giovedì, 18 gennaio 2007

Ng e i forum su internet sono strumenti di comunicazione diretta e democratica, dove ciascuno può partecipare ad una discussione esponendo il proprio punto di vista in assoluta libertà, ovviamente nel rispetto delle regole del gruppo e della comune educazione.  In questi giorni, mi sono imbattuto in una discussione che aveva come oggetto il personaggio di Moana Pozzi inserito tra i figuranti di un presepio. A mio modo di vedere la scelta  dell’artista è stata di cattivissimo gusto e la provocazione gratuita mirava a farsi pubblicità. Ovviamente nel forum ognuno è libero di esprimere la propria idea e il proprio punto di vista, in particolare lo scambio di opinioni più interessante lo ho avuto con ragazzo che sostiene:
la Chiesa e le religioni in generale hanno tanta paura del sesso e delle donne” Mi chiede inoltre:  Perché la Chiesa, oggi, si irrita per Moana Pozzi nel Presepe e non per Freud nel Presepe?  Perché la Chiesa, oggi, non accetta i matrimoni per le cariche ecclesiastiche, né che una donna possa ricoprire tali cariche? Perché la Chiesa, oggi, condanna l'uso del preservativo, nonché ogni spunto di carattere sessuale evidenziando un atteggiamento evidentemente reazionario e puritano nei confronti di tutto ciò che pertiene alla sfera sessuale?
Non sono affatto convinto, pur definendomi “quasi” laico, in questi ultimi tempi è in atto un accanimento sistematico verso l’Istituzione religiosa, spesso dettato solo da convinzioni superficiali e qualunquistiche. Ho sempre sostenuto che oggi la Chiesa va difesa soprattutto perché rappresenta le nostre radici culturali, il nostro modello di società, la nostra forma mentis e per tanti altri motivi che non sto qui ad elencare, certo va anche criticata, ma quest’ultima dovrebbe essere costruttiva e non piena d’odio gratuito. Ricordo alle donne lettrici del blog che è stato proprio Gesù Cristo ad elevare di rango la figura della donna. Di seguito, se l’argomento non vi annoia, trovate le risposte alle domande del mio interlocutore:
Sul fatto del sesso. La Chiesa non ha mai detto che il sesso è peccato. La Bibbia esalta in modo gioioso quest'atto: pensa all'espressione "e risero insieme" per indicare l'atto sessuale nell'antico testamento. Solo che la sessualità non può essere ridotta a puro e insignificante dato biologico, è una componente fondamentale della personalità, un suo modo di essere, di manifestarsi, di comunicare con gli altri, di esprimere e di vivere l'amore umano (lo sostengono le scienze umane, altro che Chiesa!). Questa dimensione antropologica della sessualità resta inseparabile da quella filosofica (qui ti rimando al mito riferito da Platone) e teologica (brevemente, l'amore come tensione alla perfezione, come superamento della fisicità).
Nel saggio di Wojtyla "Amore e responsabilità" (1960), si parla apertamente dell'importanza della sessualità nella vita di coppia, scendendo nei particolari senza tabù su argomenti quali l'eccitazione sessuale o l'insoddisfazione della donna. La forza sessuale è una forza vitale, e come ogni forza del mondo fisico ha bisogno di essere canalizzata , orientata, nella fattispecie affinché contribuisca allo sviluppo psichico, morale e spirituale dell'uomo. (lo stesso Platone consapevole delle difficoltà per le persone ordinarie di cimentarsi con l'istinto sessuale arrivò ad affermare l'utilità di una legge che limitasse l'attività sessuale nell’ambito esclusivo del matrimonio e che la finalizzasse alla procreazione). La vera libertà di un uomo sta nella regola, nella disciplina, e questo è un insegnamento prettamente laico.
Sul fatto dell'esclusione della donna dall'ordinazione. La risposta è semplicemente che lei non ne ha bisogno, tanto è indiscutibile la sua centralità nella visione cattolica. Leggiti queste parole: "Grazie a te, donna, per il fatto stesso che sei donna! Con la percezione che è propria della tua femminilità tu arricchisci la comprensione del mondo e contribuisci alla piena verità dei rapporti umani(). E' proprio al genio della donna che la società è in larga parte debitrice." Un poeta folle d'amore? No. Il Papa.
Sul celibato. Inutile cincischiare. Il prete è chiamato a tendere alla grandezza anche se questa è un peso. Non può desiderare di liberarsene e abbassare la sua vocazione alla "statura" che preferisce. Se ha scelto essere di sacerdote di rito latino, sa che non deve anteporre al suo dio alcun rapporto affettivo. Così come il dono totale del suo Cristo giunge fino alla follia della croce, il prete servitore di quel Cristo deve rinunciare al diritto di fondare una propria famiglia, deve sacrificare tutto: o segue lui, o segue il mondo.
Detto ciò. Avendo la presunzione di disputare alla Chiesa i suoi atti, e sottoporli a critica, prova ad avere anche l'umiltà di dire la tua, di dottrina, prova a riscrivere il principio di autopossesso e autodeterminazione, elabora una nuova teoria dell'agire morale, prova ad arzigogolare un' etica dell'amore umano. E' facile fare delle affermazioni in aperto contrasto con una teologia secolare senza pagare il prezzo di giustificarle. Insomma, prova a buttar giù una filosofia della trascendenza della persona nell'agire, una autoteleologia dell'uomo. Provateci voi, eternamente insoddisfatti per come la dottrina protegge le verità della fede.

