martedì, 13 marzo 2007

Inizia ad infiammarsi il clima politico a Cattolica Eraclea. Nel giorno dell’inaugurazione della villetta “antimafia” con la presenza di Rino Cascio giornalista di Rai3, il vice ministro alla pubblica istruzione Mariangela Bastico e quello alle infrastrutture Angelo Capodicasa; il presidente della commissione parlamentare d'inchiesta sulla mafia, Francesco Forgione e il vice presidente Giuseppe Lumia e altre autorità. Il centro-destra cittadino con un manifesto ha criticato aspramente alcune scelte dell’amministrazione Aquilino. Il titolo è emblematico: “da MAUSOLEO dei familiari del Sindaco a VILLETTA per le Vittime della Mafia” con chiaro riferimento al fratello del sindaco: “prima pensata e concessa al fratello per l'edificazione di un mausoleo di famiglia, e ora diventata villetta per la redenzione della 'Aquilino & company". Secondo l’opposizione la sua realizzazione ha coinciso con la distruzione “del giardino della prima dimora del Principe di Cattolica”.

Il manifesto continua con una serie di attacchi rivolti all’attuale gestione che – sempre secondo il parere degli autori -  in questi anni il sindaco è stato impegnato soprattutto nella ricerca di una assoluzione al di fuori delle aule del tribunale, in attesa di chissà quali provvedimenti di legge che potessero alleviare le responsabilità di quelli che hanno amministrato la cosa pubblica per dissipare ricchezza, aumentare le tasse, affidare Incarichi professionali e posti di lavoro ai propri familiari e capi elettori, elargire a piene mani promesse di posti che già inquinano la composizione dalle liste e la campagna elettorale amministrativa prevista per il prossimo 13 e 14 maggio”. L’opposizione inoltre accusa il sindaco uscente di: non rispondere alle interrogazioni dei Consiglieri comunali, non fornisce i chiarimenti e gli atti della Sogeir Ato di Sciacca, né i bilanci per la visione dei Consiglieri comunali, che ne hanno fatto richiesta. Spende illegittimamente 62.000,00, Novello Eroe della Cultura dell'illegalità: Ordina la spesa, firma per la congruità dei prezzi, riceve la merce, la consuma e la elargisce e spaccia tutto come rafforzamento della cultura antimafia. Il manifesto si chiude così: “Attori e trasformisti di mestiere si nascondono all'ombra della cultura antimafia e si apprestano ad affrontare la campagna elettorale nascondendosi all'ombra di un candidato sindaco importato dati' "Estero", dalla città di Bagheria.”
 

Ovviamente la rete internet, strumento con il quale volente o nolente dovrà confrontarsi la classe politica cattolicese, è stata sfruttata dal giovane Calogero Giuffrida per rispondere agli attacchi contenuti nel manifesto e che proprio in occasione dell’inaugurazione della “villetta” presentava il suo ultimo libro: “Delitto alle elezioni”. Lo ha fatto commentando un video/servizio sul blog di Peppe Amato: L'anno scorso- rivolgendosi al centro-destra cittadino - non si presentarono alla inaugurazione della villa in onore di Giuseppe Spagnolo, non parteciparono nemmeno alla presentazione del libro e al convegno "Mafia ieri e oggi".  L'affissione del manifesto di questa mattina (poteva essere affisso un altro giorno) è l'ennesimo tentativo di spregiudicato inquinamento, questa non è opposizione, questo è inquinamento della vita politica e istituzionale.

