martedì, 01 maggio 2007

Il filosofo americano Lee Harris lavora sui fondamentali. Demografia e relativismo, significato del Corano e concetto di nemico, neosecolarismo e razionalismo. Temi apparentemente distanti tra loro, ma che Harris da molti anni descrive come questioni riguardanti la sopravvivenza della civiltà occidentale. Quest'anno Harris è uscito in libreria con "The suicide of reason", un testo sul crollo del "fronte interno" e del neorazionalismo di fronte all'attacco del fanatismo islamico. Due sono le grandi minacce alla sopravvivenza dell'occidente, una esagerata fiducia nel potere della ragione e una profonda sottovalutazione del potere del fanatismo. Il suicidio della ragione nasce dallo scacco relativista: "in occidente la posizione relativista collassa nell'oscurantismo reazionario che dice: tutte le culture sono incommensurabili, è impossibile giudicare. Lo scopo dell'educazione laicistica diventa 'liberare' tutto, la fede sulla superiorità dell'occidente è sostituita dal multiculturalismo, dal nonsense del relativismo.() La società viene organizzata intorno alla massimizzazione del piacere individuale. E all'indifferenza per il futuro. Gli uomini invece hanno bisogno di una tradizione profonda che inizia dalla nascita. Se siamo liberi dalle tradizioni di chi ci ha preceduto, perchè i nostri figli non avrebbero il diritto di liberarsi di noi? Una civiltà persiste quando c'è un diffuso senso della necessità etica della presente generazione per la terza, i nipoti, i non nati. E' questo il più alto contributo etico della famiglia". Quando confrontiamo il nostro ethos (la società del 'carpe diem', del 'don't worry, be happy') con il fanatismo islamico, dobbiamo rispondere alla domanda: quale possibilità di sopravvivenza abbiamo nel confronto con una cultura capace di morire e di uccidere? Come hanno detto i terroristi: 'Alla fine vinceremo, siamo disposti a morire, voi no'.

Noi occidentali abbiamo creato un mito autoprotettivo: la modernità. "Quando ci confrontiamo col fanatismo, ci consoliamo pensando che sia una fase di passaggio di uno sviluppo inevitabile. La modernità diventa la cura dell'arretratezza islamica.() Ma sono interpretazioni etnocentiche che riducono l'islamismo a modello occidentale per renderlo meno alieno. continua…

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categoria:vita, terrorismo, sicurezza, idee, filosofeggiando, violenza, attualità, immigrati, terroristi
martedì, 13 marzo 2007

