mercoledì, 31 gennaio 2007
Stasera alle 19:15, dunque tra un po', su Nessuno Tv (canale 890 di Sky) andrà in onda la puntata gennaio SENSAZIONI, all'interno della quale potrete trovare i seguenti video:




I MILITI IGNOTI - minoaeraclea
MATRIX RERELOADED - thegod
BETTELMATT - Liborio Butera
IPNOTICO - amicidibaffo
IL PROF.DINDIOT E LA FINANZA - bruscocartoons
PEZZI DI UN SOGNO - pensieroscuro
UNA SECONDA VENEZIA - lillydavis

Le puntate delle 19.15 vanno in onda sempre in replica il giorno successivo alle 11.30, mentre quelle delle 23.30 vanno in onda il giorno successivo alle 8.00.

 
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categoria:televisione, alimentazione, attualità, società
mercoledì, 31 gennaio 2007

Ricevo questa straordinaria relazione elaborata dal mio giovane amico Giuseppe Terrasi assieme a Remo Luigi Quintino della Free Software Free Society e da un altro suo amico che ha preferito rimanere anonimo. Nella relazione si parla del software libero e dell’uso che se ne potrebbe fare nelle scuole con un conseguente risparmio economico. Se vi ricordate qualche mese fa ho partecipato al Linux Day di Biella organizzato dall’associazione BiLug, e ho realizzato un'intervista video [link]

Il Software Libero come Firefox, Thunderbird, OpenOffice e le varie distribuzioni GNU/Linux, nel corso dell'ultimo decennio ha subito un incremento drastico di utilizzatori. Non si tratta più di un hobby per smanettoni, ma di prodotti maturi e alla portata di tutti.
La differenza con i programmi a "sorgente chiuso" sta nella licenza di utilizzo (esempio: la licenza GPL che permette la copia, modifica e redistribuzione del software a patto che questo venga redistribuito alle stesse condizioni), nella frequente gratuità (anche se ciò non è esplicitamente richiesto dalla licenza) e nel modello di business (non incentrato sulla vendita di licenze d'uso ma sui servizi accessori legati al software).

In generale, come si evince dalle esperienze positive avute principalmente all'estero, questa filosofia favorisce la libera circolazione della cultura in generale.
Basti pensare alla diffusione (soprattutto in Francia) della musica distribuita sotto licenza
Creative Commons (un caso su tutti è il fenomeno Jamendo.com e il suo sterminato database di album sotto questa licenza), oppure ai libri, i quali grazie a questo tipo di licenza possono diffondersi via web ed essere letti direttamente sul proprio pc.
Un "caso" molto attuale è la decisione della biblioteca nazionale cilena di adottare la licenza Creative Commons (per ulteriori informazioni vedere
Punto-Informatico).
Un esempio di cultura libera, su tutti, è Wikipedia, che è l'enciclopedia libera più grande al mondo (la versione inglese conta 1.600.000 voci).

La cultura, come patrimonio collettivo, deve essere: libera, cioè svincolata da ogni forma di interesse politico, sociale ed economico; aperta, ad ogni forma di contaminazione e mediazione; gratuita, non soggetta a restrizioni quali marchi, brevetti, copyright, in modo da favorire una maggiore circolazione della stessa; decentralizzata, ovvero non in mano a chi detiene il 'potere informativo', così da favorire una 'cultura' che sia partecipazione attiva e scambio reciproco, a-gerarchica e orizzontale; equa, cioè accessibile a tutti, e non potere di pochi su molti, portatrice di idee e valori globali ma eterogenei, e non del pensiero unico.
La cultura libera, intesa in questo senso, può creare dei circoli virtuosi favorevoli alla libera diffusione del sapere.

Passando ad analizzare il software libero, questo: educa alla legalità perché permette, sia all'insegnante che all'allievo, l'assoluta libertà di copia, fondamento dello scambio della conoscenza, senza dover ricorrere alla "pirateria informatica"; è rispettoso della libertà d'insegnamento, perché permette all'insegnante di scegliere la soluzione e il fornitore che più si adatta alle sue esigenze conoscitive e didattiche; incentiva l'economia locale,non discrimina i soggetti su base economica, ma li seleziona su base meritocratica.  perché la licenza GPL permette di vendere software e i servizi ad esso legati e le scuole stesse, attraverso l'uso di sistemi GNU/Linux, possono contribuire ad alimentare questa economia virtuosa;


L'uso di software libero nelle scuole è attualmente affidato a docenti "pionieri" che, fiutando l'opportunità che può fornire questo software (possibilità di riutilizzo dell'hardware "obsoleto" e possibilità di reinvestire in formazione grazie al risparmio derivante dal mancato pagamento delle licenze), stanno cercando di introdurlo gradualmente nelle proprie scuole. Purtroppo attualmente non esiste un piano di diffusione del software libero nelle scuole italiane, per la carenza di figure professionali per il ruolo in questione e per la mancanza di politiche serie che spingano in questa direzione.