 

La discussione prosegue nei commenti del blog di Peppe Amato, i commenti sono arrivati a 38, io mi limito solamente ad invitare le componenti politiche ad abbassare i toni e di puntare piuttosto alla risoluzione dei problemi che affliggono Cattolica. Ovviamente il blog rimane a disposizione di chiunque vuole aggiungere qualcosa, ricordo che i commenti vessatori e maleducati saranno censurati.

postato da: LiborioButera alle ore 20:10 | Permalink | commenti (14)
categoria:internet, elezioni, informazione, attualità, libertà, affari e politica
domenica, 04 marzo 2007

A poco più di anno dal suo lancio online, questo blog ha riscosso un notevole successo suscitando un ampio interesse nella blog-sfera italiana, lo dimostra il folto pubblico di frequentatori che quotidianamente lasciano la loro traccia tra i commenti. Il blog come forma di comunicazione si è affermato anche tra le aziende produttrici più importanti, tra i giornalisti e tra i politici. Questa nuova forma di comunicazione diretta, in altri Paesi (USA ad esempio) è riuscita ad influenzare l’opinione pubblica al punto da sovvertire gli ultimi sondaggi che davano Bush perdente. Io non ho questa pretesa, ci mancherebbe, ma visto che nel mio paese di origine a maggio si vota per la poltrona di Primo Cittadino vorrei lanciare una sfida, da qui, da lontano, ai due candidati alla poltrona di sindaco, dott. Piro e dott. Termine. Tale sfida riguarda lo sviluppo del paese.

La prima idea potrebbe riguardare un blog attivato dal Comune, dove il neo sindaco risponde con cadenze settimanali direttamente ai cittadini, sia residenti che non.

Con l’avvento delle nuove tecnologie e con la nascita di CEO molti ragazzi, cittadini e politici, stanno iniziando a confrontarsi con questo innovativo mezzo offerto dalla rete internet. Vi chiedo se state pensando di attivare un internet-point a livello di comune per coloro che sono sprovvisti del mezzo informatico.

L’esperienza di CattolicaEracleaonline.it ha evidenziato che si può far qualcosa senza chiedere nulla alle casse comunali, abbiamo la pretesa di affermare che se oggi in Italia e all’estero ci sono più persone che conoscono la nostra cittadina è merito del portale. Avete pensato se non sia il caso di mettere a frutto tale esperienza?

Potrei andare ancora avanti con la tecnologia, ma forse le urgenze sono altre come ad esempio l’impressione che si ha arrivando in Paese: la condizione del manto stradale, un piano di parcheggi cittadino quasi inesistente e l’abbattimento delle barriere architettoniche. Per non parlare del grigiume delle abitazioni, a causa dei prospetti mai completati e un centro storico decisamente da recuperare. Se si vuole valorizzare il paese dal punto di vista turistico non si può prescindere da tali interventi. E’ il turismo la chiave di volta dello sviluppo del paese. Spesso, infatti, si sente commentare: “col turismo potremmo vivere bene e invece siamo costretti ad emigrare per vivere”. Il futuro sindaco non può non prendere atto di tale sentimento comune: gli interventi necessari a rendere Cattolica un paese turistico non sono più procrastinabili.

Oltre agli interventi di valorizzazione del paese occorre poi migliorare le vie di collegamento, ampliando la rete stradale e istituendo a Minoa in particolare durante il periodo estivo la fermata degli autobus extraurbani (ditta Lumia per intenderci). Inoltre è necessario l’abbattimento dei cavilli burocratici per i soggetti che vogliono investire sul nostro territorio.

Ancora, occorre attivare adeguate politiche giovanili, affinché i giovani di Cattolica, intelligenti, preparati e pieni di idee rimangano in Paese, altrimenti continueranno ad arricchire le città che li accolgono e che danno loro la possibilità di esprimersi. Piuttosto “sfruttateli”, scippategli le idee e metteteli in pratica, con loro istituite un osservatorio per la valorizzazione del territorio, ci sono molte cose che andrebbero valorizzate, lasciateglielo fare, saranno bravissimi e garantiranno un ritorno economico a tutta la cittadina. Uscite dal bizantinismo Doroteo che ha caratterizzato la vecchia politica e mirate al coinvolgimento di tutti, CEO docet.  Probabilmente le cose che ho scritto le avete già pensate, meglio, realizzatele appena sarete eletti.

