica, scuola, insegnanti, attualità, precari, affari e politica
domenica, 15 aprile 2007

 

Saranno 50 mila gli insegnanti precari assunti nel prossimo anno scolastico e soli 10 mila ATA (tra assistenti tecnici, personale amministrativo e bidelli). Un piccolo segnale positivo, ma siamo ancora ben lontani dalle promesse fatte in campagna elettorale. I precari della scuola ammontano a più di 250 mila unità e quest’anno saranno in moltissimi ad andare in pensione, dunque queste assunzioni supereranno di poco i pensionamenti. La scuola che aspetta quel segnale di discontinuità tanto millantato rischia ancora una volta di rimanere scontenta. Il Ministro ha precisato che i precari che saranno messi in ruolo sono docenti vincitori di concorso che insegnano nelle nostre classi da molti anni.

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categoria:politica, scuola, insegnanti, attualità, precari
giovedì, 12 aprile 2007


In Francia sembra aver fallito il cosiddetto metodo d’insegnamento “globale”: “da quando  stato adottato è aumentata la percentuale dei bambini che finiscono le scuole elementari senza saper ne leggere e ne scrivere” lo sostiene ministro dell’educazione Gilles de Robien dicendosi favorevole al ritorno del metodo “sillabico”, vale a dire ad un ritorno dell’insegnamento classico dell’ortografia basato sulla pronuncia della singola lettera e delle sillabe. Il metodo “globale”, invece, si basa sulla comprensione del testo e la pronuncia delle parole. Tuttavia il ritorno al passato non sembra facile, il ministro dovrà far fronte all’opposizione degli insegnanti francesi, che da anni ormai adottano il metodoglobale”. La loro associazione sostiene che: “Fare della sillabica pura è un metodo vecchio perché chiedere ad un bambino di pronunciare le frasi lettera per lettera non ha senso. Bisogna invece dare un senso alla frase perché il bambino comprenda e sia motivato”. Mentre loro discutono la percentuale di bambini analfabeti è già arrivata al 20%...
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categoria:scuola, insegnanti, attualità, adolescenti
sabato, 24 marzo 2007

Un tempo le famiglie guardavano ai professori come ad autorità indiscusse, a maestri di vita per i propri figli, oggi non è più così. I genitori scelgono di stare a fianco ai propri figli anche quando hanno torto. Non riescono più ad esercitare la difficile arte dell'educazione, il loro ruolo si è trasformato in quello di avvocati o di sindacalisti dei propri ragazzi. Inoltre gli insegnanti a causa di alcune riforme figlie di un "berlinguerismo" sfrenato (si potrebbe parlare di deriva berlingueriana) che hanno prodotto un “volemose bene” forzato tra docenti e discenti, non hanno più i mezzi necessari per trasmettere ai propri studenti il concetto di rispetto delle regole. E dire che la missione educativa della scuola dovrebbe iniziare proprio dalle regole e dal rispetto di esse. Oggi la classe docente italiana è in sofferenza, lo dimostra la sindrome del burnout che ogni giorno conta sempre più nuovi adepti. Il mestiere dell’insegnante, un tempo più bello del mondo, ha subito una metamorfosi profonda, trasformandosi in lavoro usurante. La tanto osannata Autonomia Scolastica ha sovraccaricato di lavoro la classe docente che è costretta farsi carico oltre delle difficoltà pedagogiche di mansioni burocratiche un tempo inesistenti le quali sottraggono ulteriori energie all’insegnamento. E poi le circolari, le riunioni infinite, i progetti da presentare, le famiglie insoddisfatte, il telefonino che squilla in classe, il bullo che non manca mai, un brutto voto in pagella per scatenare la furia di una ragazza e della sua mamma contro l'insegnante (vedi Bari e Siracusa). E allora caro ministro finiamola di riempirci la bocca di belle parole, mettiamo mano per una volta alla scuola non come al solito per tagliare risorse, ma piuttosto per ridare dignità agli insegnanti, dotandoli degli strumenti necessari per affrontare al meglio la propria professione.

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categoria:scuola, insegnanti, genitori, attualità, società, adolescenti
venerdì, 23 marzo 2007