domenica, 07 gennaio 2007

E’ sempre la solita musica, le quotazioni del petrolio calano a picco ma i prezzi di benzina e gasolio alla pompa rimango fermi. Per tutto novembre e dicembre le compagnie petrolifere non hanno, infatti, praticamente messo mano ai prezzi, rimasti sopra 1,23 euro nonostante il petrolio abbia solo sporadicamente superato la soglia dei 60 dollari al barile. La solita vergogna italiana! Le associazioni dei consumatori invocano l’intervento del governo che a quanto pare è stato distratto prima dalla vigilia delle feste con l’annessa sorpresa finale della Finanziaria, poi con i festeggiamenti veri e propri per averla approvata. “Con il petrolio sotto i 56 dollari e con l'euro rivalutato sul dollaro a 1,30-1,31 - afferma la Federconsumatori - il prezzo della benzina dovrebbe scendere a 1,15-1,16 euro al litro”. Il Codacons invece denuncia come l'Italia sia ai più alti livelli in Europa per il costo dei carburanti, mentre l'Adiconsum chiede al governo che “il prossimo decreto sulle liberalizzazioni preveda un sistema di aggiornamento dei prezzi dei carburanti, non più giornaliero, ma periodico, e chiede all'Antitrust di verificare il grado di concorrenza tra le compagnie petrolifere”. Nel frattempo il cittadino continua a pagare. Ricordo a chi legge che più è alto il costo dei carburanti più incidono le accise, in parole povere maggiori sono gli incassi per lo Stato. Sarà mica questo il vero motivo della distrazione dei nostri ministri?

martedì, 15 novembre 2005

Siamo  quasi ad un mese dal Natale, io con molta calma ho iniziato i giri per qualche idea regalo. Mi sono recato in un centro commerciale e tra un negozio ed un altro, incontro una mia ex collega. Era da un bel po’ di tempo che non la vedevo. I soliti saluti, le solite domande, lavoro, casa, marito;  scopro che si è separata. La notizia mi ha colto di sorpresa, le volte che mi era capitato di incontrarli, mi avevano dato  sempre l’impressione di essere molto felici, lei vedendo la mia smorfia di stupore, con gli occhi che guardavano il pavimento, mi ha chiesto: non te lo aspettavi? Mi ha invitato a sederci al bar per raccontarmi la sua storia. Non che io sia particolarmente curioso, anzi… credo però, che parlarne servisse, forse, più a lei.  