Sono sicuro che i giovani hanno molte altre idee, anch’io a dire il vero, ma per non rischiare di essere prolisso mi fermo qui, mentre chi vuole aggiungere qualcos’altro lo può fare nei commenti, saranno raccolti e pubblicati su CEO, firmatevi, non rimanete anonimi. 

postato da: LiborioButera alle ore 20:28 | Permalink | commenti (9)
categoria:politica, vita, tecnologia, lavoro, economia, elezioni, speranze, attualità, paese, studenti, sprechi
sabato, 24 febbraio 2007

Come ho scritto nel post precedente la responsabilità della caduta di questo governo è da attribuire alla megalomania di D’Alema, puntare il dito su Turigliatto è solo un’abile mossa per mascherare il vero responsabile di questa debacle.  Alla domanda al Senatore del PRC se si sente responsabile ha risposto: ''No, non mi sento responsabile di quanto accaduto oggi, ne' pentito. Ho agito secondo coscienza''. Va riconosciuto anche il coraggio e la coerenza del senatore torinese, dopo il voto ha dato le dimissioni rinunciando così a tutti i benefici che questa carica garantisce. Dovrebbe farlo D’Alema per aver spinto il governo verso il baratro, lui si è il vero bastian contrario di Prodi, lui sì, Turigliatto è coerente, lo è stato fino alla fine e aveva persino annunciato in mattinata la sua intenzione di votare contro. Inoltre getta sale sulla ferita dichiarando: ''La debolezza del governo e' soprattutto nel consenso sociale, nella capacita' di dare risposte alla domanda di pace, di stop alla precarieta', alle attese di risarcimento delle classi piu' povere che si attendeva l'elettorato dell'Unione e che non ha avuto''. Queste sono parole di sinistra, allora chi si definisce tale dovrebbe osannare Turigliatto e contestare D’Alema, a meno chè essere di sinistra non significhi massacrare lo Stato Sociale garantendo le classi più agiate e mandare i soldati italiani in giro per il mondo, perché se lo faceva Berlusconi era un guerrafondaio se lo fa Prodi è un missionario. Allora viva Turigliatto e abbasso D’Alema, vero colpevole della ridicola crisi di governo, risanata stamani da un arbitro imparziale. Lo sforzo di Napolitano nel raccogliere i cocci è stato impagabile ha persino assoldato Follini e lo stesso Prodi è impegnato in una campagna acquisti degna di quella appena effettuata da Berlusconi, che però un vero fuoriclasse lo ha preso, Ronaldo. A questo punto non ci rimane che aspettare la prossima figura di merda in campo internazionale. Povera Italia…

giovedì, 08 febbraio 2007

I Cobas-Scuola della regione Piemonte si sono riuniti in Congresso a Torino per confrontarsi sulle problematiche relative al ruolo delle RSU della Scuola e per denunciare la censura nei loro confronti ad opera dei sindacati confederali e per mano dei dirigenti scolastici.

mercoledì, 17 gennaio 2007
La sinistra, quella definita radicale che sostiene il governo Prodi, negli ultimi giorni si è vista sgambettare da quest'ultimo per ben due volte. Il primo sgambetto riguarda l'annuncio della riforma del sistema pensionistico ritenuto  non necessario nelle prediche  in campagna elettorale. Il secondo sgambetto è di appena ieri: Prodi ha concesso l'ampliamento della base militare americana nel vicentino. In questo modo il diavolo a stelle e strisce, guerrafondaio e colonizzatore ha potuto contare anche dell'appoggio dei comunisti per consolidare la sua presenza in Italia. Si, proprio così, visto che la maggioranza di governo è tenuta in piedi appunto dalla sinistra radicale o presunta tale.  Oltre a queste, il governo ha fatte molte altre scelte che la fantomatica sinistra radicale è stata costretta ad ingoiare: riforma del TFR, ticket sanitari, tagli allo stato sociale, mantenimento delle linee generali della riforma della scuola voluta dal precedente governo, mantenimento della legge Biagi, falsa lotta alla precarizzazione del lavoro e non ultimo l'annuncio delle tanto "necessarie" riforme. Non solo, la sinistra pseudo-radicale  sta favorendo (siamo in regime di mercato libero è vero) le scalate di gruppi di poteri e finanziari che orbitano nella loro area politica, non so quanti ne sono a conoscenza ma Unipol si è appena aggiudicata la gestione garantita della previdenza integrativa postale, vale a dire che tutti i dipendenti postali che non hanno optato per i fondi pensioni chiusi di categoria, finiranno nelle casse di Unipol che li gestirà, come è intuibile si tratta di cifre considerevoli. Insomma a quanto pare la cosiddetta finanza rossa, in un modo o nell'altro, finirà comunque per guadagnarci, e io voto direbbe Totò! Chissà se l'operaio metalmeccanico, il pensionato,  l'insegnante, l'impiegato domani dovessero recarsi alle urne per votare, alla luce di quanto ho scritto, confermerebbero a cuor leggero la fiducia a Prodi e "compagni"? Sicuramente vivrebbero una situazione disagio interiore, alla fine probabilmente prevarrebbe la "fede" politica e quindi confermerebbero la fiducia, ma sicuramente dopo essersi turato con entrambe le mani il naso e aver ricacciato nello stomaco consistenti rigurgiti di vomito. 
domenica, 14 gennaio 2007