Ritengo che la scuola debba essere il motore della libera cultura e che questo sia auspicabile anche da un punto di visto prettamente informatico, dal momento che l'Open Source è adatto al mondo dell'Istruzione principalmente per due motivi: consente agli studenti di apprendere di più in quanto permette di "guardare dentro" e capire meglio come funzionano i computer e i sistemi operativi; permette di allargare le piattaforme di apprendimento degli studenti favorendo la formazione di competenze diversificate.

Concretamente, un sistema libero come Gnu/linux può essere usato in molti ambiti all'interno di una scuola: nella parte amministrativa, per gestire i registri di classe, i programmi di contabilità, sui server, per gestire reti e servizi in rete; nella didattica, attraverso l'uso dei numerosi programmi specifici per le varie discipline (es: programmi Open Source per la fisica o la matematica), l'uso di prodotti di ufficio (es: OpenOffice); nello studio quotidiano degli studenti, dal momento che si tratta spesso di programmi gratuiti, che possono essere distribuiti facilmente.

Per realizzare questi scopi il software non manca: SoDiLinux, Edubuntu, Damn Small Linux
Il primo è una raccolta di software didattici; il secondo è una distribuzione GNU/Linux basata su Ubuntu specificamente orientata al settore "educational", che è possibile utilizzare in tutti i rami dell'istruzione (dalla scuola elementare all'università); il terzo è una distribuzione GNU/Linux utilizzata per rigenerare i computer obsoleti.
Per ulteriori informazioni sull'argomento scuola e software libero si rimanda a http://www.linuxdidattica.org. Inoltre, i LUG (Linux User Group), le associazioni locali di volontari che provvedono alla diffusione e al supporto del software libero e di GNU/Linux in particolare, possono fornire un aiuto concreto a chi si avvicina per la prima volta a questa realtà. Se volete conoscere il LUG più vicino a voi qui c'è la lista.
ne sono alcuni esempi.

Vale la pena introdurre il software libero nelle scuole, con i citati vantaggi economici e "filosofici", ma ovviamente con dei costi iniziali di formazione del personale? La risposta, a conti fatti, dovrebbe essere sì.

Concludendo, si tratta evidentemente di un argomento molto vasto, che coinvolge molte tematiche sociali, come il tema della circolazione del sapere, il dibattito sulle questioni connesse alla tutela del diritto d'autore, il tema dei formati aperti, e si estende, dunque, anche a questioni di carattere "non tecnologico".

Firma
Giuseppe Terrasi

Remo Luigi Quintino, Free Software Free Society
martedì, 30 gennaio 2007

Cosa sono disposte a fare le donne pur di apparire belle e sexy? Tutto, anche soffrire. Perchè sfido chiunque a smentire che: jeans troppo aderenti, tacchi esagerati, scarpe strette, reggiseni che comprimono, ombelichi esibiti anche d'inverno non siano "strumenti" che potrebbero essere utilizzati per le torture fisiche. A conferma di questa tesi c'è uno studio condotto dal mensile Salute Naturale che ha studiato il rapporto fra abiti, accessori e malessere fisico di 986 donne italiane di età compresa fra i 20 e i 55 anni. Dallo studio è emerso che 8 donne su 10 si ammalano proprio a causa del look e i problemi fisici più ricorrenti sono di natura circolatoria e di sudorazione, irritazioni e allergie, escoriazioni, dermatiti, infezioni e dolori di diverso tipo. Vediamo in percentuale quali capi di abbigliamento le causano: Abiti dalle taglie troppo piccole (28%), scarpe scomode (26%), tessuti sintetici o non traspiranti (15%), biancheria intima fastidiosa (12%) o borse pesanti (8%). La lista degli indumenti e degli accessori killer è presto fatta: reggiseni col ferretto (72%), scarpe col tacco alto (65%), jeans troppo aderenti (61%), perizomi (58%), magliette che lasciano scoperto l'ombelico anche d'inverno (52%), orecchini di bigiotteria (32%), collant costrittivi (28%)."Scarpe strette e con il tacco alto, oltre a causare vesciche, comportano la continua contrazione del polpaccio, compromettendo la circolazione", spiegano gli esperti, secondo cui questo tipo di calzature è anche "una delle principali concause per l'alluce valgo". Nonostante queste torture quando si incontrano le donne le vedi camminare con incedere elegante e sensuale e soprattutto non lasciano trapelare nessun segnale di sofferenza.