 
Dalla Genesi alla genetica. "Io sono mio". Si potrebbe riassumere così l'ultimo comandamento che sta scrivendo l'uomo moderno, il quale assomiglierebbe più al testamento del de cuius, se non fosse per quanti, tra Papa e filosofi e  intellettuali lungimiranti  e scienziati cauti, tengono alta la bandiera dell'umanesimo. Perchè in questa semplice frase si può trovare una chiave interpretativa di quello che accade. Da quando, la cultura della separazione ha generato i maggiori guasti sociali: non più famiglia ma ruolo genitoriale monoparentale, non più madre e padre ma progenitore A e progenitore B, non più trasferimento obbligatorio del cognome di padre in figlio, ma possibilità di varianti secondo gusti personali. E ancora: la medicalizzazione del parto che da cura si trasforma in soppressione, l'eutanasia come principio dell'affermazione individuale sulla padronanza della vita. Tutti punti, questi richiamati, che appaiono a chi ha occhi per vedere, decisivi per il presente e il futuro degli esseri umani. Questioni che possono essere condivise da ogni persona di retta coscienza. Perchè la difesa dell'umano non riguarda solo chi ha fede ma anche, come dice con espressione faticosa ma efficace il filosofo tedesco Jurgen Habermas, tutti coloro che sanno cos'è l' "adeguata autocomprensione etica" del genere umano. Tutti coloro che, cioè, sanno riconoscere l'umano dove si manifesta. Perchè il rischio è quello dell'eclissi dell'umanità, per come è stata pensata e si è pensata fino ad oggi. Perchè non possiamo fare a meno di chiederci qual'è la società umana che vogliamo, e in che modo finiremo per percepire noi stessi come uomini. In un mondo moderno che si è inventato diritti che non esistono (alla felicità, alla soddisfazione, alla perfezione), abbiamo mitizzato una scienza che non è più scienza, ma una sua triste parodia, la tecnoscienza, la quale non fa mistero dei propri intenti manipolativi. Fatalmente portatrice di un atteggiamento antiumano, essendo l'essere umano considerato come oggetto tra i tanti, al pari di qualsiasi altro oggetto naturale. Diffidando della capacità della ragione di percepire la verità, ci siamo allontanati dal gusto della riflessione, abbiamo ritienuto che la coscienza individuale, per essere libera, avrebbe dovuto disfarsi sia dei riferimenti alle tradizioni, sia di quelli basati sulla ragione.  E così, incapaci di educarci e di educare  al desiderio della conoscenza, della verità autentica, alla difesa della nostra libertà di scelta di fronte ai comportamenti di massa, non abbiamo saputo nutrire  la passione per la bellezza morale, per la chiarezza della conoscenza. 
Forse è ora di iniziare a giudicare queste cose aiutati da qualcosa, da un pensiero razionale che pensi se stesso, da chi  sta mettendo in discussione quella che, con linguaggio husserliano, si può chiamare "ragion ridotta". Occorre qualcuno che dica della vita e della morte, di significato della realtà, di libertà e coscienza, di morale e ragione.  La Chiesa, questo Papa, tanti intellettuali e tanti scienziati, questo coraggio ce l'hanno, e alla fine penso che sulla loro forza è possibile anche per altri pensare altrimenti vita, dolore e morte, con senso positivo. Buona esistenza perchè corrispondente al volere di chi l'ha data.
E' una riflessione malinconica e pressante, paradossalmente laica fin nelle sue radici e insieme attenta alla dimensione religiosa dell'esistenza, qualunque cosa questa espressione voglia significare per ognuno di noi. E' un punto interrogativo che spazza via le banalizzazioni alle quali siamo abituati, le battagliette  tra clericali e anticlericali, l'indifferenza etica spacciata per progressismo scientifico, l'evoluzionismo selettivo in marcia trionfale verso non si sa dove. E dà un senso anche alla ormai sgangherata famiglia moderna, all'amore moderno, alla sessualità umana. Resta l'inquietudine per il pensiero unico dominante: io sono soltanto mio e non devo rispondere di alcunchè, sono il creatore di me stesso.
 
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categoria:cultura, etica, vita, chiesa, idee, filosofeggiando, critica, attualità, società
lunedì, 12 marzo 2007

Durante un convegno dell’Anci a Firenze, il ministro degli Interni, on. Giuliano Amato, hainvocato una grande campagna contro la droga: «Una campagna non contro i trafficanti - ha spiegato nel suo intervento - ma contro noi stessi, chiamando in causa noi ’integerrimì consumatori di cocaina, e quei genitori, e non solo i figli, che prendono la coca nel weekend per passare un fine settimana più elettrizzante». Poi ha lanciato un'dea destinata a far discutere: l'antidoping a scuola. "Bisogna pensare anche a cose del genere, anche se può apparire una cosa un po' idiota", lui stesso ha ammesso che parlandone con un suo amico insegnante questi lo ha preso per matto, ma forse l'idea del Ministro non è poi così campata in aria. Stando alle statistiche risulta che gli adolescenti iniziano a fare uso di sostanze stupefacenti già a undici anni, dunque al primo anno delle medie. Ciò è scandaloso qualcosa fa fatta ed in fretta; la società civile non può permettere una cosa simile. Amato, oltre all’antidoping ha ipotizzato anche la punizione per gli eventuali studenti in preda ai fumi: l'annullamento dell'interrogazione oppure una diminuzione del punteggio. Certo gli insegnanti dovrebbero essere dotati del kit completo del "droga-test" e la cosa, visti i pesanti tagli del governo, diventa al quanto improbabile, però trovo acuta la provocazione del Ministro anche perchè come lui stesso ammette:  "Qualcosa bisogna pur fare di fronte al problema della droga che trascina nella rete della criminalità troppi ragazzi innocenti. Per questo occorre estendere il più possibile i controlli sull'uso di stupefacenti." Forza Ministro ha il mio completo appoggio!

