Molto, molto.
pesantemente indebitata nella speranza di poter competere per vittorie che purtroppo non sono mai arrivate. In certi momenti la squadra nerazzurra è sembrata la barzelletta d’Italia, spendeva, spendeva e mai vinceva. Da circa un anno abbiamo la consapevolezza che non tutte le sconfitte sono maturate sul campo, per diversi anni c’è stato un sistema losco che ha pesantemente influito sull’attività sportiva di una delle squadre più blasonate d’Italia e non ci vengano a raccontare che è solo roba degli ultimi 2 o 3 anni. Parte di questo “- €” a tante cifre può quindi essere in parte attribuito ai ripetuti torti subiti negli anni e che hanno ridotto gli introiti della squadra di Moratti. Dopo il danno è arrivata anche la beffa, con fiumi di odio riversati sul campo da società che dovrebbero avere solo la decenza di tacere viste le abitudini che hanno avuto negli ultimi anni. E’ decisamente pesante quindi il danno subito dalla società Inter (e dei suoi tifosi) e non sarà certo uno squallido scudetto assegnato a tavolino a compensarlo. E gli “ululatori” sgradevoli che di tanto in tanto affollano la televisione dovrebbero avere la decenza di smetterla di seminare odio e se proprio una riflessione devono farla che la facessero sulle vittorie fin troppo facili (e sgamate) della loro squadra.categoria:sport, calcio, attualitÃ

























operatori del mercato calciatori in forza alle società di calcio. Gli uomini mercato sono sguinzagliati in tutto il mondo alla ricerca dell’affare o del fuoriclasse in grado di far fare il salto di qualità alla squadra che rappresentano. E in questo si stanno muovendo bene le società più rappresentative del nostro calcio, tra le quali le milanesi. Infatti l’indiscrezione più clamorosa arriva dalla Spagna a quanto pare i dirigenti nerazzurri si sono incontrati lunedì 4 giugno a Madrid con il presidente del Barcellona, Joan Laporta, offrendo in cambio Adriano più soldi per avere in cambio Eto’o.
ha stabilito in via definitiva che
Deschamps, l’uomo che nonostante tutto accettò di allenare in serie B, si è dimesso. Lo ha fatto alla vigilia della gara con il Mantova, lo ha fatto con eleganza e serietà come solo pochi allenatori sanno fare. E nonostante le dimissioni si è seduto in panchina per dirigere i suoi atleti nella gara contro la squadra lombarda. Bravo Deschamps: hai dimostrato di saper insegnare a quelli che… che serietà e rispetto sono valori importanti che loro forse non conoscono. La decisione di Deschamps è arrivata al termine di un colloquio con l'amministratore delegato Jean Claude Blanc. Ieri, il tecnico bianconero era stato abbastanza chiaro: «È vero – aveva ammesso –, ci siamo incontrati con Blanc e abbiamo parlato di tutto. Ci rivedremo presto, può darsi che ci sarà un appuntamento decisivo la prossima settimana». Ma così non è stato. A quanto pare alla base del divorzio ci sono i dissidi con il diesse Secco, pupillo di Moggi, e una programmazione del mercato che non teneva conto delle richieste del tecnico francese. Ingrati!
lo Presidente,
diciamo subito:
on ha vinto molti campionati anche perché il sistema Moggi-Juve non glielo permetteva, ma quelle volte che c’è riuscita lo ha fatto bruciato tutti i record. Anche quest’anno la squadra nerazzurra sembra confermare questo trend. Rispetto alla Roma, squadra che la precede in campionato, ha 20 lunghezze di vantaggio. Oggi chi era allo stadio ad assistere a Parma-Inter ha visto due goal straordinari di Maxwell e di Crespo che hanno infiammato San Siro facendo pregustare al pubblico nerazzurro già in delirio la festa-scudetto ormai vicina. Eppure qualche trasmissione televisiva, e qualche commentatore sui generis, continua a sproloquiare contro la squadra allenata da Mancini. Forse è un goffo tentativo per rendere ancora interessante un campionato ormai archiviato, o è solo invidia? Un giorno il delirante Mughini ce lo spiegherà!