sabato, 23 dicembre 2006

La villetta degli orrori” di Cogne in cui, nel gennaio del 2002, fu ucciso il piccolo Samuele Lorenzi, è ancora sotto sequestro. I magistrati non hanno ancora deciso di restituirla ai Lorenzi. A quanto pare mantenere sottosequestro la struttura per le casse dello Stato ha un costo non irrilevante: circa 150 mila euro l’anno. Lo denuncia il deputato di Forza Italia Enrico Costa che invita il ministro Mastella ad affrontare in via definitiva il problema. A pensarci bene è davvero singolare che il governo abbia tagliato le spese di cancelleria alle Procure costringendo gli stessi magistrati a non usare la fotocopiatrice o addirittura a non stampare i file, e nello stesso tempo mantenga permetta un tale spreco di denaro pubblico. La spesa più consistente è destinata alla sorveglianza, infatti, la villetta è guardata a vista, 24 ore su 24, da dieci carabinieri. Chissà in Italia quanti altri casi del genere esistono…

Ancora una volta ad essere “fregato” è il cittadino che è costretto dai vari Padoa Scioppa a dissanguarsi (vedi Finanziaria) mentre la cattiva amministrazione rende vani questi sacrifici.

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categoria:politica, informazione, disservizio, attualitĂ , sprechi
martedì, 19 dicembre 2006

Gentili amici voglio denunciare  un grave torto perpetrato ai danni dei disabili (legge 104) da parte di alcune grosse catene di distribuzione di materiale elettronico e informatico come ad esempio beep (per adesso non rendo noti i nomi per ovvi motivi, ma ho provveduto a fare le dovute segnalazioni agli organi competenti).

La legge 104 prevede che chi (disgraziatamente) ne è beneficiario ha diritto per diversi sussidi tecnici e informatici all’abbattimento dell’IVA al 4%, ecco uno stralcio del vademecum: [link]

ď‚·Agevolazioni per i sussidi tecnici ed informatici
Si applica l’aliquota IVA agevolata al 4% ai sussidi tecnici e informatici rivolti a facilitare l’autosufficienza e l’integrazione dei soggetti portatori di handicap riconosciuti dalla legge 104/92. Rientrano nel beneficio le apparecchiature e i dispositivi basati su tecnologie meccaniche, elettroniche o informatiche finalizzate a facilitare la comunicazione interpersonale e l’elaborazione scritta o grafica, facilitare il controllo dell’ambiente domestico
, consentire l’accesso alla informazione e alla cultura, assistere la riabilitazione. E’ prevista altresì l’aliquota agevolata al 4% per persone non vedenti per l’acquisto di prodotti editoriali realizzati in braille o su supporti audio-magnetici, destinati ad essere utilizzati da non vedenti o ipovedenti; prestazioni di composizione, legatoria e stampa di prodotti editoriali, anche realizzati in scrittura braille e su supporto audio-magnetici.
Documentazione
Per fruire dell’aliquota ridotta, il disabile deve consegnare al venditore, prima dell’acquisto, la seguente do
cumentazione:

ď‚· specifica prescrizione autorizzativa rilasciata dal medico specialista dell’ASL di appartenenza dalla quale risulti il collegamento funzionale tra la menomazione del soggetto e il sussidio tecnico ed informatico;

ď‚· certificato rilasciato dalla ASL di competenza attestante l’esistenza di una invalidità funzionale permanente rientrante nelle categorie di tipo motorio, visivo, uditivo, del linguaggio.

 

Ebbene il negozio beep di Vercelli oltre alla certificazione dell’ASL pretende la tessera d’associazione all’AMNIL creando, di fatto, una nuova barriera architettonica/burocratica al soggetto disabile costringendolo, peraltro, ad associarsi. Altre catene fanno lo stesso, mentre altre, per fortuna, chiedono, come del resto previsto dalla legge, solo la certificazione della commissione medico-scientifica. In questo link                                                                        http://www.aevo.org/web/doc/agevolazioni_disabili.pdf trovate il vademecum rilasciato dall’ufficio delle entrate dove troverete conferma di quanto ho scritto, non credete che sia il caso di dare una mano a questi poveri soggetti? Se potete fate girare questa denuncia, i più deboli meritano il nostro aiuto.