 

Davanti a due caffè, inizia a raccontarmi la sua storia. Lui era un tipo molto violento e  gli anni che hanno vissuto assieme, eccetto il primo periodo, sono stati un inferno.  Ne ha dovute subire di ogni, dalle percosse alla violenza sessuale, da quella psicologica a quella dei divieti. Ogni occasione era buona per una litigata e per scaricargli addosso tutta la sua rabbia, lei era diventata la sua vittima e non riusciva ad apporsi in nessuna maniera.  Mi ha raccontato che si vergognava persino parlarne, cercava di soffocare tutto, sperando che un giorno in qualche maniera tutto sarebbe finito. Non riusciva a parlarne con nessuno, neanche con la madre o con la sua amica di sempre, si vergognava persino a pensare di doverlo raccontare, era come se fosse dentro in un vortice, risucchiata verso l’interno, dove trovava quell’uomo che non era più quello che aveva sposato, ma  si era trasformato, in un mostro, subito, da un giorno all’altro. 

 

Quando erano in giro o in compagnia di altre persone, si trasformava, diventava affabile, disponibile, un’altra persona, completamente diversa, lei lo aveva conosciuto così,  ma nell’intimità domestica ecco che veniva fuori il mostro che aveva dentro. Lo aveva sempre coperto, fingeva in  presenza d’altra gente, lo faceva anche con me quando ci incontravamo,   fino a quando non è dovuta ricorrere alle cure del pronto soccorso. Quella volta ha rischiato di morire, l’aveva picchiata ripetutamente sulla testa con un oggetto di gomma dura che gli ha provocato una profonda ferita, ha perso i sensi  e gli hanno dovuto dare 13 punti di sutura, è stata la dottoressa del 118 a sporgere denuncia.  Da quella volta finalmente, ha trovato le forze per ribellarsi; con l’aiuto dei genitori, degli amici e di una brava psicologa, piano piano, ne sta venendo fuori.  La storia mi ha toccato nel profondo, chissà dentro le mura domestiche quante altre donne subiscono senza neanche trovare la forza di reagire e magari pur di non “accettare” la violenza tendono ad autocolpevolizzarsi.  

 

Le donne che si trovano a vivere un dramma simile, possono rivolgersi a delle associazioni che via via sono nate in concomitanza dell’ espandersi del fenomeno, tra questi c’è il telefono rosa, che svolge un’importante funzione di aiuto verso chi subisce violenza.  

 

Il dato, però,  che mi ha lasciato maggiormente sconvolto, riguarda uno studio sulle cause di morte delle donne nel mondo, badate bene, non muoiono né di tumore, ne tanto meno di malattie, bensì di violenze subite dal pertner o dai familiari. Donne, in Italia si lotta per le quote rosa, si è un importante conquista, forse però bisognerebbe puntare maggiormente l’attenzione verso chi è in casa e un partner che con il tempo si è strasformato in mostro.

postato da: LiborioButera alle ore 22:21 | Permalink | commenti (1)
categoria:donne, diario, sociale, violenza, denuncia
lunedì, 07 novembre 2005

Regionali Sicilia, gelo tra Rutelli e Fassino

ROMA - E’ forse la prima volta che Francesco Rutelli diserta polemicamente un vertice dei leader dell’Unione con Prodi. E l’assenza del presidente della Margherita oggi a Piazza S. Apostoli per «precedenti impegni» - secondo quanto si apprende - non è per nulla casuale. A Rutelli infatti (che ha concluso alle 13 un convegno sui trasporti e non ha altro in agenda per oggi) non sarebbe andata proprio giù la scelta della Quercia in Sicilia di schierarsi a favore di Rita Borsellino invece di appoggiare il candidato dei Dl Ferdinando Latteri.

«E’ un brutto segnale politico», avrebbe commentato con i suoi il presidente della Margherita, secondo quanto riferito da esponenti del partito. I quali fanno anche notare come il suo ’sostitutò, Dario Franceschini, si sia presentato alla riunione di oggi con Prodi dopo aver lasciato agli atti nel suo sito una critica al segretario Ds per le sue recenti posizioni a proposito dell’Iraq, ribadendo che la posizione condivisa dall’Unione sul ritiro delle truppe dall’Iraq è «una scelta chiara e politicamente responsabile che va confermata».

