domenica, 05 novembre 2006

AUTONOMIA: sembra essere questa la parola d’ordine della politica siciliana. Raffaele Lombardo ha creato l’MPA (Movimento per l’Autonomia), Nello Musumeci si è sganciato da Alleanza Nazionale e ha creato Alleanza Siciliana,  che come il movimento di Lombardo si propone si valorizzare le autonomie locali e di combattere il dilagare della partitocrazia. Ma non solo a Destra si ode il “verbo” autonomia, anche a sinistra iniziano a manifestarsi i primi pruriti e accade nella città siciliana più ricca di contraddizioni: Gela. Governata dal sindaco comunista Crocetta e che rischia di diventare un laboratorio di idee e di innovazione in quella parte politica che fino ad adesso aveva visto le autonomie locali come un nemico da sopprimere, soprattutto perché a parlarne per prima era stata la Lega Nord.
Come accennavo, da oggi la sinistra italiana annovera tra le sue fila il nuovo Bossi, o se preferite il nuovo Raffaele lombardo, si tratta di Salvatore Marinello, comunista siciliano DOC e membro, fino a qualche giorno fa, del partito dei comunisti italiani di Diliberto. Assieme ad uno sparuto gruppo di ex comunisti ha creato un nuovo movimento autonomista di sinistra e lo ha chiamato “Movimento Sicilia Democratica”. In realtà non si capisce se lo ha fatto perché crede alla filosofia autonomista o perché il suo leader maximo Oliviero Diliberto non gli ha lasciato il posto, che a suo tempo gli aveva promesso, in Parlamento.
La cosa curiosa riguarda la collocazione politica di questo nuovo soggetto politico, ma soprattutto le prossime mosse: cambierà interlocutori ed inizierà a discutere con Bossi, Lombardo e gli altri leader dei movimenti per l’autonomia nazionale? Boh!  L’unica certezza a quanto pare è che con Diliberto parlerà poco, molto poco!

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categoria:politica, autonomista, affari e politica
mercoledì, 02 novembre 2005


MESSINA - Gli uomini di Gianni De Michelis hanno presentato per le elezioni comunali a Messina una lista con il simbolo del Nuovo Psi e un proprio candidato a sindaco, Antonino Di Trapani. E' la prima volta che il Nuovo Psi si presenta a una competizione elettorale dopo la spaccatura al recente congresso, che ha eletto Bobo Craxi segretario. De Michelis ha sempre ritenuto illegittimo il voto congressuale e più volte ribadito che i craxiani non possono usare il simbolo. Proprio a Messina, dunque, potrebbe consumarsi la prima disputa giudiziaria sulla «proprietà» del Garofano.
E tra i candidati alle prossime elezioni comunali a Messina c'è anche un extracomunitario, il marocchino Anan, presentato da Rifondazione comunista. E' la prima volta che un immigrato è presentato a Palazzo Zanca. Mohamed Anan lavora in un autolavaggio della città e la scorsa settimana ha perso il figlio di un mese. Sul decesso del neonato è stata aperta un'inchiesta dal sostituto procuratore Giuseppe Farinella, che ha iscritto nel registro degli indagati otto medici del Policlinico. Il magistrato ha disposto l'autopsia il cui referto non è ancora stato redatto dal medico legale.
Fonte: La Sicilia
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martedì, 25 ottobre 2005
L'intervista   Nello musumeci: sì alla proposta di lombardo
«Test del polo autonomista con le elezioni messinesi»

