martedì, 06 febbraio 2007

 

Come riporta il quotidiano La Stampa di Torino, nella mattinata del 5 febbraio tre studenti nordafricani con a capo un diciassettenne sono entrati nell’Istituto professionale Carlo Ignazio Giulio di Torino per vendicarsi della sospensione che aveva ricevuto il leader del gruppo. Il provvedimento disciplinare era scattato dopo che il nordafricano aveva distrutto un distributore automatico di bibite. L’obiettivo del blitz a quanto pare era la bidella che lo aveva sorpreso mentre per puro divertimento si accingeva a distruggere la “macchinetta”. Infatti, appena dentro la scuola la povera donna è stata circondata e minacciata, uno di loro ha addirittura orinato sulla cattedra, la bidella impaurita ha chiesto aiuto al prof. d’Inglese Pietro Mastrota, al quale va la mia solidarietà,  che in quel momento era in classe a far lezione. Il docente è accorso immediatamente prima togliendo la bidella dall’assedio poi ha deciso di punirli in qualche modo, e anche subito. «Far passare quel genere di ribellione, avrebbe costituito un precedente gravissimo», spiega.
Così il professor Mastrota prende in mano la situazione e si rivolge direttamente ai tre nordafricani: «Ragazzi, ora vi accompagno dalla preside che prenderà i provvedimenti necessari». Un gesto coraggioso, anche perché l’intera classe sembra in preda a una crisi di nervi, con gli studenti pronti a prendere le difese del terzetto. «Un clima aggressivo, violento, inspiegabile», commenterà poi il docente. Che però non si lascia intimorire. Ma mentre con i tre imbocca le scale per uscire dal plesso e recarsi nella sede centrale dell’Istituto è stato colpito con calci e pugni: “a momenti mi ammazzavano” è quanto ha dichiarato poi ai carabinieri il docente, ma ha anche raccontato che mentre i tre lo “pestavano” lo hanno anche le minacciato:  Sappiamo dove abiti, sappiamo come fare a vendicarci, ti facciamo a pezzi, figlio di p...”. Alla luce di questo e di tanti altri episodi che hanno come vittime i docenti, sarebbe il caso che il ministro Fioroni prendesse dei seri provvedimenti per dotare la scuola e i docenti di strumenti seri per impedire questa escalation di violenza. Forse sarebbe il caso di prendere in seria considerazione la reintroduzione del sei in condotta e i successivi provvedimenti e gli esami di riparazione a settembre.

venerdì, 08 dicembre 2006
Dietro alla tratta degli umani ci sono uomini spietati disposti a tutto pur di arricchirsi. L'immigrazione clandestina è dannosa soprattutto per gli stessi disperati in cerca di un futuro migliore. Sarebbe ora che i governi, ma soprattutto l'Europa, attuassero politiche serie per aginare questo dramma della disperazione!
giovedì, 05 ottobre 2006

L’assistenzialismo talvolta rischia di essere controproducente sia per gli stati che lo garantiscono che per gli stessi disoccupati che ne usufruiscono. Ne ha parlato in un libro intitolato “Io, Thierry F., professione disoccupato” un disoccupato “scientifico” francese che ha lavorato per soli 31 mesi in 24 anni come ricercatore e oggi vive con l' Assedic, un sussidio di disoccupazione di 600 euro mensili, che gli dà diritto ad una serie di vantaggi connessi, oltre naturalmente alla Cmu, una copertura medica universale e gratuita. Possiede un appartamento prestigioso di sua proprietà in una località nel centro della Francia e a chi gli chiede se non si sente un po’ in colpa, risponde: “Perché mi devo sentire colpevole? Ho solo seguito la legislazione francese alla lettera”.