postato da: LiborioButera alle ore 21:03 | Permalink | commenti (2)
categoria:tecnologia, diritti umani, critica, disservizio, attualitĂ , societĂ , scandalo, legalitĂ 
mercoledì, 08 novembre 2006

Inizia a far freddo sul “carro bestiame”. Chi viaggia a bordo del treno Milano - Agrigento, nota come la “Freccia del Sud” si sottopone suo malgrado a un lungo e poco gradito “congelamento” compreso ovviamente nel pezzo del biglietto. La “Freccia del Sud” ormai da decenni fa lo stesso percorso, parte dalla cittadina del Templi e arriva nella Capitale Europea dell’economia: Milano. Ogni anno sono decine e decine di migliaia i passeggeri che se ne servono, la maggior parte di loro hanno lasciato la loro Terra e si sono trasferiti in realtà economiche “migliori” alla ricerca di un posto di lavoro sicuro. Proprio il bisogno della sicurezza economica li costringe a viaggiare in condizioni talvolta disumane. Trenitalia forse cosciente di questo, e nonostante il treno da sempre viaggi al completo, non si è mai curata di sostituire le vecchie carrozze con quelle più confortevoli e moderne.

Molti viaggiatori giunti a destinazione descrivono quelle 24 ore di “traversata” come un vero e proprio corso di sopravvivenza. Spesso raccontano che durante il viaggio si verificano guasti all’impianto di climatizzazione e di conseguenza sono costretti nella stagione invernale a gelare e in quella estiva a subire loro malgrado delle vere e proprie “saune”.

Ma la gente del Sud, si sa, è gente coraggiosa, amante del proprio lavoro. Ci vuole, infatti, coraggio e amore per salire su carrozze che in estate alle 13 e sotto il solleone raggiungono al loro interno temperature oltre il limite dell'umana sopportazione e in inverno a causa del fenomeno opposto si rischia di morire assiderati.  

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categoria:sicurezza, salute, disservizio
giovedì, 10 agosto 2006

 

Il governo ha annunciato un giro di vite sulle migliaia di cittadini iscritti al “club” NO-canone Rai, vale a dire i telespettatori italiani che non pagano il canone Rai (99,60 euro). Il ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni, ex presidente della Commissione di vigilanza RAI, ha deciso di utilizzare le Fiamme Gialle per intraprendere una vera e propria crociata contro gli evasori: via Mazzini ha già segnalato lista di 10 mila nominativi. La Guardia di Finanza inizierà ad intensificare i cosiddetti controlli incrociati, dunque, i primi soggetti ad essere interessati sono coloro quali negli ultimi anni hanno attivato: un abbonamento in videoteca, si sono abbonati ad una tv a pagamento e chi ha chiesto al fotografo di riprendere le immagini del suo matrimonio. Da una prima analisi, però, sembra che il recupero del canone dei 10 mila evasori, comprensivi di sanzioni (vanno da 103,29 a 516,45 euro), non basterebbe a coprire gli stessi costi dell’operazione. In questa iniziativa la cosa che più preoccupa è la continua affermazione dello “Stato di polizia tributaria” che non tiene assolutamente conto dei più elementari diritti della privacy. La persecuzione sembra orientarsi soprattutto verso i cittadini più deboli in altre parole quelli che forse il canone RAI non se lo possono permettere. Da cittadino che paga regolarmente il canone, avrei preferito che Gentiloni si fosse concentrato soprattutto al rilancio qualitativo della televisione italiana. Inoltre, prima di mettere in moto una macchina così costosa, sarebbe stato più opportuno da parte del ministro delle Comunicazioni verificare gli eventuali guadagni. Ma la strada in ogni modo non sembra essere proprio in discesa: dalla parte dei cittadini scende in campo l’Associazione per i diritti degli utenti e consumatori che ha lanciato una petizione per chiedere la cancellazione del canone Rai: «Ci accontenteremmo - spiega - di non dover obbligatoriamente pagare un servizio che fa concorrenza ad altri che si pagano solo con la loro attività economica privata». Anche l’Aduc – attraverso il suo presidente Vincenzo Donvito - contesta «i metodi arroganti con cui si cerca di individuare gli evasori. Per noi il fine non giustifica i mezzi. Il rispetto che i cittadini devono portare allo Stato ha un valore maggiore dell’evasione in materia».