Tra i dirigenti siciliani dei Dl non è un mistero che Rutelli non abbia gradito per niente «il voltafaccia dei Ds su Latteri». «Prima ce lo avevano fatto presentare - commenta un esponente Dl - dicendoci che lo avrebbero appoggiato e poi hanno invece cambiato idea scegliendo il candidato dell’estrema sinistra». E c’è chi parla di colloqui telefonici certo non sereni su questa vicenda tra Fassino e Rutelli in questi giorni. E a Largo del Nazareno fanno anche notare che quanto successo in Sicilia, dove l’indicazione del candidato dei partiti dell’Ulivo ’spettavà alla Margherita, crea un precedente pericoloso.

Ora gli accordi nelle altre regioni sono appesi ad un filo e se cade la fiducia - è il messaggio che trapela dalla sede del partito - diventa più complicato coordinare le liste e le candidature in varie zone d’Italia. Come se non bastasse, l’irritazione del presidente della Margherita coinvolgerebbe anche il leader dell’Unione per non essere riuscito ad evitare la spaccatura del fronte riformista della coalizione in una realtà delicatissima come quella siciliana. Dove le primarie rischiano di diventare un fattore di lacerazione invece che quell’unità che si è cercata con la scelta della Margherita di dar vita ad una lista unitaria insieme ai Ds con la prospettiva del cosiddetto partito democratico.

Fonte: La Sicilia

postato da: LiborioButera alle ore 21:21 | Permalink | commenti
categoria:politica, diario, sicilia, elezioni, sociale
domenica, 06 novembre 2005

Che la potenza del blog, fosse conosciuta non avevamo dubbi, più volte si è detto che le notizie, quelle vere, le trovi nei diari della gente, li trovi scritte lì. Non li trovi in televisione o sui giornali, ma lì,  su un diario virtuale: vi  puoi leggere il racconto di eventi descritte con parole comuni, con lo stesso linguaggio che usi tutti i giorni, non esistono filtri, tutto è diretto, tutto parte dalla base, da una persona come te, seduta davanti ad un computer che descrive con le proprie parole quello che è accaduto. Le notizie sono reali, le testimonianze sono vere, ormai esistono migliaia di liberi cronisti sparsi per il mare infinito di internet pronte a dire qualcosa, di impegnato e non. Sul blog descrivono la realtà giornaliera delle loro città, si parla di tutto: ci si confida, si raccontano aspetti molto intimi, si creano gruppi di discussione su hobbies, sulla politica, sulla società. 

 

Questo potere non è sfuggito  ai grandi comunicatori di massa, come Beppe Grillo, Antonio Tombolini, e tantissimi altri personaggi pubblici. Anche loro ne hanno creato uno, dove vi puoi trovare le proprie idee, le proprie posizioni in merito a vicende di vita quotidiana o di politica. La moda di scrivere un diario in rete, è partita dall’America e si è propagata in tutto il pianeta.Nessuno però avrebbe mai pensato che un diario personale, potesse servire ad organizzare una guerriglia cittadina, neanche la persona più lungimirante lo avrebbe immaginato, però, è così. La forza della base che si organizza sui blogs. in Francia sta avvenendo proprio questo, la forza di questo mezzo per organizzare una rivolta, il mezzo nato per raccontare le vicende che prima erano raccontante ad un diario di carta, chiuso da un’esile lucchetto, oggi mobilita le masse e  serve per coordinarsi. Nel leggere la notizia, sono rimasto allibito, non avrei mai pensato a questo aspetto, meno intimo ma tanto violento. Non avrei pensato che questo mezzo diventasse un luogo di comunicazione tanto forte quanto libero, non avrei mai pensato di leggervi in anteprima in quale altra città sarebbe scoppiata la rivolta.