Nello Musumeci, effetto simpatia, effetto curiosità ed effetto ribellione. Ci sono anche questi elementi nel pienone che registra l'incontro dell'eurodeputato e vice sindaco di Catania con l'Ande, l'associazione nazionale donne elettrici, presieduta dall'avvocato Pina Grasso, e con molti suoi simpatizzanti, entrati da tempo in Alleanza Siciliana. L'occasione serve non tanto per rifare la storia di Musumeci, del Msi, di An e di quel che fu e quel che è stato. Ma di quel che è. E, soprattutto, di quel che sarà.
Onorevole Musumeci, attualità ancora calda: l'on. Raffaele Lombardo apre alla possibilità di un cartello autonomista per le prossime politiche, invitando anche Alleanza Siciliana. E dice che non porrà questioni di priorità in lista.
«Ho già detto che molte cose mi uniscono all'on. Lombardo, ma molte altre ancora ci dividono. Certamente sino ad oggi Lombardo ha aggregato varie anime che appartenevano al mondo della ex Dc in nome della lotta sacrosanta al centralismo romano. Su questo, cioé sul contrasto alla cultura del decisionismo romano siamo in perfetta sintonia. Però dovremmo metterci d'accordo, per esempio, sull'intoccabilità del presidente Cuffaro che, almeno sino a ieri, non voleva passare dal test democratico delle primarie. E Lombardo concordava con lui su questo. Così come a noi non passa per la testa di dialogare con la Lega, che troppo spesso difende interessi egoistici, maltrattando il Sud e la Sicilia».
Ma tra ciò che vi unisce e ciò che vi divide, alla fine anche per le esigenze imposte dalla nuova legge elettorale, potreste stare insieme?
«Noi possiamo stare insieme a chi condivide il nostro progetto sino in fondo. Per questo ho già detto che possiamo parlare, discutere, ragionare. Non ci interessano soluzioni contingenti legate ad un'emergenza elettorale. Le scelte che dobbiamo fare debbono essere assolutamente coerenti con i passi che io ed il mio movimento abbiamo fatto sino ad oggi. Direi anche coraggiosamente, se pensate che sono uscito da un partito che in questi anni avevo contribuito a portare ad importanti affermazioni elettorali ed in cui avrei anche potuto continuare ad avere un ruolo. Se solo avessi accettato una politica imposta dall'alto, un deficit di democrazia e di dibattito interno che erano per me, francamente, davvero inaccettabili».
Insomma si tratta di provare, lei dice, concretamente sul campo?
«Si tratta di trovare intese vere, facendo scelte di netta discontinuità con quel modo di fare politica che non ci sta più bene. Sì, scelte sul campo. Allora potremmo cominciare, per esempio, da Messina, dove i due poli mi pare abbiano già fatto le loro scelte, seguendo un solco prevedibile e già visto. Faccio la mia proposta: il polo autonomista lanciamolo proprio dalle amministrative messinesi. Sono pronto a discutere con tutti i movimenti di questa opportunità. Scegliendo il candidato migliore, forte di un progetto coerente».
Per le Regionali Forza Italia ha un po' agitato le acque sulla vicenda delle ricandidatura di Totò Cuffaro...
«Ho sempre sostenuto che sarebbe stato semplicemente opportuno far passare attraverso il test delle primarie la candidatura del centrodestra per la Regione. Cuffaro in testa, si capisce, non per essere delegittimato, ma semmai per ricevere, se dovesse arrivare, la conferma dagli elettori. Di sicuro so che un sondaggio realizzato di recente conferma che il 60% dei siciliani s'è detto favorevole all'idea delle primarie. Perché, allora, non offrire questa grande prova di democrazia?».
In prima fila al dibattito dell'Ande c'era anche il sindaco Scapagnini. Lei è ancora il vice sindaco di Catania. Ma a questo punto che farà?
«A questo punto ricordo che io sono il vice sindaco designato dall'intera coalizione, non solo da Alleanza Nazionale. Ma dico anche che proprio per lealtà e coerenza ho già annunciato da settimane al sindaco che quando avrò completato due impegni cui aveva dato assoluta priorità, la riorganizzazione del corpo di polizia municipale e un documento sulla legalità all'interno dell'amministrazione, presenterò le dimissioni. Io ho una mia idea ben precisa in merito, ma attendo, nel rispetto dei ruoli politici, anche la valutazione che farà il sindaco».

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categoria:politica, sicilia, autonomista, musumeci