mercoledì, 10 gennaio 2007

Visto che il mio post sul TFR ha suscitato tutto questo interesse con annesso vespaio di polemiche, visto  che le informazioni che circolano sono solo a senso unico e di natura propagandistica, volevo condividere con voi la posizione dei COBAS.  Dopo le dichiarazioni del ministro Nicolais sull’estensione della legge truffaldina di scippo del TFR con il meccanismo del silenzio/assenso anche nel pubblico impiego, il portavoce nazionale Pino Bernocchi con un comunicato stampa [link] ha denunciato la politica di questo governo, complici i sindacarti confederali, in materia di pensioni. Visto che prima di scegliere è importante informarsi ho ritenuto opportuno linkare il comunicato stampa.

lunedì, 02 ottobre 2006

 

Dopo le dichiarazioni del legale di Giuliano Tavaroli, ex responsabile della sicurezza di Telecom, Moratti e la sua l’Inter finiscono ancora una volta sotto assedio giornalistico. A dire il vero in questi anni la squadra di Moratti ha subito battute, risatine, scherno da parte di personaggi alla Mughini per intenderci. L’ospite fisso di “Controcampo” negli ultimi tempi ha mostrato più di qualche segno di “cedimento” manifestati con: insulti al pubblico, volgarità distribuite gratuitamente e difese ad oltranza di quelle persone che forse lo sport dovevano vederlo sooolo in televisione. Anche in rete non si sono risparmiati i detrattori della squadra milanese che forse cercano chissà quale riscatto da una vicenda che sì coinvolge la dirigenza neroazzura ma in maniera marginale. Per farla breve lo scudetto non glielo toglie nessuno, la Juventopoli rimane in B, Moggi rimane il capo della “cupola” e l’arbitro De Santis rimane fuori dal calcio, ma non perché antipatico, ma perché condannato dalla giustizia sportiva e sembra che a breve saranno rese pubbliche altre intercettazioni emerse grazie al lavoro certosino della Procura di Napoli.  Ma ritornando alle intercettazioni volute dall’Inter, vorrei fare mie le parole di un commentatore di un articolo su La Mia Notizia:”Peccato che l'Inter si sia decisa così tardi di pagare un investigatore privato, peccato. Ci siamo persi 10 anni di vero calcio: il pensiero va soprattutto a chi ha scommesso, a chi ha giocato le schedine, a chi ha pagato un abbonamento, a chi in qualche maniera ha contribuito a inondare di soldi questo squallido sistema che si scandalizza perchè un proprietario di una squadra di calcio cerca di scoprire come mai gli ultimi campionati li vincessero le solite due squadre. Peccato che c'è gente che invece di vedere lo scandalo si concentrano ad osservare quanto di irrilevante c'è in un indagine privata di autotutela, davvero peccato! Ma il nostro è davvero uno strano Paese!”

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categoria:sport, calcio, informazione, denuncia, faziosità, moralità
domenica, 07 maggio 2006

Dopo lo scandalo delle intercettazioni che ha visto coinvolta da dirigenza juventina, i tifosi in tutti gli stadi italiani lo hanno rico dato attraverso gli ormai mitici striscioni. Una maniera diretta ed inequivocabile che a volte attraverso l’ironia e lo sfottò si riesce a veicolari messaggi diretti ed efficaci. Ne condivido con voi alcuni tra i più simpatici con la speranza di riuscire a suscitare un sorriso in un momento di profonda amarezza causata appunto dalla famiglia Moggi e affiliati; ovviamente specifico la relativa città di appartenenza:

Milano: "Moggi, erano piu' sicuri i pizzini"; "Moggi-Giraudo? Si', li vogliamo radiati"; "Moggi-Pairetto coppia scudetto", "Moggi videochiamami"; "Due punte piu' due trequartisti e un centralinista"; "Il male del calcio sono gli ultra nonostante accordi con arbitri e partite truccate".
Firenze: "
Nuova tariffa Tim Summer Juve, piu' chiami, piu' vinci"; "Con la Maserati scudetti assicurati".
Livorno: "
Iaquinta, Lippi + Gea = nazionale".
Ascoli: "Ieri
... Moggi... e domani?"; "Ascoli in A, Moggi in galera: Dio c'è"
Lecce: "
Carraro, Gea e Moggi: la mafia di ieri e di oggi. Il calcio e' del popolo
".

