Mancano poche ore all’annuncio che
Walter Veltroni guiderà il Partito Democratico Italiano. Veltroni è sicuramente una delle persone più indicate a ricoprire questo ruolo, anche se a nostro avviso Franceschini sarebbe stato, specie in questa fase, l’uomo giusto per traghettare le neo forze democristiane del Partito Democratico. Perché è innegabile che il progetto è proprio quello di catturare i voti dei cattolici moderati per poi sposarli con quelli della sinistra radicale. Ma è una nostra valutazione, soprattutto perché non vorremmo che il miglior uomo dell’area democratica del centro-sinistra fosse bruciato per poi lasciare spazio ai soliti volponi.
Il quesito però che vogliamo porci in questo momento e che vogliamo porre ai nostri lettori riguarda la compatibilità dell’incarico che Veltroni sta per accettare con la carica di sindaco della nostra capitale Roma. In sostanza, può il sindaco di una città grande e importante come Roma assumere un incarico di questo tipo con tutti gli impegni ad esso connessi? Non rischia così Veltroni di “trascurare” o meglio dedicare meno tempo all’impegno che ha preso con i propri elettori di Roma. Non rischia Veltroni, assumendo la guida del PDI di venir meno tutti gli impegni presi in campagna elettorale?
Ci piacerebbe avere una risposta a questi interrogativi, anche se un’idea ce la siamo fatta dunque crediamo che i due incarichi sono assai incompatibili. Essere il sindaco di una grande città assorbe anima e corpo e impone di essere sempre e per prima cosa vicino ai tuoi cittadini, ma a questo punto deduciamo che la volontà del sindaco di Roma sia quella di dimettersi lasciando spazio a chi ha più tempo da dedicare all’amministrazione della Capitale. Se ciò non accadrà temiamo che Veltroni alla guida del neo PD possa confermare il proverbio che chi troppo vuole nulla stringe con una conseguente penalizzazione per i romani e per la città di Roma.
Forse i sindaci dovrebbero fare i sindaci e poco altro.