A Mosca sta andando letteralmente a ruba un video-cd pirata voyeuristico che riprende i politici nella loro intimità. Il contenuto del supporto digitale sta facendo tremare il mondo politico-finanziario russo. Il video è facilmente reperibile presso i mercatini rionali e per pubblicizzarne la vendita i commercianti espongono in bella vista un cartellone con la scritta: “Vuoi sapere tutti i segreti intimi del tuo deputato, del tuo capo o del tuo vicino di casa? Allora compra il nostro cd”. Seguono, a caratteri più piccoli, migliaia di nomi, alcuni eccellenti, e la minuziosa descrizione delle loro abitudini sessuali nei numerosi bordelli della capitale. Una formidabile arma di ricatto per la criminalità organizzata, per servizi segreti di ogni Paese e per chiunque voglia approfittarne. A rendere pubblico al mondo questo cd scottante è stato un reporter che l'ha acquistato per 1.500 rubli (poco più di 40 euro) in una bancarella vicino alla stazione ferroviaria Paveletskaia. A quanto pare i filmati sono stati trafugati da qualche archivio di polizia e tratti da 138 agende tenute da tenutari o tenutarie di case a «luci rosse» sequestrate negli ultimi anni in retate contro la prostituzione. Il materiale rischia di divenire esplosivo soprattutto in vista della campagna elettorale per le legislative di fine anno e le presidenziali del 2008. In Spagna per favorire la vittoria zapateriana ci fu bisogno di un attentato terroristico, chissà invece se in Russia basterà solo qualche prestazione sessuale con qualche puttana da bordello?

postato da: LiborioButera alle ore 20:31 | Permalink | commenti (6)
categoria:elezioni, soldi, democrazia, attualità, scandalo, denuncia, pudore, affari e politica
domenica, 03 dicembre 2006


Domani 4 dicembre è una giornata importante per i lavoratori della scuola: si aprono le urne per l’elezione delle RSU. In questa “campagna elettorale” purtroppo non tutte le sigle sindacali hanno avuto la possibilità di indire Assemblee con i lavoratori per spiegare loro le proprie posizioni circa la politica scolastica del governo. I più penalizzati sono stati i COBAS-Scuola che si sono visti perseguitati dalla triplice sindacale, al punto che i dirigenti scolastici hanno dovuto disdire le Assemblee che avevano in un primo momento concesso, mentre altri addirittura hanno cestinato la richiesta. E pensare che queste sigle, Cgil, Cisl e Uil, spesso riempiono le piazze manifestando sotto lo sventolio di bandiere della pace, ma soprattutto urlando slogan in favore della libertà, forse solo la loro!
postato da: LiborioButera alle ore 19:48 | Permalink | commenti
categoria:scuola, insegnanti, elezioni, attualità, precari, affari e politica
sabato, 29 aprile 2006