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categoria:politica, economia, televisione, disservizio
lunedì, 22 maggio 2006

Domenica sera la trasmissione Report, si è occupata di un argomento delicatissimo: i fondi pensione integrativi. E’ doveroso ricordare che tutto nasce dopo l’approvazione della riforma del sistema pensionistico voluta da Dini, ministro del governo D’Alema. Grazie a questa sciagurata legge, i lavoratori andranno in pensione con un assegno da fame.

Se a questo sommiamo il precariato imperante che ha come prima conseguenza quella di frammentare i versamenti contributivi, possiamo facilmente dedurre che la sola pensione non riuscirà a garantire una dignitosa sopravvivenza, peraltro nel momento meno felice della vita, la vecchiaia. Com’è noto, quando c’è un “moribondo”, nei paraggi si aggirano sempre le iene, loschi personaggi, pronti a lucrare sulle difficoltà altrui. Trattasi di assicurazioni, istituti di credito e quant’altro. Pronti ad offrirti il loro sostegno in cambio del tuo TFR (trattamento di fine rapporto) un tempo chiamato TFS (trattamento di fine servizio). La trasmissione ha sapientemente illustrato come vengono investiti i soldi raccolti dai fondi pensione e gli eventuali rischi a cui vanno incontro. Inoltre ha evidenziato come spesso si punti su titoli poco sicuri, o addirittura si investa in obbligazioni emesse da aziende che non hanno neanche i conti in ordine. I risparmiatori, a causa di questa gestione scellerata, spesso si vedono mandare in fumo l’intera buonuscita, il caso Parmalat è un chiaro esempio.

Ma come abbiamo avuto modo di vedere, Report ha trattato solo i fondi pensione gestiti dai privati e non ha neanche accennato ai cosiddetti fondi chiusi di categoria. Appare strano che una trasmissione d’inchiesta come Report abbia trascurato questo lucroso filone. Sarà per caso che a gestire queste cifre da capogiro sono i sindacati, e com’è noto, per ideologia, molto vicini alla rete che trasmette il programma? Certo è che il fondo pensioni ESPERO (dipendenti statali- scuola), gestito dai rappresentati dei lavoratori della scuola (CGIL-Flc, Cisl-scuola, Gilda degli insegnanti, Snals-confasal e UIL) e dai rappresentanti del governo, nonostante la potente ed estenuante campagna pubblicitaria fatica a decollare.

Non mi sarebbe dispiaciuto se fosse stata fatta chiarezza anche su questa tipologia di fondi pensione chiusi, ma evidentemente si sarebbero toccati poteri fortissimi, meglio tacere.
A un programma serio e apprezzabilissimo come Report non mancherà certo il modo di rimediare, perché sembra davvero strano che i sindacati e la loro controparte, il MIUR, si mettano in società per gestire i soldi dei lavoratori con le modalità di cui si è detto. Ci auguriamo che si torni sull’argomento esaminandone anche questo aspetto, che è decisamente sconcertante e ha suscitato forti critiche negli ambienti di lavoro.Grazie comunque  a Report per il lavoro di informazione che da sempre svolge con coraggio e professionalità.