 

 

postato da: LiborioButera alle ore 17:47 | Permalink | commenti
categoria:diario, rivolta
giovedì, 03 novembre 2005

Tra qualche ora andrà in onda la terza puntata di Rock Politick. Tutta l’Italia, me compreso, starà davanti alla televisione ad assistere alle perle di saggezza di Celentano: questo è giusto, questo è sbagliato, questo va così, questo va colà, come se il mondo fosse basato su delle certezze assolute. Ho notato che il tormentone, stavolta ha attecchito tra gli adulti, tutti a dire: tu sei rock, tu sei lento. I giornalisti ne stanno facendo addirittura incetta specie quelli sportivi. Il gioco dei tormentoni introdotto dai comici (vedi  comici di Zelig e altri del passato) che attecchiva solitamente tra gli adolescenti, oggi ha fatto presa  sui padri, quasi come per un bisogno a ritornare ad essere bambini (magari si potesse…). Stasera è attesa la Rockstar americana,  Patti Smith, la grande Patti Smith; la puntata sarà improntata contro la guerra, (concordo in pieno) verrà toccata la politica internazionale, e via con il monologo: tu sei amico di questo dunque sei lento, tu di quell’altro allora sei Rock, solito festival delle banalità? Vedremo… Mi auguro solo che Celentano faccia delle domande intelligenti alla Smith e non faccia la figura che fece con David Bowie, quando tirò dal suo prestigioso cilindro magico, la domanda che passò alla storia per non aver ricevuto risposta dall’artista, ve la ricordate? Per gli smemorati: << Lei Bowie è contrario o favorevole alla guerra?>>  Come ovvio Bowie non rispose…

giovedì, 03 novembre 2005
IL CIOCCOLATO AMEDEI DI PISA 'MIGLIORE AL MONDO'  LONDRA -

Il cioccolato fondente Amedei, fatto dal seme di cacao venezuelano chuao dall'omonima azienda dei fratelli Tessieri a Pisa, è stato giudicato il migliore del mondo da una giuria della Chocolate Academy alla Fiera 'Spirit of Christmas' a Olympia, Londra. Solo 20.000 tavolette all'anno vengono prodotte da Cecilia Tessieri e dal fratello Alessio, scrive oggi la Press Association. I giudici della Chocolate Academy lo hanno incoronato re del cioccolato "per il sapore fruttato e il carattere unico". La presidente dell'accademia, Sara-Jayne Stanes, ha affermato che l'Amedei: "ha il l'aroma meraviglioso di frutti di bosco e di marmellata di prugne. Quando lo metti in bocca si scioglie in maniera seducente. L'equilibrio è così perfetto che produce una sapore duraturo, lirico che evoca foreste pluviali e alberi di cacao". Amedei è stato lanciato dalla 'maitre chocolatier' Cecilia Tessieri e dal fratello Alessio nel 1990.
postato da: LiborioButera alle ore 09:14 | Permalink | commenti
categoria:diario, economia
domenica, 30 ottobre 2005

Il Supertelefono

supertelefono.jpg

Telecom Italia ha lanciato il Supertelefono hi-tech che funzionerà su linea fissa e su linea mobile.
Questo Supertelefono sarà disponibile nel 2006 ed è “il risultato del gruppo sul fronte dell’innovazione”.

Il Supertelefono avrà al suo interno la tecnologia Uma e integrerà i protocolli delle reti mobili come Gsm e Gprs con il wi-fi.
Un Supertelefono cellulare wi-fi! Primi al mondo.

Sono orgoglioso di questo Paese e non vedo l’ora di provare questo Supertelefono.


Vediamo invece cosa succede nel resto del mondo...

La telefonia mobile si divide in operatori come Vodafone e Verizon e produttori di telefonini come Motorola e Nokia.
Indovinate cosa stanno facendo ora i produttori?
Stanno sviluppando la tecnologia Voip nei loro cellulari.

Questo vuol dire che gli operatori mobili saranno saltati a piè pari e con il nostro telefonino ci collegheremo a Internet in wi-fi pagando poco o nulla, come succede adesso per la linea fissa con applicazioni come Skype.

Comunque se il Supertelefono salverà la Telecom ne sarò contento, perché ne ha veramente bisogno.

Da inizio 2005 il suo titolo ha perso il 23,8%, mentre in prospettiva storica, dall’ingresso del tronchetto dell’infelicità nel 2001, ha perso il 35% rispetto all’indice dei telefonici europei e il 46% rispetto alla Borsa italiana.