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categoria:vita, scuola, insegnanti, idee, salute, genitori, informazione, attualità, studenti, legalità, adolescenti
mercoledì, 28 febbraio 2007

Oggi aprendo la posta trovo una mail dell’amico Carlo Zaccaria, come oggetto aveva “sorpresa” in effetti così è stata. Mascherati in un ipertesto tramite particolari parole chiamate collegamenti ipertestuali (hyperlink o rimandi), (che costituiscono un rete raggiata o variamente incrociata di informazioni, organizzate secondo diversi criteri, ad esempio paritetici o gerarchici, in modo da costituire vari percorsi di lettura alternativi.) trovo due nuovi domini, il primo è: www.LiborioButera.com il secondo www.RisoRisotto.com. Come potete capire il messaggio è chiaro: si inizia a fare sul serio. Fino ad adesso abbiamo gestito diversi blog che sommando i contatti in media ci avviciniamo a 2000 click giornalieri, considerando che sono domini di secondo livello, il risultato è da ritenersi straordinario. Ma per la realizzazione delle due nuove piattaforme bisogna dedicarci del tempo che in soldini significa: lavoro, idee, realizzazione dell’ interfaccia o se preferite della home, e di tutto ciò che serve a rendere accattivante e visibile in rete i nuovi siti. Con molta probabilità avremmo bisogno dei vostri consigli dunque chi ha dei suggerimenti, può benissimo lasciarli nei commenti, ovviamente saranno bene accetti.  

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categoria:tecnologia, internet, idee, attualità, bloggers, blogger
venerdì, 16 giugno 2006

A volte la realtà è destinata a superare di gran lunga la fantasia. Sfogliando il quotidiano di oggi mi sono imbattuto in una curiosa notizia che vede protagonista un giovane siciliano di Comiso (Rg). Luca Melilli, è questo il suo nome. Il ragazzo in cerca di notorietà e desideroso di guadagnare qualche quattrino, ha pensato bene di mettere all’asta, su e-bay, la propria fronte e di offrirla al migliore offerente come “spazio pubblicitario”. Forse quando ha avuto la stravagante idea, non si aspettava nemmeno lui che poteva avere un tale successo. Nel giro di pochi giorni la sua inserzione ha toccato più di 2000 visite e un paio d’offerte serie da parte di aziende del nord.  "Ho deciso di sfruttare la mia spaziosa fronte - racconta - come spazio pubblicitario. Porterò reclame e loghi impressi in giro per locali, discoteche o semplicemente per le strade della città". La base d'asta l'ha decisa lui: 5000 euro. Vince chi offre di più. "Si comincia con 5000 euro e un centesimo", spiega. L'affitto, chiaramente, è a termine. "Le campagne pubblicitarie - dice - hanno una durata limitata: sette o dieci giorni". Poi "lo spazio" torna a disposizione del mercato. Luca ha pensato anche alle tecniche da usare per la pubblicità: adesivi o tatuaggi all'hennè, entrambe facilmente rimovibili e non dannose. Mica fesso. Se i suoi conti tornano, potrebbe guadagnare 10.000 euro al mese facendo il minimo sforzo, anzi, divertendosi pure e chissà se sarà costretto a rilasciare regolare fattura. Speriamo che almeno abbia tenuto conto dell’afa siciliana, che peraltro fa sudare parecchio rischiando così di far staccare la locandina o sciogliere l’eventuale tatuaggio. A quel punto, rischierebbe una citazione da parte dell’azienda per aver interrotto il “servizio pubblicitario”!