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categoria:politica, sociale, disservizio, scandalo, denuncia
domenica, 26 marzo 2006

Una democrazia  compiuta si ha quando tutti i cittadini hanno la possibilità di scegliersi, attraverso il voto, chi li governerà. In Italia, purtroppo non tutti hanno  questa imporortante "privilegio". E dire che il nostro Paese è sempre stato sensibile verso quelle popolazioni che a causa di uno stato di dittatura, non permettono alle loro popolazioni di esercitare questo prezioso diritto. Franco Ziliani, faceva notare nel suo blog, che il 9 aprile, data delle elezioni, a Verona si tiene un’importante manifestazione: Vinitaly. Se si confermano le visite degli anni scorsi, si parla di miglia persone, tra visitatori ed espositori, che vi parteciperanno ma che non potranno recarsi alle urne per votare. Il bravissimo autore di vinoalvino, ha lanciato un appello affinché si mettessero a disposizione tutte le tecnologie utili per garantirgli il diritto di voto. Oltre agli appassionati e produttori di vino,  nel nostro Paese, purtroppo, ci sono molti altri cittadini ai quali è negato il diritto di voto, e non mi riferisco ai soggetti interdetti per aver commesso reati, ma a chi a causa del lavoro, è costretto a vivere lontano dal paese di residenza. Spesso nonostante il parziale rimborso offerto dalle FS, non riescono a rientrare per recarsi alle urne, peccato che mai nessuno abbia sottolineato questa grave privazione di “libertà”.  Certamente occorrerà  porvi quanto prima rimedio. E’ vergognoso che nel 2006, con tutte le tecnologie che abbiamo a disposizione, non riusciamo ad abbattere queste “barriere antidemocratiche”. A tal proposito mi associo all’appello lanciato Ziliani, ma lo integro rilevando che una parte delle persone che si asterranno della tornata elettorale, non lo faranno per protesta, ma semplicemente perché gli viene negato il diritto di votare. Invito i nostri governanti, a trovare una soluzione a questo annoso problema e prima di esportare la democrazia negli altri Stati, iniziassero a garantirla a tutti i cittadini italiani.

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categoria:elezioni, diritti umani, disservizio, denuncia
domenica, 12 febbraio 2006

Non avevo ancora avuto modo di vedere Massimino D’Alema durante il furioso scontro verbale con Pier Ferdinando Casini, avvenuto durante la registrazione di Ballarò. Anche se, in questi giorni, la “super partes” Radio Capital, che da Emilio Fede ha sicuramente imparato molto, lo utilizza come spot elettorale. Avevo ascoltato quelle parole mentre ero alla guida, anche senza le immagini era emersa tutta l’arroganza del baffetto più furbo del West, quel SILENZIO intimato all’interlocutore mi aveva lasciato molto perplesso. Indubbiamente una maniera poco democratica e per nulla elegante per zittire l’avversario, ma D’Alema in passato si era distinto anche per altre vicende non meno gravi: le manifestazioni di contestazione, alle quali aveva partecipato da giovane...  Di quelle parole, mi ero molto stupito, uno che è stato presidente del Consiglio e fa politica ad alto livello non può scagliarsi con fare “dittatoriale” verso l’interlocutore, chiunque esso sia e a prescindere dal colore politico di appartenenza. La mia opinione, nei suoi confronti, è ulteriormente peggiorata dopo che a quelle parole ho associato le immagini. L’impressione che avevo avuto dalla radio, ha confermato il mio pensiero: D’Alema “democraticamente” usa ancora i vecchi sistemi comunisti!! SILENZIO!! Ad avvalorare questa tesi è bastato il giorno dopo la registrazione di Ballarò, leggere le notizie dei quotidiani, che riportavano ancora più inquietanti, il bolscevico baffetto, si era opposto con tutte le sue forze al confronto con Silvio Berlusconi, che attraverso Floris aveva chiesto il permesso di poter presenziare alla trasmissione. Gli altri ospiti, Emma Bonino e Casini si erano mostrati disponibili, ma  D’Alema evidentemente temeva il confronto e il conseguente attacco che gli sarebbe stato mosso circa la vera leadership dell’Unione e che gli italiani potessero capire chi è il vero leader dell’Unione. Ma la cosa che non passa inosservata, forse ancora più grave, è il netto schieramento politico di RAI 3 e di Ballarò; Veramente non ne avevamo mai avuto dubbi, ma questo episodio conferma che oltre a parteggiare, dipendono direttamente dalla segreteria dei DS, infatti, è bastato il NO di D’Alema per impedire la presenza del Presidente del Consiglio. E’ vero, il tentativo di intrufolarsi in trasmissione è criticabilissimo, ma fino a prova contraria riveste ancora una carica istituzionale per lo Stato italiano e forse avrebbe meritato più rispetto. Termino con una riflessione: se il baffetto ha tutto questo potere adesso, figuriamoci se dovesse vincere le elezioni, è incredibile come una rete statale sia asservita ad una coalizione politica, è ancora più incredibile che gli italiani non si rivoltino per questa lottizzazione politica della televisione di Stato.  SILENZIO!! (alla D’Alema) a chi in questo momento pensa di contraddirmi, non  sarò un ex Presidente del Consiglio ma sul mio blog e peraltro “a gratis” mi posso permettere di intimare il SILENZIO a chi voglio io.