Io per il momento mi accontento del mio telefono wi-fi Voip che mi permette di telefonare fino a 100 metri dal mio pc con Skype e di risparmiare.


Ps: Olimpia, la società che controlla Telecom, sta mantenendo il valore dei titoli Telecom nel suo portafoglio a 4,63 euro. Io sono solo un comico e non riesco a capire, ma come è possibile che Olimpia valuti la sua partecipazione in Telecom al doppio del prezzo di mercato.
Meno male che c’è Fazio che controlla se no ci sarebbe da preoccuparsi.
Fonte: Beppe Grillo

postato da: LiborioButera alle ore 08:16 | Permalink | commenti
categoria:diario, tecnologia, economia, telecom
giovedì, 27 ottobre 2005


LAMPEDUSA (AGRIGENTO) - Sbarco di clandestini nella notte a Lampedusa, nella zona di Cala Pisana. A lanciare l'allarme intorno alle 23,30 sono stati alcuni abitanti dell'isola. Immediatamente sono scattate le ricerche. Complessivamente sono stati intercettati 168 immigrati, tra di loro anche alcune donne. Non è escluso che altri clandestini si siano incamminati verso il centro dell'isola. Ricerche sono ancora in corso.
Non è stata ancora trovata l'imbarcazione a bordo della quale gli immigrati sono giunti a Lampedusa. L'intera fascia costiera viene comunque attentamente scandagliata.

Dopo quelli sbarcati la notte scorsa sull'isola, altri sei clandestini, a bordo di una imbarcazione, sono stati fermati a Sud di Lampedusa dalla motovedetta Cp 818 della Guardia Costiera dopo la segnalazione fatta da un peschereccio. I sei immigrati, uomini, sono stati portati nel Centro di permanenza temporanea dell'isola

Si è conclusa invece questa mattina l'operazione di soccorso di 95 immigrati clandestini che erano stati avvistati alle 3 della scorsa notte 20 miglia a sud di Licata da una nave della Marina Militare.

I clandestini, tutti uomini, si trovavano a bordo di due barche e di alcuni mezzi di salvataggio, che erano al traino di esse. Intorno alle 6 di questa mattina, le imbarcazione sono stata abbordate da quattro motovedette, due della Guardia costiera e due della Guardia di finanza. I clandestini sono stati trasferiti a bordo delle quattro unità, che hanno fatto rotta verso Licata, dove sono giunte intorno alle ore 8. Accolti da medici e volontari, gli immigrati sono stati giudicati in buone condizioni di salute.

«Nelle ultime 36 ore l'Italia è stata investita dall'arrivo di circa 600 clandestini e nelle stesse ore le autorità maltesi hanno ripescato otto cadaveri». Lo ha detto il ministro dell'Interno, Giuseppe Pisanu, al termine dell'incontro ministeriale italo-maltese svoltosi alla Farnesina.

«L'immigrazione clandestina - ha spiegato il ministro - si sta facendo sempre più impetuosa e tumultuosa, dominata com'è da organizzazioni criminali che la sfruttano spietatamente nei luoghi di origine, di transito e di arrivo».
Fonte: La Sicilia

A tal proposito su POLITIKAMENTE troverete un mio commento
postato da: LiborioButera alle ore 16:10 | Permalink | commenti
categoria:politica, diario, clandestini
giovedì, 27 ottobre 2005
Gli studenti e la manifestazione contro la Moratti
La figlia di Casini tra i ragazzi in corteo
Ha 14 anni, va al ginnasio: è la sua prima manifestazione. Nella folla tanti «eredi» di deputati di sinistra
 