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categoria:calcio, scandalo, legalità, faziosità, imparzialità
venerdì, 10 marzo 2006

Premetto subito che le dichiarazioni di voto di un Direttore di un giornale sono legittime, mi chiedo però, se ai fini elettorali fanno  bene all’Unione o se si trasformeranno in un boomerang? L’editoriale di Mieli, in realtà non annuncia nulla di nuovo, le posizioni del Corriere sono sempre state a favore del centro-sinistra, basta leggere gli articoli dell’eminente Enzo Biagi o semplicemente notare la collocazione politica dei suoi maggiori azionisti, per fugare ogni dubbio.  La cosa sulla quale però, vorrei aprire una riflessione riguarda le  ricadute che può avere sull’elettore. Una simile presa di posizione non è detto che sia capitalizzata, in termine di consensi, dall’Unione, anzi. Nel 2001 le persecuzioni che ha subito Berlusconi da parte di Santoro, Biagi, Luttazzi e altri giornalisti,  portarono ad una vittoria schiacciante del centro destra, oggi la stampa sembra ricreare esattamente quel clima e il rischio o la fortuna, a seconda dei vostri gusti politici, è che ciò si possa ripetere. L’editoriale di Mieli, paradossalmente, fortifica le posizioni di Berlusconi, infatti, conferma il teorema che vede il Premier vittima di una campagna di stampa e nello stesso tempo chiarisce definitivamente la linea politica del Corriere. Questa perdita della “verginità” del quotidiano più venduto nel Paese, ha inevitabilmente sollevato, tra i suoi lettori, un vespaio di polemiche, ma a urlare allo scandalo sono stati gli esponenti del centro-destra. Il più duro è stato il Ministro degli esteri Gianfranco Fini, che senza mezzi termini ha dichiarato: “Uno smaccato tentativo di seminare zizzania nel centrodestra. Non abbocchiamo all'amo, memori dell'antico timeo Danaos et dona ferentes”. Mentre la difesa dell’Unione nei riguardi del quotidiano è stata ovvia, gli “unionisti” hanno difeso ad oltranza Mieli. Ne sono seguite dichiarazioni a dir poco ridicole, D'Alema: “siamo in un Paese libero in cui ognuno sceglie in modo motivato cosa vuole fare”. Il leader della Margherita, Rutelli, definisce la posizione di Mieli “trasparente e convincente”, non si tratta “di una investitura, ma di un investimento verso una governabilità”. Con tutta sincerità, avrei preferito da parte di chi ha sempre urlato: al lupo, al lupo, un po’ di coerenza e serietà politica. Sarebbe stato più elegante prendere posizione contro la faziosità e l’occasione avrebbe  dimostrato che chi si propone come alternativa al governo del Paese ha ragione di considerarsi “componente” moralmente superiore, ma così non è stato.  Legittimare le posizioni che ci favoriscono e attaccare quelle che ci criticano, mi portano ad una amara conclusione: la fase politica che stiamo attraversando si può catalogare come “infantilismo politico”. E’ giusto però precisare che i bambini per fortuna non odiano nessuno.

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categoria:politica, faziosità
giovedì, 23 febbraio 2006

Ho sempre denunciato le trasmissioni televisive faziose, le mie critiche sono state durissime e hanno ricevuto in cambio molti insulti e offese, tipiche di quelle persone che sono a corto di argomentazioni valide da contrapporre al dialogo. Lo stereotipo italiano di faziosità è Emilio Fede, infatti, incarna alla perfezione la testa di “legno” o se preferite il “servo sciocco” del padrone. Ma è solo lui il fazioso? Certo che no, ce ne sono molti altri, lui a differenza di altri ha come deterrente che non lavora nella televisione di Stato, dove i cittadini non gli versano il canone. Ma gli altri lottizzatori della RAI? Quelli considerati più intelligenti, meno appariscenti ma che riescono a veicolare messaggi subliminali più sottili e più credibili, come li vogliamo considerare? Per par condicio io li ho sempre messi sullo stesso piano di Emilio Fede. Oggi l’elenco si arricchisce di  un altro conduttore, ce l’ha messa tutta e c’è riuscito a livellarsi al Direttore del TG4, mi sto riferendo al “buon” Fabio Fazio, infatti, la denuncia dell’Autorità per le Comunicazioni è chiara: “Che tempo che fa” ha violato le regole, l’azienda è stata fermamente invitata ad attivare i procedimenti disciplinari previsti dalla legge. Come dire: c’è chi predica bene ma razzola male, riusciremo mai ad avere una Rai libera dai servi sciocchi del potere? Sarà difficile, ma già il fatto che se ne parli è un importante passo avanti.