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categoria:politica, elezioni, disservizio, democrazia, imparzialitĂ 
giovedì, 03 novembre 2005

Tra qualche ora andrà in onda la terza puntata di Rock Politick. Tutta l’Italia, me compreso, starà davanti alla televisione ad assistere alle perle di saggezza di Celentano: questo è giusto, questo è sbagliato, questo va così, questo va colà, come se il mondo fosse basato su delle certezze assolute. Ho notato che il tormentone, stavolta ha attecchito tra gli adulti, tutti a dire: tu sei rock, tu sei lento. I giornalisti ne stanno facendo addirittura incetta specie quelli sportivi. Il gioco dei tormentoni introdotto dai comici (vedi  comici di Zelig e altri del passato) che attecchiva solitamente tra gli adolescenti, oggi ha fatto presa  sui padri, quasi come per un bisogno a ritornare ad essere bambini (magari si potesse…). Stasera è attesa la Rockstar americana,  Patti Smith, la grande Patti Smith; la puntata sarà improntata contro la guerra, (concordo in pieno) verrà toccata la politica internazionale, e via con il monologo: tu sei amico di questo dunque sei lento, tu di quell’altro allora sei Rock, solito festival delle banalità? Vedremo… Mi auguro solo che Celentano faccia delle domande intelligenti alla Smith e non faccia la figura che fece con David Bowie, quando tirò dal suo prestigioso cilindro magico, la domanda che passò alla storia per non aver ricevuto risposta dall’artista, ve la ricordate? Per gli smemorati: << Lei Bowie è contrario o favorevole alla guerra?>>  Come ovvio Bowie non rispose…

lunedì, 17 ottobre 2005

187.... Una presa per il culo 2


Oggi 17 ottobre

Alle 14:00 avvio il mio PC per verificare se i tecnici Telecom hanno riallacciato la  linea “Alice adsl”, tento il collegamento ed ecco ancora comparire “errore 680”. Seguo il consiglio dell’amica che mi ha commentato e verifico che la configurazione sia corretta, così è, le lucine lampeggiano tutte, il modem risponde correttamente, dunque che faccio? Naturalmente richiamo il 187, mi risponde Carlo (e chi è? Boh!) una voce qualsiasi in un mondo di gomma, con molta pazienza gli rifaccio il mio discorso, ormai mandato giù a memoria, lui verifica il terminale e mi dice che oggi hanno aperto un’altra scheda poiché le altre già chiuse (?) non hanno risolto il problema. Gli chiedo: come si fa a chiudere una scheda di lavoro se non risolve il problema? Messo alle strette risponde titubante, mi dice che l’intervento deve essere d’altra natura, quale chiedo, risponde che non ha competenze specifiche; ma questa è la sezione del 187 che deve risolvere i problemi tecnici o no? Subito mi pento, tanto sto parlando con il solito mattone che messo assieme agli altri forma la struttura di quell’enorme muro di gomma che è il 187. Gli domando se può fare qualcosa e mi dice che in via informale invierà ai tecnici una mail di sollecito, chiedo perché la deve mandare in via informale visto che sto telefonando per sollecitare? Mi risponde che il sistema è tarato in maniera tale da attivare il sollecito dopo le 48 ore, io avevo chiamato l’ultima volta sabato scorso, dunque posso sollecitare solo domani…. Che cazzata!!!  Vi terrò informati.

postato da: LiborioButera alle ore 17:51 | Permalink | commenti
categoria:diario, disservizio