
categoria:vita, salute, speranze, diritti umani, sociale, attualitÃ

In
tema d’integrazione scolastica per gli studenti diversamente abili i paesi europei hanno molto da imparare dal nostro. In Italia, infatti, dal 5 febbraio del 1992 è in vigore la legge n. 104 che detta i principi dell'ordinamento in materia di diritti, integrazione sociale e assistenza della persona handicappata e stabilisce le linee riguardanti l’integrazione scolastica degli allievi diversamente abili. La legge stabilisce che l'integrazione scolastica ha come obiettivo lo sviluppo delle potenzialità della persona handicappata nell'apprendimento, nella comunicazione, nelle relazioni e nella socializzazione e questo può avvenire solo all’interno dell’aula scolastica assieme ai compagni normodotati.
In questi giorni un rapporto delle Nazioni Unite mette sotto accusa il sistema scolastico tedesco che secondo il curatore dell’inchiesta, Vernor Muñoz Villalobos, in Germania i poveri, immigrati e disabili subiscono molte discriminazioni. I ragazzi diversamente abili sono relegati in scuole speciali. Agli immigrati che hanno cominciato a frequentare la scuola più tardi è impedito di scegliere l'istituto dove studiare. In questo modo è impossibile realizzare l'integrazione. Una vergogna tutta tedesca che alcuni quotidiani come ad esempio il Frankfurter Allgemeine Zeitung non intendono ammettere e accusano il curatore dell’inchiesta di aver redatto un’analisi sicuramente sommaria perché non è stato in grado di capire il sistema scolastico tedesco. Anche il Berliner Morgenpost accusa il rapporto di eccessiva confusione e superficialità: "Il grosso scandalo che ha coinvolto il sistema dell'istruzione tedesca sembra incentrarsi sulla stretta corrispondenza tra i risultati scolastici e la provenienza sociale. Come succeda però che i genitori riescono a tenere i bambini a casa per istruirli resta un segreto che conosce solo Muñoz”.
Strano il comportamento dei quotidiani tedeschi, invece di accettare con umiltà le critiche rivolte al loro sistema scolastico, attaccano ferocemente il rapporto ONU. E’ vergognoso che nel 2007 nell’Europa emancipata e democratica esistano dei paesi che vedono la persona handicappata non come una risorsa da integrare nella società, iniziando appunto dall’integrazione scolastica, bensì come un “malato” da chiudere in strutture “ghetto” chiamate speciali!
Og
gi nel mondo si festeggia la libertà della donna che tuttavia ancora non è stata ancora raggiunta completamente. Purtroppo con il tempo l’8 marzo da un giorno di riflessione e di festa si è trasformato per la maggior parte del gentil sesso in un appuntamento di divertimento sfrenato, basterebbe farsi un giro per locali per costatare che sono zeppi di signore più o meno giovani e disinibite che sbavano alla vista di uno spogliarellista muscoloso che si appresta a rimanere in tanga, per poi lasciarsi strapazzare a suon di euro. Per la maggior parte delle donne occidentali, l’emancipazione ha significato, ahimè, adottare pari pari i peggiori difetti dell’uomo come ad esempio pagarsi il "prostituto", dire parolacce dunque involgarirsi, donarsi il primo sconosciuto carino che capita a tiro, "vendersi" pur di far carriera eccetera. Badate bene, ho detto la maggior parte, che non significa la totalità delle donne. Per fortuna ce una buona fetta che è riuscita a cogliere fino in fondo il vero senso dell’emancipazione riuscendo così a sfondare nell’imprenditoria, nella politica e in altri settori importanti e strategici del Paese, ma anche in quei ruoli che spesso in maniera superficiale vengono definiti di minore importanza come casalinghe, insegnanti, medici e così via. Questo blog vuole celebrare l’ 8 marzo dunque le donne ricordando il vero significata di questa data e proprio per questo il mio pensiero va alle donne musulmane spesso costrette a diventare invisibili e in particolare alle donne iraniane arrestate ingiustamente il 4 marzo scorso e da ieri in sciopero della fame.