Ma per continuare a percepire l’assegno deve dimostrare di impegnarsi attivamente a cercare un’occupazione, lui lo fa, ma sentite come: Il suo 'curriculum vitae' che invia alle aziende - per cercare di uscire, dice, dalla sua “spaventosa condizione” - contiene errori d' ortografia, aggiunte al testo a mano, e soprattutto non indica la nazionalità. “Quelli che si dimenticano di indicare la nazionalità - osserva - sono spesso gli stranieri, e i patron francesi non amano gli stranieri”. E, se poi, nonostante tutto, il suo profilo dovesse interessare qualcuno, ci pensa lui, di persona, a scongiurare il pericolo. Si presenta al colloquio con occhiali da miope spessi come fondi di bottiglia e con indosso un vestito liso, “per ispirare pieta”. Non risponde correttamente alle domande, anche se lo fa con un sorriso, come se non le avesse capite. Ed infine, anche se il colloquio dovesse essere giudicato buono, l' ultima carta è il non possesso di un telefono - ed invece è stato uno dei primi a farsi negli anni '90 un telefonino cellulare - e di un auto - anche se possiede un'Alfa Romeo. Scongiurato il pericolo di un ritorno al lavoro, Thierry può così continuare la sua 'professione di disoccupato': ha una serie di dossier, libri, riviste specializzate, con i quali si tiene costantemente aggiornato sui suoi diritti. “Conosco - rivela - il sistema a memoria, e faccio da avvocato-consigliere per i miei amici salariati: grazie a me hanno ottenuto delle cospicue indennità dal datore di lavoro”. Mica scemo il parassita francese! Nel nostro Paese invece ci sono stranieri che pur non avendo versato nessun contributo alle casse dello Stato Italiano usufruiscono di un assegno di pensione pagati con i soldi dei contribuenti [link].

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categoria:politica, economia, immigrati, scandalo, clandestini, invasione
martedì, 09 maggio 2006

C'è un fenomeno preoccupante che sta iniziando a prendere piede nel nostro Paese: il caporalato. Già presente in alcune aree del sud, negli ultimi anni  sembra che sia stato, se non del tutto,almeno quasi, debellato; anche se lì  rimane da risolvere la questione del lavoro nero che continua a rappresentare una vera e propria piaga nelle regioni del Mezzogiorno d'Italia. Il caporalato, fenomeno tra i più sgradevoli di sfruttamento dei lavoratori, sembra invece che si stia consolidando nelle regioni più ricche. Ad esserne coinvolti sono gli extracomunitari di solito privi del permesso di soggiorno e bisognosi per il loro sostentamento di un lavoro. Di solito vengono reclutati nei pressi delle stazioni ferroviarie o di autobus, la comunicazione avviene attraverso un fitto ed incomprensibile passaparola difficilmente intercettabile dagli organi preposti al controllo. I lavori dove gli extracomunitari trovano più facilmente occupazione riguardano l'edilizia e quelli di manovalanza in genere, che ormai i nostri giovani sembrano snobbare. I "fortunati" assoldati dai caporali, sono fatti salire su pulmini e trasportati nei cantieri di lavoro. Chi vive al nord del Paese e all'albeggiare percorre l'autostrada si sarà già imbattuto in queste carovane cariche di gente destinata  a guadagnarsi il pane in qualche sperduto luogo di lavoro, spesso  lontano da occhi indiscreti e al riparo da curiosi. Chi li assume non si rende conto che sta calpestando le leggi e i diritti più elementari di uomini  sventurati.  Pur di risparmiare in manodopera trascurano il fatto che in caso di incidente sono loro i diretti responsabili e pertanto rischiano pene severissime. I caporali, di solito anche loro extracomunitari, nel reclutamento di manodopera realizzano  importanti guadagni proprio attraverso lo sfruttamento di esseri umani: in genere sono pagati dall'imprenditore e dagli stessi operai che cedono una quota della loro retribuzione giornaliera. Per le vittime di questo malaffare non si è mosso nessun sindacato, nessun  politico ha mai sollevato il problema.  Le forze politiche che si definiscono più sensibili verso le problematiche legate agli stranieri li vorrebbero fare entrare nel nostro Paese senza nessun controllo,  magari continuando ad alimentare ulteriormente i guadagni dei caporali e ad ingrossare gli eserciti della criminalità.  Se i nostri stranieri arrivassero già con un contratto di lavoro, probabilmente riuscirebbero a vivere più dignitosamente e una maggiore integrazione sarebbe allora possibile.