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categoria:donne, vita, moda, salute, attualità, società
lunedì, 29 gennaio 2007


La testata giornalistica Tecnica della Scuola ha denunciato un effetto paradossale introdotto con il nuovo provvedimento voluto dal ministro Fioroni che trasforma le scuole in fondazioni. A quanto pare gli sgravi fiscali garantiti ai soggetti privati che faranno le donazioni, udite, udite, le pagherà proprio la scuola attraverso la riduzione degli stanziamenti previsti proprio per le scuole. Saranno invece più fortunate le scuole paritarie che invece non si vedranno decurtare neanche un centesimo. Come riporta il quindicinale l’operazione “donazioni” ha un costo per l’erario di 54 milioni di euro le modalità di recupero si trovano  nel 4° comma dell’art. 14: negli anni 2008 e 2009 verranno ridotti di 54 e di 31milioni i trasferimenti dei fondi dal Ministero della Pubblica Istruzione alle Istituzioni Scolastiche tramite le contabilità speciali. In altre parole nel 2008 a tutte le scuole arriveranno 54milioni di euro in meno”.
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categoria:scuola, economia, insegnanti, attualità, studenti, affari e politica
domenica, 28 gennaio 2007

Hanno destato scalpore le parole di Moggi in un intervento  alla trasmissione televisiva “Il bivio” condotta da Enrico Ruggeri. Dopo lo scandalo calcistico denominato “moggiopoli” proprio perché era lui l’”imbroglione” a capo della cupola che per dieci anni ha fatto il bello e il cattivo tempo nel calcio italiano, ha pensato al suicidio. “Dopo lo scandalo volevo togliermi la vita. La fede mi ha fatto tornare indietro” Parole ad effetto destinate a completare il “lavaggio mediatico” della sua immagine ad opera di certa stampa e di certi “compari” per poi restituirlo all’Italia pallonara lindo e pulito come il culetto di un bambino subito dopo il bagnetto. Per chi ha la memoria corta, e in particolare mi rivolgo a chi si lascia abbindolare da certi abili imbonitori televisivi, ricordo che Lucky Luciano è stato beccato con le mani nel sacco dalla magistratura ordinaria e le accuse sono state in seguito confermate dalla giustizia sportiva. Dunque Moggi potrebbe risparmiarci le sue lacrime di coccodrillo, doveva pensarci prima di falsare i campionati di calcio italiano. Se lui pensava al suicidio mi chiedo cosa pensavano i dirigenti e i presidenti delle squadre che oltre ad essere truffate erano beffeggiati proprio da lui in pubblica piazza?

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categoria:vita, calcio, attualità
sabato, 27 gennaio 2007

E adesso nella scuola di San Benedetto del Tronto interviene il Tribunale dei Minori, il PM Ugo Pastoreha aperto un’indagine sui fatti accaduti durante l’assemblea di classe all’ITC “A.Capriotti”. Il magistrato ha sentito gli studenti della classe in cui è avvenuto il fatto, due insegnanti e la preside.

Dalle prime indagini, come riporta il quotidiano San Benedetto Oggi, sembrano confermati tutti gli elementi dello "scandalo": sesso in aula, sulla cattedra, e soprattutto filmato dai videofonini dei compagni di classe, e da qui inviato tramite mms e bluetooth ad altri videofonini ed infine caricato sulla rete. Elementi che, come detto, generano "scandalo", ma attenzione: persino nel Vangelo si afferma che spesso  «è opportuno che gli scandali avvengano», affinché si abbia la coscienza di quel che avviene, affinché chi ha sbagliato abbia modo di riflettere, e lo stesso accada per tutti gli attori, in qualche modo, coinvolti in queste vicende. Purtroppo, se le parole degli studenti della "Ragioneria" sembrano improntate ad una sincera maturità e consapevolezza degli errori commessi da ragazzi della loro età, lo stesso non si può dire per molti adulti in qualche modo coinvolti.

Silenzio totale da parte del corpo docente, smentite inutili della dirigente Marcella Angelici, e addirittura, ancora quest'oggi, incredibili tentativi di coprire la vicenda e di scaricare le colpe sulla stampa da parte del personale dell'Istituto («Ragazzi, queste cose non si fanno, e non si scrivono», è stato addirittura detto). Questo per sottolineare che mentre i giovani, per primi i principali responsabili, devono avere la forza e la coscienza per capire l'errore e maturare (e lo stanno facendo), da parte dei "grandi" si è assistito ad un triste spettacolo, volto a salvaguardare l'immagine propria e del proprio luogo di lavoro, anche a discapito di affrontare frontalmente gli eventi. Ma di questo ci occuperemo in seguito.