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categoria:politica, televisione, faziosità, moralità
giovedì, 10 novembre 2005

L’ultima puntata di Rock Politick è iniziata all’insegna dell’ovvio, lo sproloquio dell’acciaccato scivola come al solito all’insegna della banalità.  Lo sproloquio stasera ha presentato due piacevoli varianti: il coraggio dei ragazzi di Locri presenti nello studio  e il ritorno di Gianni Minà che era stato epurato dalla sinistra. L’ex molleggiato non vorrà mica darci a bere che sarà imparziale nell’ultima puntata?  Non vorrà mica salvarsi l’anima, sempre con i nostri soldi?  

Per onestà intellettuale va detto che vi è un programma nel programma che è rappresentato dalla musica, sempre impeccabile, sempre ad altissimo livello, l’orchestra è grandiosa. e che dire quando quelle note hanno introdotto il mitico Carlos, si, Santana, lui sì che è rock, un brivido mi ha percorso la schiena. Stasera un po’ di merito gli va dato specie quando ricorda il Tibet e l’occupazione rossa della Cina, avrà mica deciso di leccare un po’ la destra? Io voglio imparzialità,Celentano,  né destra né sinistra, imparzialità!  

Vederlo fare la morale alla politica sotto dettatura in cuffia, stile Ambra Angiolini ai tempi di non è la rai, quello si è stato esilarante, ho riso come un matto vederlo  intendo a bacchettare a destra e a sinistra. Affermare che Rock Politick ha svegliato il pubblico italiano e che finalmente ha reso la televisione italiana libera e di qualità,  mi sembra un’affermazione un  tantino forte no? Fare meglio dei reality non è che ci voglia chissà che affermare che 15.000.000 di Italiani sono intelligenti perché ti guardano lascia sottointendere che gli altri sono dei cretini perché non lo fanno? Forse sarebbe meglio se in cuffia ti facessi suggerire meglio, rischi di fare ancora altre gaffes. Sei stato bravissimo a fare propaganda politica se questo, Celentano, vuol dire libertà, onestamente non fai che confermare l’idea che mi hai dato in questi ultimi anni: ti sei rincoglionito e non poco!  

Non ho compreso molto la comicità della Guzzanti, forse perché non vado pazzo per le sue imitazioni, secondo me, non è così brava come vogliono farci credere, sfrutta la politica per stare in televisione, così come fanno moltissimi del piccolo schermo, Guzzanti: non sei diversa dagli altri! Chi non è politicizzato mi sa che non riesce a capire fino in fondo la tua comicità, stasera hai provato a fare l’equilibrata, gli ordini di scuderia sono cambiati e non sei neanche riuscita a farmi incazzare…insignificante! 

I musicisti ospiti hanno offerto delle performance d’altissimo livello, hanno elevato il valore dello spettacolo, mi ha fatto tenerezza vedere Celentano al cospetto del grande Franco Battiato, è emersa tutta la sua pochezza, sarà un bravo cantante, ma “l’incarnazione” e altri vocaboli partoriti dal nuovo Dante della televisione italiana sicuramente troveranno spazio nei futuri vocabolari, ma non quelli che attualmente il molleggiato non conosce.  

Rock Politick è finito, finalmente possiamo respirare aria pulita; aria di libertà, almeno fino al ritorno di Santoro, l’altro che come Celentano usa il mezzo pubblico per parteggiare per gli amici dello stesso colore politico. Qualcuno in RAI sussurra che chi lo conosce lo evita, confermi Santò? Io sarò qui, ad utilizzare la vera democrazia, quella di internet, per dire la mia sulle tue trasmissioni, farò da sentinella come ho fatto con Celentano, sei avvisato.

 

 

 

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categoria:politica, televisione, faziosità, rock politick
sabato, 05 novembre 2005

In Rai sta, finalmente, per concludersi la vicenda Santoro, il 14 novembre il giornalista rientrerà nella televisione nazionale pubblica, giustizia è stata fatta. Dalle dichiarazioni fatte a Rock Politick sembra che sia più agguerrito che mai, ha promesso tuoni e fulmini. In televisione è mancato suo giornalismo d’inchiesta, Floris non è sicuramente Santoro, urla molto meno, e oggi va molto di moda la TV urlata.

 

A dire il vero, abbiamo sentito meno la mancanza delle sue posizioni politiche, il giornalismo secondo me non deve essere schierato, altrimenti rischia di diventare una farsa, vedi Fede. Sono però sicuro, che il giornalista, sarà estremamente rispettoso del ruolo che andrà ad occupare nella televisione pubblica, pagata con i nostri soldi, e non la userà  per portare avanti la sua lotta personale.  Santoro, dimostra di essere diverso da Fede e da altri schierati, dai l’esempio, solo così avrai la stima di tutti gli italiani e soprattutto senza distinzione di colore. Questo blog, ti osserverà…

 

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categoria:politica, televisione, informazione, faziositÃ