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categoria:politica, diritti umani, immigrati, legalità, denuncia, clandestini
mercoledì, 03 maggio 2006

La tanta vituperata legge Bossi-Fini in qualche maniera ha cercato di porre rimedio alla continua invasione  d'immigrati clandestini. Il governo che si appresta a nascere dovrà necessariamente partire da questa legge, modificandola, a mio modo di vedere,  non nella direzione proposta da alcuni esponenti dell'Unione, ma cercando di stringere ulteriormente le maglie per evitare la continua invasione di eserciti di disperati. Spesso si tende a sottovalutare che, dietro ad ogni barcone, adombra  un'organizzazione malavitosa che non esita a lucrare alle spalle dei clandestini, organizzando viaggi disumani senza tenere conto delle più elementari norme di sicurezza. Il Mediterraneo  è diventato un mare "cimitero", centinaia sono le persone che ivi hanno perso la vita proprio a causa dei  viaggi della "speranza". L'Unione europea in questi anni non ha mai voluto attuare una politica comunitaria seria per tentare una soluzione, o quanto meno per arginare quest'annoso problema che, per posizione geografica, coinvolge soprattutto il nostro Paese. La cronaca di oggi parla dello sbarco di circa 450 clandestini sull'isola di Lampedusa, splendida meta  vacanziera destinata ad essere continuamente danneggiata nella sua principale fonte di guadagno: il turismo. Con l'arrivo della bella stagione, gli sbarchi dei clandestini saranno  destinati a moltiplicarsi; mi domando allora  se non sia  il caso di attuare politiche serie mirate a impedire questa continua invasione. Girare la testa dall'altra parte o trincerarsi dietro un'ideologia che danneggia soprattutto gli stessi clandestini, non mi sembra sia una politica proponibile da parte di nessun governo serio.

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categoria:politica, diritti umani, lampedusa, denuncia, clandestini, invasione
domenica, 20 novembre 2005

Certo che il Darione nazionale (ha la mia stima come artista) che a casa ha due donne di servizio, non ha perso occasione per mettersi in mostra per le primarie a Milano. Il suo primo sponsor era stato Celentano che dalla televisione di Stato aveva lanciato il suo “diktat”  alle casalinghe e ai reduci degli anni sessanta, di votare Dario Fo a primo cittadino per la città di Milano. Il nostro Darione, si è recato in uno stabile di Milano, armato di scope e secchiello e con al seguito telecamere e giornalisti, per ripulire un palazzone occupato abusivamente da extra comunitari. Dalle immagini del “telegiornale” si è potuto appurare in quale stato sono costretti a vivere queste povere persone.  Ancora una volta si evince la necessità di una seria e decisa politica per fermare il fenomeno dell’immigrazione clandestina. Non possiamo permetterci di creare questi ghetti malsani che nulla hanno a che fare con i diritti umani e con la democrazia di uno Stato moderno. La città di Catania con molto coraggio li ha sgomberati.
Ritornando al nostro bravissimo giullare, giunto nel palazzone,  dopo le riprese e le foto di rito, si è dileguato lasciando nella sporcizia gli abusivi. Gli occupanti tra latro non conoscevano Dario Fo, sicuramente il loro tempo lo impiegano in altre faccende e non lo sprecano nel leggere i nostri quotidiani o a seguire
Rock Politick.
In tutto ciò, ancora una volta mi ha lasciato disgustato, come certi personaggi, usano questi poveri disperati  per un uso personale, senza realmente interessarsi dei loro problemi. Alcuni politici o leaders di movimenti ne fanno un vero e proprio baraccone da circo, si, forse riescono anche a sollevare un polverone e attirare l’attenzione sulle condizioni di assoluta precarietà di igiene e di condizioni in cui versano. Poco però, fanno per ridurre seriamente l’assalto verso un chimera rappresentata dagli stati occidentali. Se gli stessi personaggi, invece di metterli davanti ai cortei per fare scena (vedi Casarini pescato da Striscia la Notizia mentre diceva: metti quei cazzo di negri ad aprire il corteo) si battessero affinché venisse risolto il dramma dei clandestini, forse forse tutti ci faremmo una figura più seria.