In tema d’integrazione scolastica per gli studenti diversamente abili i paesi europei hanno molto da imparare dal nostro. In Italia, infatti, dal 5 febbraio del 1992 è in vigore la legge n. 104 che detta i principi dell'ordinamento in materia di diritti, integrazione sociale e assistenza della persona handicappata e stabilisce le linee riguardanti l’integrazione scolastica degli allievi diversamente abili. La legge stabilisce che l'integrazione scolastica ha come obiettivo lo sviluppo delle potenzialità della persona handicappata nell'apprendimento, nella comunicazione, nelle relazioni e nella socializzazione e questo può avvenire solo all’interno dell’aula scolastica assieme ai compagni normodotati.
In questi giorni un rapporto delle Nazioni Unite mette sotto accusa il sistema scolastico tedesco che secondo il curatore dell’inchiesta, Vernor Muñoz Villalobos, in Germania i poveri, immigrati e disabili subiscono molte discriminazioni. I ragazzi diversamente abili sono relegati in scuole speciali. Agli immigrati che hanno cominciato a frequentare la scuola più tardi è impedito di scegliere l'istituto dove studiare. In questo modo è impossibile realizzare l'integrazione. Una vergogna tutta tedesca che alcuni quotidiani come ad esempio il Frankfurter Allgemeine Zeitung non intendono ammettere e accusano il curatore dell’inchiesta di aver redatto un’analisi sicuramente sommaria perché non è stato in grado di capire il sistema scolastico tedesco. Anche il Berliner Morgenpost accusa il rapporto di eccessiva confusione e superficialità: "Il grosso scandalo che ha coinvolto il sistema dell'istruzione tedesca sembra incentrarsi sulla stretta corrispondenza tra i risultati scolastici e la provenienza sociale. Come succeda però che i genitori riescono a tenere i bambini a casa per istruirli resta un segreto che conosce solo Muñoz”.
Strano il comportamento dei quotidiani tedeschi, invece di accettare con umiltà le critiche rivolte al loro sistema scolastico, attaccano ferocemente il rapporto ONU. E’ vergognoso che nel 2007 nell’Europa emancipata e democratica esistano dei paesi che vedono la persona handicappata non come una risorsa da integrare nella società, iniziando appunto dall’integrazione scolastica, bensì come un “malato” da chiudere in strutture “ghetto” chiamate speciali!

mercoledì, 21 marzo 2007

A Bologna la scuola insorge dopo i tagli del tempo pieno ad opera del governo. Da questi signori che siedono tra i banchi della maggioranza ci si aspettava una sensibilità maggiore verso la scuola, che a suo tempo non ha esitato a votarli. Invece, non solo hanno mantenuto i tagli del precedente governo, ma li hanno addirittura aumentati.

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categoria:politica, scuola, insegnanti, video, sociale, informazione, attualità, prodi
martedì, 20 marzo 2007

E stato emanato il Decreto relativo all’aggiornamento, all’inserimento e all’eventuale cambio di provincia per le graduatorie ad esaurimento dei docenti.  I precari avranno tempo fino al 19 aprile sia per inserirsi ex novo o semplicemente integrare il vecchio punteggio, ma anche scegliere una provincia italiana dove vi sono maggiori possibilità di trovare lavoro.

le novità introdotte dal decreto riguardano anzitutto il doppio punteggio di montagna che non sarà conteggiato, mentre rimane per i servizi prestati nelle piccole isole, nelle scuole penitenziarie e nelle scuole elementari pluriclasse (tuttoscuola.com).

Un’altra novità riguarda i servizi prestati nei paesi dell'unione europea: saranno equiparati ai servizi svolti in Italia. Sempre in tema di servizi, il decreto stabilisce anche che quelli prestati contemporaneamente alla frequenza delle scuole di specializzazione all'insegnamento secondario non potranno più essere valutati.
Unitamente al provvedimento sono allegati i seguenti atti:

a) modello 1 (domanda di aggiornamento/permanenza, trasferimento e reinserimento);
b) modello 2 (domanda di nuovo inserimento);
c) allegato 4 (diplomi di perfezionamento equiparati ai dottorati di ricerca);
d) allegato 5 (riserve);
e) allegato 6 (preferenze);
f) allegato A ai modelli 1 e 2 (priorità nell’assegnazione di sede - legge n.104/92)

Con la tabella di valutazione dei titoli, approvata con D.M. 27 del 15 marzo 2007 (allegato 2), sono determinati i punteggi limitatamente alla III fascia delle graduatorie ad esaurimento. 
Per la I e la II fascia e per le graduatorie di Strumento musicale nella scuola media restano in vigore, rispettivamente, le tabelle approvate con D.M. n. 11/2002 (allegato 1) e la tabella di cui al D.M. n. 123/2000 (allegato 3).
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categoria:politica, lavoro, insegnanti, attualità, precari
venerdì, 16 marzo 2007

Finalmente il ministro si è deciso ad emanare una sorta di decalogo (in realtà consiste in un regolamento d’Istituto) per regolamentare l’uso del telefonino a scuola. Nel regolamento si trovano anche le eventuali sanzioni disciplinari che saranno inflitte nei confronti dei trasgressori. Il decalogo però non può impedire allo studente di portare il telefonino a scuola perché bisognerebbe approvare una legge ad hoc. Intanto le dieci regole consentono, finalmente, al docente di sequestrare l’apparecchio telefonico fino al termine delle lezioni se questo viene usato in classe dallo studente. Ma sono previste anche “pene” più severe per i fenomeni di bullismo grazie a una revisione dello Statuto degli studenti. In sintesi: la 'sospensione', in casi particolarmente gravi, potra' superare i 15 giorni, gli studenti ribelli potranno essere puniti obbligandoli a svolgere una sorta di servizio sociale (pulitura aule, piccole manutenzioni, svolgimento di attivita' di volontariato, ecc...) e gli irriducibili potranno vedersi esclusi da scrutini finali, compreso l'esame di maturita'. L’ultimo punto del decalogo è rivolto soprattutto al personale della scuola che ha doveri deontologici e professionali sia di vigilanza sui comportamenti degli studenti in tutti gli spazi scolastici che di tempestiva segnalazione alle autorità competenti di eventuali infrazioni. L'inosservanza di questo dovere è materia di valutazione disciplinare.

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categoria:scuola, insegnanti, violenza, attualità, adolescenti, bullismo