e un Papa non si cura dei consigli di chi auspica che il suo parlare sia votato esclusivamente al dogmatismo. Succede che un Papa continua a dimostrare che occuparsi delle cose di lassù non significa, ipso facto, non vedere le cose di quaggiù. Succede che un Papa dà sì sorprendenti stoccate a questa società intorpidita che viene da chiedersi com'è che quando il saggio indica la luna, l'imbecille guarda il dito. Per la ragione, minore, che non è colpa della sede petrina se ha cose da dire più interessanti di tanti laici, quelli che l'ingerenza papalina è uno scandalo, quelli che il tentativo di ancorare la modernità a un'intuizione meno capricciosa della vita e della morte è uno scandalo, quelli che mantenere vigile il senso dei limiti che non è bene valicare è uno scandalo: tanto zelo e pure tanta noia, bigottismo all'incontrario, vana galvanizzazione mentale. E per la ragione, maggiore, che dietro il progresso scientifico che si giustifica in nome del diritto alla felicità per tutti e del presunto benessere degli individui c'è il tentativo di ridisegnare il senso stesso dell'uomo. Prendi la deriva eugenetica nella selezione degli embrioni. Prendi la diagnosi prenatale che evita il "peggiore" e la diagnosi preimpianto per avere il "migliore". Prendi madri e padri post-moderni con l'ossessione del "figlio perfetto" che potranno avere un bambino di propria scelta, secondo criteri sanitari. La fascinazione misteriosa e imprevedibile della vita ridotta a una lotteria genetica dove si pesca il già programmato, il già prescelto.
Aridamente. Asetticamente.Gentili amici v
oglio denunciare un grave torto perpetrato ai danni dei disabili (legge 104) da parte di alcune grosse catene di distribuzione di materiale elettronico e informatico come ad esempio beep (per adesso non rendo noti i nomi per ovvi motivi, ma ho provveduto a fare le dovute segnalazioni agli organi competenti).
La legge 104 prevede che chi (disgraziatamente) ne è beneficiario ha diritto per diversi sussidi tecnici e informatici all’abbattimento dell’IVA al 4%, ecco uno stralcio del vademecum: [link]
ï‚·Agevolazioni per i sussidi tecnici ed informatici
Si applica l’aliquota IVA agevolata al 4% ai sussidi tecnici e informatici rivolti a facilitare l’autosufficienza e l’integrazione dei soggetti portatori di handicap riconosciuti dalla legge 104/92. Rientrano nel beneficio le apparecchiature e i dispositivi basati su tecnologie meccaniche, elettroniche o informatiche finalizzate a facilitare la comunicazione interpersonale e l’elaborazione scritta o grafica, facilitare il controllo dell’ambiente domestico, consentire l’accesso alla informazione e alla cultura, assistere la riabilitazione. E’ prevista altresì l’aliquota agevolata al 4% per persone non vedenti per l’acquisto di prodotti editoriali realizzati in braille o su supporti audio-magnetici, destinati ad essere utilizzati da non vedenti o ipovedenti; prestazioni di composizione, legatoria e stampa di prodotti editoriali, anche realizzati in scrittura braille e su supporto audio-magnetici.
Documentazione
Per fruire dell’aliquota ridotta, il disabile deve consegnare al venditore, prima dell’acquisto, la seguente documentazione:
ï‚· specifica prescrizione autorizzativa rilasciata dal medico specialista dell’ASL di appartenenza dalla quale risulti il collegamento funzionale tra la menomazione del soggetto e il sussidio tecnico ed informatico;
ï‚· certificato rilasciato dalla ASL di competenza attestante l’esistenza di una invalidità funzionale permanente rientrante nelle categorie di tipo motorio, visivo, uditivo, del linguaggio.
Ebbene il negozio beep di Vercelli oltre alla certificazione dell’ASL pretende la tessera d’associazione all’AMNIL creando, di fatto, una nuova barriera architettonica/burocratica al soggetto disabile costringendolo, peraltro, ad associarsi. Altre catene fanno lo stesso, mentre altre, per fortuna, chiedono, come del resto previsto dalla legge, solo la certificazione della commissione medico-scientifica. In questo link http://www.aevo.org/web/doc/agevolazioni_disabili.pdf trovate il vademecum rilasciato dall’ufficio delle entrate dove troverete conferma di quanto ho scritto, non credete che sia il caso di dare una mano a questi poveri soggetti? Se potete fate girare questa denuncia, i più deboli meritano il nostro aiuto.
