L'intervista Nello musumeci: sì alla proposta di lombardo
«Test del polo autonomista con le elezioni messinesi»
Nello Musumeci, effetto simpatia, effetto curiosità ed effetto ribellione. Ci sono anche questi elementi nel pienone che registra l'incontro dell'eurodeputato e vice sindaco di Catania con l'Ande, l'associazione nazionale donne elettrici, presieduta dall'avvocato Pina Grasso, e con molti suoi simpatizzanti, entrati da tempo in Alleanza Siciliana. L'occasione serve non tanto per rifare la storia di Musumeci, del Msi, di An e di quel che fu e quel che è stato. Ma di quel che è. E, soprattutto, di quel che sarà.
Onorevole Musumeci, attualità ancora calda: l'on. Raffaele Lombardo apre alla possibilità di un cartello autonomista per le prossime politiche, invitando anche Alleanza Siciliana. E dice che non porrà questioni di priorità in lista.
«Ho già detto che molte cose mi uniscono all'on. Lombardo, ma molte altre ancora ci dividono. Certamente sino ad oggi Lombardo ha aggregato varie anime che appartenevano al mondo della ex Dc in nome della lotta sacrosanta al centralismo romano. Su questo, cioé sul contrasto alla cultura del decisionismo romano siamo in perfetta sintonia. Però dovremmo metterci d'accordo, per esempio, sull'intoccabilità del presidente Cuffaro che, almeno sino a ieri, non voleva passare dal test democratico delle primarie. E Lombardo concordava con lui su questo. Così come a noi non passa per la testa di dialogare con la Lega, che troppo spesso difende interessi egoistici, maltrattando il Sud e la Sicilia».
Ma tra ciò che vi unisce e ciò che vi divide, alla fine anche per le esigenze imposte dalla nuova legge elettorale, potreste stare insieme?
«Noi possiamo stare insieme a chi condivide il nostro progetto sino in fondo. Per questo ho già detto che possiamo parlare, discutere, ragionare. Non ci interessano soluzioni contingenti legate ad un'emergenza elettorale. Le scelte che dobbiamo fare debbono essere assolutamente coerenti con i passi che io ed il mio movimento abbiamo fatto sino ad oggi. Direi anche coraggiosamente, se pensate che sono uscito da un partito che in questi anni avevo contribuito a portare ad importanti affermazioni elettorali ed in cui avrei anche potuto continuare ad avere un ruolo. Se solo avessi accettato una politica imposta dall'alto, un deficit di democrazia e di dibattito interno che erano per me, francamente, davvero inaccettabili».
Insomma si tratta di provare, lei dice, concretamente sul campo?
«Si tratta di trovare intese vere, facendo scelte di netta discontinuità con quel modo di fare politica che non ci sta più bene. Sì, scelte sul campo. Allora potremmo cominciare, per esempio, da Messina, dove i due poli mi pare abbiano già fatto le loro scelte, seguendo un solco prevedibile e già visto. Faccio la mia proposta: il polo autonomista lanciamolo proprio dalle amministrative messinesi. Sono pronto a discutere con tutti i movimenti di questa opportunità. Scegliendo il candidato migliore, forte di un progetto coerente».
Per le Regionali Forza Italia ha un po' agitato le acque sulla vicenda delle ricandidatura di Totò Cuffaro...
«Ho sempre sostenuto che sarebbe stato semplicemente opportuno far passare attraverso il test delle primarie la candidatura del centrodestra per la Regione. Cuffaro in testa, si capisce, non per essere delegittimato, ma semmai per ricevere, se dovesse arrivare, la conferma dagli elettori. Di sicuro so che un sondaggio realizzato di recente conferma che il 60% dei siciliani s'è detto favorevole all'idea delle primarie. Perché, allora, non offrire questa grande prova di democrazia?».
In prima fila al dibattito dell'Ande c'era anche il sindaco Scapagnini. Lei è ancora il vice sindaco di Catania. Ma a questo punto che farà?
«A questo punto ricordo che io sono il vice sindaco designato dall'intera coalizione, non solo da Alleanza Nazionale. Ma dico anche che proprio per lealtà e coerenza ho già annunciato da settimane al sindaco che quando avrò completato due impegni cui aveva dato assoluta priorità, la riorganizzazione del corpo di polizia municipale e un documento sulla legalità all'interno dell'amministrazione, presenterò le dimissioni. Io ho una mia idea ben precisa in merito, ma attendo, nel rispetto dei ruoli politici, anche la valutazione che farà il sindaco».