 

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categoria:politica, primarie, clandestini, rock politick
venerdì, 11 novembre 2005

Trecento immigrati soccorsi in mare LAMPEDUSA (AGRIGENTO) - Oltre trecento clandestini stanno per arrivare a Lampedusa dopo essere stati soccorsi nel Canale di Sicilia. Il barcone sul quale viaggiavano è stato intercettato nella notte a 50 miglia a sud dell’isola da una motovedetta tunisina. Alle operazioni, coordinate dalla Capitaneria di porto di Palermo hanno partecipato tre motovedette della guardia costiera e una della guardia di finanza. Gli immigrati, tra cui alcune donne, sono stati trasbordati sulle unità, mentre l’imbarcazione è stata per il momento lasciata alla deriva. Le motovedette della guardia costiera e della guardia di finanza sono giunte nel porto di Lampedusa dove sono state avviate le procedure per il conteggio e l'identificazione degli immigrati che subito dopo saranno trasferiti nel centro di prima accoglienza dell’isola. La struttura, che può contenere fino a un massimo di 190 persone, si trova dunque già in emergenza.

Fonte: La Sicilia

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categoria:sicilia, lampedusa, clandestini
giovedì, 10 novembre 2005

La nessità di ripristinare la legalità nel centro di Catania,  ha messo in moto una massiccia operazione del comune assieme alle forze dell’ordine. Liberale la “favela” che con gli anni si era consolidata in corso Martiri della Libertà , era diventata una vera e propria necessità. I clandestini extracomunitari, vivevano in condizioni di igiene inesistenti, dormivano assieme ai topi e il rischio dello scoppio di un’epidemia era imminente. Catania come Bologna, sindaco di centro destra come  un  sindaco di centro sinistra, contestazioni al primo, contestazioni al secondo,  per fortuna nella città etnea non si sono visti gli scontri tra la polizia e i manifestanti, si sono sentite solo le parole di Orazio Licandro che criticava la scelta dell’amministrazione asserendo che lo sgombero è avvenuto per garantire alla Catania “bene” di passeggiare tranquillamente. E ti pare poco Licandro? Io nella Catania “bene” aggiungo anche tutti catanesi onesti. Garantire la sicurezza, non è sicuramente cosa da poco conto, tutta la società civile, destra, sinistra, centro, se ne dovrebbe far carico.  Se a questo aggiungiamo le condizioni in cui erano costretti a vivere quelle povere persone… I ragazzi dei centri sociali siciliani probabilmente si sono resi conto che delle condizioni di igiene in cui versavano gli "abusivi"  forse per questo motivo, non hanno organizzato nessuna manifestazione, ha prevalso il buon senso. Lasciandoli in quel campo, sicuramente, non avrebbe giovato agli stessi “inquilini”e una soluzione nel più breve tempo possibile andava trovata . L’Italia e l’Europa hanno bisogno di una vera politica che miri ad azzerare l’ingresso dei clandestini, non possiamo permettere che tanta povera gente rischi di finire in “favelas” italiane, uno stato di diritto deve garantire condizioni di vita accettabili per tutti coloro che vi risiedono, fermare i flussi di  clandestini, deve diventare una priorità,  certo ci vuole fermezza, forse andrebbe usato il pugno di ferro alla Cofferati, forse andrebbero adottati altri sistemi, sta di fatto che l’emergenza è sotto gli occhi di tutti, non giriamo la testa dall’altro lato facendo finta di non vedere, urge una seria politica in fatto di immigrazione clandestina.

 

 

 

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categoria:politica, manifestazioni, legalità, clandestini
giovedì, 27 ottobre 2005


LAMPEDUSA (AGRIGENTO) - Sbarco di clandestini nella notte a Lampedusa, nella zona di Cala Pisana. A lanciare l'allarme intorno alle 23,30 sono stati alcuni abitanti dell'isola. Immediatamente sono scattate le ricerche. Complessivamente sono stati intercettati 168 immigrati, tra di loro anche alcune donne. Non è escluso che altri clandestini si siano incamminati verso il centro dell'isola. Ricerche sono ancora in corso.
Non è stata ancora trovata l'imbarcazione a bordo della quale gli immigrati sono giunti a Lampedusa. L'intera fascia costiera viene comunque attentamente scandagliata.