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categoria:idee, soldi, successo, pudore
lunedì, 27 marzo 2006
Il trash sta caratterizzando la nostra epoca. I programmi televisivi seguono imperterriti questo, discutibile, filone “artistico”. Si passa con disinvoltura dal Grande Fratello, all’Isola dei famosi, passando da Teo Mammuccari con il suo ultimo gioiello di TV-spazzatura intitolato “Distraction”. Se la televisione crea questi modelli culturali definiti trash-cult, la politica può rimanerne fuori? Certo che no! Ad inaugurare il filone trash-politik è stata Rifondazione Comunista. In questi giorni di campagna elettorale oltre alla battaglia politica per conquistare le poltrone di Palazzo Chigi, il partito di Bertinotti è impegnato contro il proibizionismo verso l’uso di sostanze stupefacenti, introdotto con la legge Fini. Per veicolare le loro idee, hanno pensato bene di usare i mezzi più conosciuti dai fumatori di canne: cartine e filtrini. Insomma, invece, dei soliti e noiosi manifesti o santini, i comunisti, per attecchire sui ragazzi hanno scelto di distribuire gratis gli “strumenti” necessari per rullarsi uno spinello. Ma, invece della più nota marca Rizzla, hanno posto il logo della falce e martello, che notoriamente con la libertà ha ben poco da spartire. Per fare più presa mancava solo la materia prima ed il gioco era fatto: la droga! Una forza che si propone come parte di un esecutivo, si può permettere di sfruttare questi escamotage per raccogliere consensi degli antiproibizionisti? Certamente! Se la televisione utilizza i Reality per fare audience, Rc utilizza la droga per raccogliere voti, tutto rientra nella becera logica di mercato: acquisire clienti! Personalmente lo trovo poco serio e non sono affatto d’accordo con chi sostiene che le droghe si dividono in leggere e pesanti, le droghe sono droghe, punto! Lo sostengono: la scienza e la stessa Commissione stupefacenti delle Nazioni Unite. Ricordo con dolore, l’esistenza di ragazzi che si sono rovinati la vita proprio a causo dell’uso delle droghe. Assieme a loro le stesse famiglie, che hanno subito violenze fisiche quando si sono rifiutate di finanziare questo “innocente” vizio. Aggiungo che è ora di finirla con la balla colossale che la droga è utilizzata anche in medicina e pertanto è salutare, perché, ricordo, in quel caso è somministrata nelle dosi e nelle modalità opportune, ma soprattutto sotto stretto controllo medico. L’affermazione che legalizzandola viene sottratta dal controllo delle narco-mafie è semplicemente RIDICOLA e suona come una beffa. Non è sicuramente questa la soluzione. Le narco-mafie devono essere combattute senza se e senza ma e sicuramente se si legalizzerà la marijuana ci sono molte altre droghe che continueranno ad essere gestite dalle mafie; o le vogliamo legalizzare e sostituirci come Stato agli spacciatori? Le famiglie e i drogati, hanno bisogno d’altro, di interventi seri, come ad esempio centri attrezzati per la disintossicazione e un controllo capillare del territorio per impedirne il commercio. Termino ricordando che a volte il proibizionismo non è così dannoso, la legge antifumo, ad esempio, ha incoraggiato molti fumatori a smettere, io sono un esempio vivente.
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categoria:idee, libertà, legalità
giovedì, 27 ottobre 2005

Ho già scritto sul programma Rock Politick, condotto dall’ormai, più che molleggiato, acciaccato Celentano che con i suoi monologhi “rock e lento” sta facendo scuola all’Italia intera. L’obiettivo che si è posto è indubbiamente nobile, difendere la “sua” democrazia e liberare la Rai dall’egemonia berlusconiana. Stasera, da buon cattolico fedele ha “leccato” un potere forte, il Papa schierandosi contro l’amico Zapatero, che in Spagna ha permesso ai gay di convolare a nozze.