Un momento della manifestazione studentesca a Roma (Ap)
ROMA — Il papà a presiedere la Camera e lei fuori,
a manifestare. Niente di personale, per carità: la quattordicenne Benedetta Casini, quarto ginnasio in uno dei più prestigiosi classici della Capitale, martedì era in piazza per lo stesso motivo degli altri centomila ragazzi, dire no alla riforma Moratti. Ma per lei è stato un giorno importante, questo: la sua prima manifestazione. Almeno di queste dimensioni, s’intende: il primo corteo «vero». Il destino, però, vuole che la protesta che la vede in piazza conduca, fatalmente, davanti a Montecitorio. Dove papà Pier Ferdinando, ormai da oltre quattro anni, è il presidente della Camera.
Sia chiaro: figli dei politici, in piazza, ce ne sono. Per dire, di Russo Spena (Prc), quasi tre generazioni: c’è lui, Giovanni, poi il figlio Giacomo e la figlia Maurizia, ricercatrice all’università Roma Tre e tra poco mamma. Poi ci sono Mattia, 21 anni, universitario, erede del deputato diessino Giuseppe Lolli, c’è Eugenia, che segue le orme del papà Alfonso Gianni (Prc), e c’è Vanessa Mascia, che non delude mamma Graziella (Prc). Tutti figli di esponenti del centrosinistra, quelli in piazza. Quasi tutti.
Invece Benedetta Casini ieri, nel giorno successivo alla manifestazione, così come la figlia del sindaco di Roma, Martina Veltroni, era regolarmente a scuola, a fare autogestione nel liceo. Insieme con tutti i compagni, e con le stesse amiche che martedì hanno diviso con lei l’emozione del corteo. «Ma non indossava quella t-shirt...», dice un suo coetaneo fuori dalla scuola: allude, per l’esattezza, a una canottierina che lei ogni tanto, in classe, sfoggia. C’è un simbolo, sopra, piccolo piccolo. Una icona della sinistra, un eroe sudamericano e dei giovani di tutto il pianeta, uno tra i volti più diffusi su gadget d’ogni tipo, dalle magliette ai poster alle bandiere: proprio lui, Ernesto «Che» Guevara.
Alla manifestazione di martedì, però, non la indossava. Era con le altre, le amiche di ogni giorno, in piazza Esedra di buon mattino e poi via, a protestare contro il ministro Letizia Moratti e la sua idea di scuola, che a sera sarebbe stata approvata dal centrodestra: le ragazze hanno attraversato il centro della città, sono passate accanto alla stazione, sono scese, portando fiere lo striscione del liceo, per via Cavour e via dei Fori Imperiali. Fino a piazza Venezia e poi oltre, in Largo Argentina, dove quelli con passamontagna e casco provavano a sfondare. Loro hanno tirato dritto, un poco impressionate da quel trambusto, dai manganelli, dai fumogeni lanciati contro la polizia. Però non sono andate a casa, anzi: hanno proseguito per corso Vittorio, tra il camion dei disobbedienti e quello dei Cobas, e poi più avanti, insieme con la Sinistra giovanile, ragazzi che sventolano le bandiere con sopra, stilizzato, un pugno chiuso.
Le ragazze si tengono per mano, si guardano intorno con aria serena, si scambiano pareri che tutti insieme dicono la stessa cosa: la manifestazione è bellissima. Quando però in strada, ed esattamente in piazza Navona, volano le manganellate e partono le cariche, le studentesse sono già lontane. In piazza Navona, insieme con le migliaia di ragazzi che hanno seguito il percorso stabilito, che non hanno fatto incidenti con la polizia. Una protesta quindi pacifica e però, al tempo stesso, dal significato chiaro e inequivocabile: la nuova scuola, pensata e approvata proprio dal centrodestra, proprio non va bene. Invece la parte violenta della manifestazione, Benedetta e le sue compagne non l’hanno vista da vicino. Ugualmente ne sono state impressionate, però. Così almeno raccontano alcune ragazze il giorno dopo, davanti al liceo. Lei, una delle due figlie avute da Pier Ferdinando Casini nel primo matrimonio, non deve aver visto da vicino neanche ciò che lì è accaduto a metà giornata: quei deputati del centrodestra che uscendo salutavano i ragazzi in quel modo insolito, con il dito medio alzato.
Alessandro Capponi
Paolo Foschi
FONTE: CorrieredellaSera
postato da: LiborioButera alle ore 10:38 | Permalink | commenti (2)
categoria:politica, diario