C'è un fenomeno preoccupante che sta iniziando a prendere piede nel nostro Paese
: il caporalato. Già presente in alcune aree del sud, negli ultimi anni sembra che sia stato, se non del tutto,almeno quasi, debellato; anche se lì rimane da risolvere la questione del lavoro nero che continua a rappresentare una vera e propria piaga nelle regioni del Mezzogiorno d'Italia. Il caporalato, fenomeno tra i più sgradevoli di sfruttamento dei lavoratori, sembra invece che si stia consolidando nelle regioni più ricche. Ad esserne coinvolti sono gli extracomunitari di solito privi del permesso di soggiorno e bisognosi per il loro sostentamento di un lavoro. Di solito vengono reclutati nei pressi delle stazioni ferroviarie o di autobus, la comunicazione avviene attraverso un fitto ed incomprensibile passaparola difficilmente intercettabile dagli organi preposti al controllo. I lavori dove gli extracomunitari trovano più facilmente occupazione riguardano l'edilizia e quelli di manovalanza in genere, che ormai i nostri giovani sembrano snobbare. I "fortunati" assoldati dai caporali, sono fatti salire su pulmini e trasportati nei cantieri di lavoro. Chi vive al nord del Paese e all'albeggiare percorre l'autostrada si sarà già imbattuto in queste carovane cariche di gente destinata a guadagnarsi il pane in qualche sperduto luogo di lavoro, spesso lontano da occhi indiscreti e al riparo da curiosi. Chi li assume non si rende conto che sta calpestando le leggi e i diritti più elementari di uomini sventurati. Pur di risparmiare in manodopera trascurano il fatto che in caso di incidente sono loro i diretti responsabili e pertanto rischiano pene severissime. I caporali, di solito anche loro extracomunitari, nel reclutamento di manodopera realizzano importanti guadagni proprio attraverso lo sfruttamento di esseri umani: in genere sono pagati dall'imprenditore e dagli stessi operai che cedono una quota della loro retribuzione giornaliera. Per le vittime di questo malaffare non si è mosso nessun sindacato, nessun politico ha mai sollevato il problema. Le forze politiche che si definiscono più sensibili verso le problematiche legate agli stranieri li vorrebbero fare entrare nel nostro Paese senza nessun controllo, magari continuando ad alimentare ulteriormente i guadagni dei caporali e ad ingrossare gli eserciti della criminalità. Se i nostri stranieri arrivassero già con un contratto di lavoro, probabilmente riuscirebbero a vivere più dignitosamente e una maggiore integrazione sarebbe allora possibile.
ne d'immigrati clandestini. Il governo che si appresta a nascere dovrà necessariamente partire da questa legge, modificandola, a mio modo di vedere, non nella direzione proposta da alcuni esponenti dell'Unione, ma cercando di stringere ulteriormente le maglie per evitare la continua invasione di eserciti di disperati. Spesso si tende a sottovalutare che, dietro ad ogni barcone, adombra un'organizzazione malavitosa che non esita a lucrare alle spalle dei clandestini, organizzando viaggi disumani senza tenere conto delle più elementari norme di sicurezza. Il Mediterraneo è diventato un mare "cimitero", centinaia sono le persone che ivi hanno perso la vita proprio a causa dei viaggi della "speranza". L'Unione europea in questi anni non ha mai voluto attuare una politica comunitaria seria per tentare una soluzione, o quanto meno per arginare quest'annoso problema che, per posizione geografica, coinvolge soprattutto il nostro Paese. La cronaca di oggi parla dello sbarco di circa 450 clandestini sull'isola di Lampedusa, splendida meta vacanziera destinata ad essere continuamente danneggiata nella sua principale fonte di guadagno: il turismo. Con l'arrivo della bella stagione, gli sbarchi dei clandestini saranno destinati a moltiplicarsi; mi domando allora se non sia il caso di attuare politiche serie mirate a impedire questa continua invasione. Girare la testa dall'altra parte o trincerarsi dietro un'ideologia che danneggia soprattutto gli stessi clandestini, non mi sembra sia una politica proponibile da parte di nessun governo serio.
La precedente campagna elettorale sarà ricordata per i toni aspri e le parole infuocate dette dagli espo
nenti politici, d’entrambi gli schieramenti. I nostri candidati sono riusciti a litigare su tutto e su tutti, persino sul candidato trans di rifondazione Comunista: Vladimir Luxuria. E’ stato attaccato proprio sulla sua “diversità”. Oggi a proposito degli uomini che decidono di diventare, dopo un intervento chirurgico, donne la Corte di Giustizia Europea ha emanato una sentenza che probabilmente è destinata a far discutere: Il cambio del sesso conta anche ai fini della pensione. La Corte europea era stata chiamata ad esprimersi dopo che la domanda di pensione di una transessuale inglese, Sarah Margaret Richards, di 60 anni era stata respinta a causa del suo sesso d’origine; pertanto poteva andare in pensione a 65 anni al pari degli uomini. Ecco dunque la decisione di ricorrere presso la Corte di giustizia, la quale ha decretato con chiarezza e per tutti i Paesi membri che si rifiuteranno di equiparare i trans alle donne: "Un siffatto rifiuto costituisce una discriminazione che viola una direttiva comunitaria sulla parità di trattamento in materia di sicurezza sociale". In molti si sono detti perplessi di tale sentenza. Del resto la struttura fisica rimane in ogni modo quella d’origine: vale a dire come quella di un uomo.