Dopo quelli sbarcati la notte scorsa sull'isola, altri sei clandestini, a bordo di una imbarcazione, sono stati fermati a Sud di Lampedusa dalla motovedetta Cp 818 della Guardia Costiera dopo la segnalazione fatta da un peschereccio. I sei immigrati, uomini, sono stati portati nel Centro di permanenza temporanea dell'isola

Si è conclusa invece questa mattina l'operazione di soccorso di 95 immigrati clandestini che erano stati avvistati alle 3 della scorsa notte 20 miglia a sud di Licata da una nave della Marina Militare.

I clandestini, tutti uomini, si trovavano a bordo di due barche e di alcuni mezzi di salvataggio, che erano al traino di esse. Intorno alle 6 di questa mattina, le imbarcazione sono stata abbordate da quattro motovedette, due della Guardia costiera e due della Guardia di finanza. I clandestini sono stati trasferiti a bordo delle quattro unità, che hanno fatto rotta verso Licata, dove sono giunte intorno alle ore 8. Accolti da medici e volontari, gli immigrati sono stati giudicati in buone condizioni di salute.

«Nelle ultime 36 ore l'Italia è stata investita dall'arrivo di circa 600 clandestini e nelle stesse ore le autorità maltesi hanno ripescato otto cadaveri». Lo ha detto il ministro dell'Interno, Giuseppe Pisanu, al termine dell'incontro ministeriale italo-maltese svoltosi alla Farnesina.

«L'immigrazione clandestina - ha spiegato il ministro - si sta facendo sempre più impetuosa e tumultuosa, dominata com'è da organizzazioni criminali che la sfruttano spietatamente nei luoghi di origine, di transito e di arrivo».
Fonte: La Sicilia

A tal proposito su POLITIKAMENTE troverete un mio commento
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categoria:politica, diario, clandestini
mercoledì, 19 ottobre 2005
Lampedusa. Parla Bernardino de Rubeis, due anni fa promotore di uno sciopero nell'isola «Noi le vere vittime dell'immigrazione» Lampedusa. Abbiamo parlato dell'imminente trasferimento del centro di accoglienza con Bernardino De Rubeis un lampedusano che opera nel sociale, presidente della pro loco e del movimento Cristiano-lavoratori. Dino vive a stretto contatto con la gente comune, con i pescatori e i pensionati. E' stato uno dei promotori dello sciopero generale di due anni fa, contro la costruzione di un nuovo centro di accoglienza. -Cosa pensa la popolazione del trasferimento del centro di accoglienza? «Nessuno sull'Isola vuole più un centro di accoglienza. Ho saputo del prossimo trasferimento e, personalmente, credo sia giusto soprattutto se diventerà un centro di smistamento e non sarà più di accoglienza. Da tempo, l'immagine dell'Isola esce devastata dalle notizie dei media che riguardano gli immigrati. I clandestini sono visti dalla popolazione come un pericolo per l'economia perché sono molti i turisti che preferiscono non venire in vacanza da noi, per paura degli immigrati». -Prevede un altro sciopero quindi? «No, l'importante è che il sindaco renda partecipe la popolazione delle iniziative che si intende portare avanti. Credo che debba informare minuziosamente la gente, per tutto quello che si sta decidendo di fare riguardo al centro. Poi, con un referendum, si potrà decidere democraticamente la soluzione condivisa dai più. Lampedusa è sull'orlo del baratro e non può bastare il finanziamento per un concerto estivo di Baglioni. Se lo Stato vuole un centro di accoglienza a Lampedusa deve darci anche i mezzi idonei perché esista. Mi riferisco alla sanità, non vogliamo più correre rischi, costretti a convivere con migliaia di persone che nessuno provvede a visitare attentamente. Fino a oggi, tutti hanno parlato sempre e solo di immigrati, ma di noi lampedusani nessuno parla, dei nostri problemi, delle nostre esigenze. E' giusto accogliere gli immigrati, ma continuando così saremo noi costretti a emigrare. Esattamente come loro».
 ELIO DESIDERIO
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categoria:politica, diario, isola, clandestini