Chiusa questa parentesi è sceso in politica proiettando un filmato che ricostruiva un po’ la storia recente, mostrando beh, uso le parole del Corriera della Sera - Una gag con Antonio Cornacchione introduce poi un videoclip-blob con dichiarazioni di politici e spezzoni di filmati. Tra i quali quello di Raimondo Vianello che qualche anno fa invitava dagli schermi di Canale 5 di voler votare per Berlusconi (con Antonella Elia che dice: allora voto anche io visto che non ho idee politiche e a qualcuno mi dovrò poi aggregare) e Gianfranco Fini che dai banchi della Camera se la prende con Bossi dopo la caduta del primo governo Berlusconi nel 1994. Quindi immagini di Prodi che parla (in positivo) del suo lavoro all'Iri e dello stesso Berlusconi furioso, nel 1995, per l'avviso di garanzia ricevuto pochi mesi prima a Napoli durante il vertice internazionale sulla criminalità.- il Corriere com’è arcinoto non è sicuramente schierato a Destra ma non ha potuto non sottolineare il trattamento benevolo nei confronti di Prodi. L’attacco all’attuale compagine governativa, per carità ci sta tutto, ma questa è un’altra storia, la storia di stasera riguarda l’imparzialità di chi conduce un programma nella TV pubblica pagata con i soldi dei contribuenti.


Poi è arrivato il turno di Benigni, sarà pure geniale ma per dirlo con le parole di Celentano stasera a parte quando ha ricordato Socrate e Voltaire, è stato lento, molto lento! Siamo stanchi di vedere il solito spettacolo, i soliti baci, i soliti attacchi a Berlusconi, le corse per lo studio, lo spogliarello, siamo stanchi, Benigni sei lento! Oserei dire che la sua comicità mi è sembrata molto infantile, non so, forse adesso sollevo il solito vespaio di proteste  ma a me Benigni nelle comparsate sembra sempre uguale, lo preferisco nei films. Invidio molto chi continua a trovarlo divertente. La settimana scorsa, l’attacco al solito schieramento politico ha suscitato una serie infinite di proteste e lo schieramento "coccolato", chiaramente, si è posto subito in difesa del programma, affermando: finalmente democrazia è stata compiuta. Gli stessi personaggi non mantengono però la stessa linea, subito dopo essere stati criticati dal Direttore del Corriere, il segretario dei DS lo ha accusato  di vuoler destrutturare il suo partito. Miele nei suoi interventi difficilmente riesce ad essere chiaro,  con una volta che lo è stato ecco subito la censura del segretario diessino. Concludo dicendo che la satira e gli attacchi sull'avversario fanno parte della democrazia, con un’unica eccezione: guai a criticare chi da sempre ha criticato e deriso gli altri! W la Democrazia ma non quella a senso unico.

 

 

 

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categoria:politica, televisione, live, idee, sociale
mercoledì, 26 ottobre 2005

Volevo comunicare agli amici che ogni tanto passano da queste pagine che oggi è nato un nuovo blog, il titolo è semplice “POLITIKAMENTE” sarà scritto a quattro mani, due le mie e le altre due dell’amico Carlo Zaccaria. Dal titolo del blog si evince che tratteremo in primis argomenti che riguardano la politica, non solo quella italiana, cercheremo di analizzare alcune mosse dei vari partiti e dal nostro punto di vista e assieme a voi cercheremo di aprire una riflessione e metteremo a fuoco un altro punto di osservazione. Carlo ed io siamo fermamente convinti che i blog e il popolo dei blog sia la vera forza pensante di questo mondo moderno, tutti assieme rappresentiamo una grande forza e possiamo raggiungere obiettivi insperati.

postato da: LiborioButera alle ore 23:19 | Permalink | commenti (2)
categoria:politica, diario, idee