Purtroppo spesso accade proprio quanto riportato dal quotidiano, gli adulti, in questo caso il corpo docenti, cercano di “insabbiare” per il buon nome della scuola, siamo certi che si fa il bene dei ragazzi? Quanti altri casi simili si verificano nelle scuole e nessuno ne parla?

sabato, 27 gennaio 2007
Il Giorno della Memoria è una ricorrenza istituita con la Legge 20 luglio 2000 n. 211, dal Parlamento Italiano che ha in tal modo aderito alla proposta internazionale di dichiarare il 27 gennaio come una giornata per commemorare le vittime del nazismo e dell'Olocausto.
Serve a ricordare anche tutti coloro che, a rischio della propria, hanno salvato altre vite.
Breve introduzione scritta tratta da Wikipedia

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categoria:cultura, scuola, video, diritti umani, sociale, violenza, attualità, società
venerdì, 26 gennaio 2007

Oggi per il mio blog è uno di quei giorni straordinari da segnare sul

calendario. Stamattina alle 9:00 il contatore di shiny era già bloccato al massimo delle visite vale a dire 1000 contatti. Da allora sono giunti altri 4500 click per un totale di circa 5.500 e passa contanti solo fino alle 18:30 di oggi, (adesso in totale conta 38.900), vediamo a mezzanotte fin dove arriverà. Il merito (credo) sia dell’articolo che parla della “bravata” degli studenti di San Benedetto del Tronto e dello stesso Libero.it che ancora una volta ha selezionato e inserito in home un mio articolo. Che dire intanto grazie a tutti coloro che sono passati da me oggi, e poi perché nasconderlo, per un blogger raggiungere in una sola giornata 5000 contatti è un grandissimo successo. E’ confermato anche dalla scalata di posizioni fatta all’interno dell’aggregatore blogtopsites; oggi infatti A Ruota Libera può vantare la quattordicesima posizione: un grandissimo successo. Grazie a tutti.

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categoria:internet, attualità, blogger
giovedì, 25 gennaio 2007

In questi giorni nei vari telegiornali abbiamo assistito alla visione di immagini di bullismo e di distruzione delle aule scolastiche ad opera di studenti delle scuole superiori. La stampa nazionale a questi episodi sta dando ampio risalto al punto che gli stessi giornalisti delle varie testate nazionali e non quotidianamente scannerizzano la rete in cerca di qualche video che ha come oggetto episodi di bullismo di varia natura. La notizia di oggi riportata dal quotidiano online San Benedetto del Tronto ha sempre come protagonisti gli studenti, ma stavolta il loro atteggiamento si spinge oltre, sfocia nel vouyerismo e nella pornografia cruda: Una normale assemblea di classe all’Istituto Tecnico Commerciale “A.Capriotti” di Via Sgattoni 41 a Ragnola purtroppo si è trasformata in qualcosa di ben diverso, a causa del desolante vuoto di educazione morale e culturale di alcuni studenti. Durante l’assemblea due studenti: un ragazzo e una ragazza si sono posti sulla cattedra a fare sesso orale, al cospetto di un nutrito gruppo di “divertiti” compagni che si è posto tutt’intorno a riprendere la scena con gli obiettivi dei telefonini. Mentre un gruppetto di “dissenzienti” – indotti a tollerare la situazione – si era radunato in un angolo dell’aula per non assistere né partecipare all’osceno e vergognoso fatto che loro malgrado si stava consumando. Come accade in questi casi il filmato è passato tramite mms da videofonino in videofonino fino a diventare di dominio pubblico. A quanto pare non sarebbe l’unico episodio verificatosi in quella scuola. Potrei concludere il post con una lunga e noiosa riflessione, ve la evito, però sarebbe il caso che oggi tutti noi ci domandassimo cosa sta accadendo ai nostri adolescenti. I modelli culturali imposti dalla televisione e  non ultimo da internet sono corretti o bisogna in qualche maniera intervenire modificandoli?

mercoledì, 24 gennaio 2007

Quando si incontrano interlocutori intelligenti e ironici, anche se su un determinato argomento si hanno punti di vista diversi, è sempre piacevole confrontarsi.  Ne nascono discussioni interessanti sia per chi le intavola, sia (spero) per chi le legge. Sul forum di The Blog TV in questi giorni si discute della provocazione di un artista bolognese che ha inserito nel suo presepio(non so se ha ancora senso definirlo così) la statua di Moana Pozzi nuda a simboleggiare la “carne”, da questo ne è nata una bella e affascinante discussione arricchita da citazioni di filosofi a sostegno delle nostre posizioni, veramente manca ancora una mia risposta, la darò quando sarò libero dai tanti impegni di questi giorni. Vista la discussione, la Redazione di The blog TV ci ha invitato a realizzare un video che affrontasse queste tematiche, lo abbiamo fatto entrambi, il mio lo trovate in questo [link] e per correttezza pubblico anche quello di Nicolò, che vi confesso, per la sua ironia, mi ha fatto morire dalle risate.  

postato da: LiborioButera alle ore 21:54 | Permalink | commenti (4)
categoria:cultura, chiesa, video, filosofeggiando, attualità, societÃ