Quale misterioso messaggio hanno voluto mandare a Prodi quei senatori che hanno sbagliato dolosamente, e per di più in modo reiterato,  l'esercizio del voto per il Presidente dell'aula di Palazzo Madama?  A noi comuni mortali non è dato sapere, ma presto lo si potrà desumere qualora  si dovesse  spostare l'asse dei privilegi a favore di questo o di quell'altro piccolo gruppo. La notte dei lunghi coltelli è appena trascorsa e, come si sa, questa porta consiglio. Sarebbe però interessante leggere i tabulati telefonici delle segreterie di partito e dei leader, per capire su quali uomini e gruppi hanno concentrato il loro pressing, ma soprattutto se sono riusciti a raggiungere un accordo. Infatti, la  la risicata maggioranza questa volta ha votato compatta a favore di Franco Marini, eleggendolo finalmente Presidente dei senatori. Nessun italiano avrebbe immaginato che i "pizzini", quelli scoperti  nelle recenti operazioni  giudiziarie, potessero materializzarsi d'un tratto all'interno di uno dei due rami del Parlamento. L'accostamento non è affatto azzardato: entrambi i bigliettini contengono messaggi da codificare. Confermando, inoltre, che la "vita" del nuovo governo è destinata a passare dalle mani di pochissime persone che potranno, secondo la convenienza, garantire o togliere la maggioranza in Senato. Un governo che ahimè nasce già ostaggio. Pure la gestazione difficile del nuovo Presidente del Senato ha contribuito a coniare alcuni  termini destinati ad entrare nel lessico parlamentare, quali  "franceschi tiratori" (attribuito al Sen. Andreotti). E poi sarà difficile dimenticare la scelta arbitraria di Oscar Luigi Scalfaro, che ha avuto la sfacciataggine di nascondere ai senatori un voto assegnato a Francesco Marini, dimostrando di essere disgustosamente fazioso nel  ricoprire un ruolo istituzionale di garanzia.

 

postato da: LiborioButera alle ore 16:10 | Permalink | commenti
categoria:politica, elezioni, denuncia
mercoledì, 26 aprile 2006

Il quotidiano La Stampa, dopo la vittoria dell’Unione, attraverso un articolo ha voluto evidenziare l’affollamento dei salotti “buoni” della Capitale, quelli per intenderci snobbati (a parole) da Prodi. La storia insegna che le linee e le strategie  politiche, non vengono tracciate nei luoghi istituzionali,  ma si preferisce discuterne davanti ad un gustoso piatto accompagnato da un buon vino. Sarà per questo motivo che in questi giorni a Roma si assiste alla riapertura di tutti i salotti radical-chic che in questi 5 anni erano rimasti a guardare con distacco e talvolta snobbando i politici più pragmatici e austeri del centro-destra. Nella Capitale – fa notare il quotidiano torinese- c’è un forte movimento di cene sui terrazzini che guardano il Cupolone prima della transumanza estiva di massa a Caparbio (località turistica Toscana) e dintorni maremmani. Le regine dei ricevimenti romani, secondo La Stampa di Torino, sono Maria Angiolillo con villino a Trinità dei Monti a cui fa concorrenza Marisa Garito, moglie di Claudio Pancheri, amministratore delegato del Consorzio Risorse per Roma, la cui casa di Piazza Santi Apostoli con le pareti e i divani di broccato oro è frequentata anche da Lilli Gruber e Giovanna Meandri. Ai blocchi di partenza del catering di sinistra c'è Sonia Raule, moglie di Franco Tatò, con villa sulla salita del Gianicolo: per lei gli ospiti “perfetti” per una cena sono Giuliano e Diana Amato, Ferruccio de Bortoli, Miuccia Prada, il banchiere Alessandro Profumo e anche Gianni Letta, il trasversale più gettonato. Guia Suspisio prima ospitava gente di destra, compreso Bossi, adesso riceve Bertinotti con la simpatica moglie Lella, Pecoraro Scanio, Piero Fassino, Chicco Testa, uno dei vipponi dell' Ultima spiaggia. Non sono soltanto signore ad aprire il proprio salotto, c'è anche l'imprenditore single Giovanni Malagò, amico di Diego Della Valle, Veltroni, Rutelli e via dicendo. Il suo palazzetto ai Parioli è già stato lustrato per i prossimi party.  In questo bailamme a farne le spese è stato lo stornellatore preferito da Berlusconi: Salvatore Apicella. A sostituirlo è arrivato l’amico strettissimo di Prodi, Silvio Siriana, bravo con la chitarra che non ha esitato a “spodestare” il cantante napoletano, chissà se in futuro lo vedremo duettare con il Professore.

postato da: LiborioButera alle ore 14:31 | Permalink | commenti
categoria:etica, politica, elezioni, informazione
mercoledì, 12 aprile 2006

Speravo di scrivere la parola fine alla lunga e snervante campagna elettorale abbattutasi ferocemente sul popolo italiano; purtroppo ancora non è chiusa definitivamente. Troppi punti oscuri, sostiene Berlusconi, troppo pochi i voti di scarto, troppi invece quelli contestati. Al Senato la maggioranza, è vero, è avanti di un soffio, alla Camera però si può governare, ribattono da sinistra. A gettare altra benzina sul fuoco è bastato l’arresto della “primula rossa siciliana”, anche qui sono seguiti una serie infinita di interrogativi: se fosse stato eseguito un giorno prima del voto quali scenari si sarebbero prospettati? Berlusconi si sarebbe tolto di dosso l’ombra che gli è stata gettata dai suoi avversari? Avrebbe vinto lui? Certo, questa è sicuramente fantapolitica, ma gli interrogativi rimangono e secondo me, permarranno anche in futuro. Intanto il centro-destra ha chiesto la riconta delle schede annullate, ma credo che non incideranno molto sull’esito del voto, bisognerà però aspettare questo dato per mettere, finalmente la parola fine a quest’interminabile contesa elettorale. Intanto l’Unione non ha avuto il via per formare il nuovo governo. Prima bisognerà eleggere il  nuovo Presidente della Repubblica (sarà Amato?), sino allora continuerà a meditare sulla proposta avanzata dal Premier uscente di creare insieme la Grande Coalizione, cosa che aborro sin da subito.  Ma non solo, Prodi e compagni sono già messi alle strette dall’infinità di cespugli che oggi per fortuna, rivendicano solo il merito della vittoria dell’Unione, ma da domani chiederanno altro? Il cattolicissimo Mastella comincia già a predisporre soluzioni «centriste» per le presidenze del Senato e delle commissioni (il leader dell'Udeur propone di nominare dei senatori a vita, per garantire l'istituzionalità). «Senza il nostro partito, l'Unione non avrebbe vinto né alla Camera, né al Senato», dichiara euforico Clemente Mastella, ancora irritato con la sinistra della sua coalizione, che gli ha fatto perdere l'appoggio di alcuni cattolici. Mentre Diliberto (Pdci), oltre a rivendicare anche lui il merito della vittoria, lancia già il suo programma politico. Un programma radicale: via la Moratti, profonda riforma della legge Biagi. Ma il recupero di Berlusconi brucia, e parecchio. «Il centrosinistra è riuscito a resuscitare Berlusconi contro ogni previsione», tuona Metz (Verdi). Sorprende, invece, il risultato della Rosa nel Pugno. «Non c'è dubbio - dice il leader radicale Capezzone - speravamo, ci aspettavamo, un risultato sensibilmente migliore per noi». Ma il più agguerrito di tutti rimane Mastella: «l'estremo laicismo della Rosa nel Pugno ci ha penalizzati. Radio Maria, prima delle elezioni, ha detto agli ascoltatori di non votare per me. Come cattolico mi dispiace e me ne rammarico»; insomma una vera e propria armata brancaleone che avrà il compito di governare il nostro Paese. Da blogger sono convinto che in questi anni, ci sarà parecchio da scrivere, e molto da ridere, speriamo che almeno facciano il bene del Paese e che non si frantumino alla prima divergenza di idee. L’Italia  non è affatto pronta a sopportare un’altra campagna elettorale come quella appena trascorsa.

postato da: LiborioButera alle ore 17:55 | Permalink | commenti (2)
categoria:politica, elezioni, democrazia