sabato, 29 aprile 2006

Quale misterioso messaggio hanno voluto mandare a Prodi quei senatori che hanno sbagliato dolosamente, e per di più in modo reiterato,  l'esercizio del voto per il Presidente dell'aula di Palazzo Madama?  A noi comuni mortali non è dato sapere, ma presto lo si potrà desumere qualora  si dovesse  spostare l'asse dei privilegi a favore di questo o di quell'altro piccolo gruppo. La notte dei lunghi coltelli è appena trascorsa e, come si sa, questa porta consiglio. Sarebbe però interessante leggere i tabulati telefonici delle segreterie di partito e dei leader, per capire su quali uomini e gruppi hanno concentrato il loro pressing, ma soprattutto se sono riusciti a raggiungere un accordo. Infatti, la  la risicata maggioranza questa volta ha votato compatta a favore di Franco Marini, eleggendolo finalmente Presidente dei senatori. Nessun italiano avrebbe immaginato che i "pizzini", quelli scoperti  nelle recenti operazioni  giudiziarie, potessero materializzarsi d'un tratto all'interno di uno dei due rami del Parlamento. L'accostamento non è affatto azzardato: entrambi i bigliettini contengono messaggi da codificare. Confermando, inoltre, che la "vita" del nuovo governo è destinata a passare dalle mani di pochissime persone che potranno, secondo la convenienza, garantire o togliere la maggioranza in Senato. Un governo che ahimè nasce già ostaggio. Pure la gestazione difficile del nuovo Presidente del Senato ha contribuito a coniare alcuni  termini destinati ad entrare nel lessico parlamentare, quali  "franceschi tiratori" (attribuito al Sen. Andreotti). E poi sarà difficile dimenticare la scelta arbitraria di Oscar Luigi Scalfaro, che ha avuto la sfacciataggine di nascondere ai senatori un voto assegnato a Francesco Marini, dimostrando di essere disgustosamente fazioso nel  ricoprire un ruolo istituzionale di garanzia.

 

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categoria:politica, elezioni, denuncia
sabato, 29 aprile 2006

Non abbiamo ancora dimenticato la pubblicità delle patatine (di cattivissimo gusto) interpretata dal pornodivo Rocco Sifredi che subito ce ne stanno preparando un’altra: questa volta interpretata dalla bellissima Eva Henger. Se le patatine rievocano maliziosamente la “patatina” femminile, cosa potrebbe ricordare la virilità maschile? Ovvio, il “cannolo siciliano”. Infatti, l’ex pornodiva in questi giorni sarà a Piana degli Albanesi, località del palermitano, per fare da testimonial al famosissimo Cannolo, dolce di ricotta siciliano, che in Sicilia e per i siciliani è un vero e proprio prodotto di culto. Per vedere come viene preparato collegatevi a questo filmato di una nota pasticceria siciliana [link]. Nonostante le disavventure giudiziarie che hanno visto coinvolta Eva Henger, il sindaco della cittadina Caramanno,  sostiene che la pornodiva è il personaggio migliore per far conoscere il famoso e “virile” prodotto della buonissima pasticceria siciliana. Sarà mica che più i personaggi sono discussi e più si attirano l’attenzione del pubblico? Credo che il cannolo siciliano non ha assolutamente bisogno di nessun testimonial, basta assaggiarlo per apprezzarne tutta la bontà…

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categoria:cultura, etica, sicilia, alimentazione
venerdì, 28 aprile 2006

Anch’io, come moltissimi altri ragazzi, all’età di 14 anni ho ricevuto come regalo dai miei genitori la mitica Vespa. Oggi si è festeggiato il suo sessantesimo compleanno. Nacque nel dopoguerra: Enrico Piaggio, assieme al fratello Armando, la “tirarono” fuori dalle macerie della bombardatissima industria Piaggio. Da allora è diventata un “pezzo” importante della nostra Repubblica. Ha accompagnato milioni d’italiani al lavoro e a passeggio, facendo moda e tendenza. L’abbiamo vista protagonista in molti film al cinema degli anni sessanta, ma anche più recenti come in «Caro Diario» di Moretti, fu osannata e strausata dallo stesso regista. Adriano Celentano la usava, in versione sidecar, in «Urlatori alla sbarra» già nel 1960. Il vespino 50 operaio di «Mimì metallurgico» era giallo shocking, e tempestato di santini. Walter Chiari, l'immigrato che ha fatto fortuna in America di «Moglie e Buoi» (1956), tornato al paesello parcheggia la Cadillac e inforca una Vespa per «sentirsi più italiano».  Un vero pezzo di storia che racconta l’Italia della crescita economica e della voglia di vivere e godersi la vita, ma non solo: in pochi ricordano che ha corso nell’80 la Dakar e nel 59 il Rally di Montecarlo. Anche la musica e le canzoni non  sono rimaste indifferenti al suo fascino. Vasco Rossi la ricorda in un ritornello: «Chi Vespa mangia le mele, chi non Vespa, no», l’ hanno cantata anche i Lunapop, riscuotendo un enorme successo. Come non ricordare poi i figli dei fiori con lo slogan:” Pace chi Vespa” e per finire, ricordo la mia felicissima adolescenza vissuta a “cavallo” della mia Vespa e vivendo i primi amori da adolescente.

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categoria:cultura, cinema
giovedì, 27 aprile 2006

La precedente campagna elettorale sarà ricordata per i toni aspri e le parole infuocate dette dagli esponenti politici, d’entrambi gli schieramenti.  I nostri candidati sono riusciti a litigare su tutto e su tutti, persino sul candidato trans di rifondazione Comunista: Vladimir Luxuria.  E’ stato attaccato proprio sulla sua “diversità”. Oggi a proposito degli uomini che decidono di diventare, dopo un intervento chirurgico, donne la Corte di Giustizia Europea ha emanato una sentenza che probabilmente è destinata a far discutere: Il cambio del sesso conta anche ai fini della pensione. La Corte europea era stata chiamata ad esprimersi dopo che la domanda di pensione di una transessuale inglese, Sarah Margaret Richards, di 60 anni era stata respinta a causa del suo sesso d’origine;  pertanto poteva andare in pensione a 65 anni al pari degli uomini. Ecco dunque la decisione di ricorrere presso la Corte di giustizia, la quale ha decretato con chiarezza e per tutti i Paesi membri che si rifiuteranno di equiparare i trans alle donne: "Un siffatto rifiuto costituisce una discriminazione che viola una direttiva comunitaria sulla parità di trattamento in materia di sicurezza sociale". In molti si sono detti perplessi di tale sentenza. Del resto la struttura fisica rimane in ogni modo quella d’origine:  vale a dire come quella di un uomo.

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categoria:etica, donne, diritti umani, moralità
mercoledì, 26 aprile 2006

Il quotidiano La Stampa, dopo la vittoria dell’Unione, attraverso un articolo ha voluto evidenziare l’affollamento dei salotti “buoni” della Capitale, quelli per intenderci snobbati (a parole) da Prodi. La storia insegna che le linee e le strategie  politiche, non vengono tracciate nei luoghi istituzionali,  ma si preferisce discuterne davanti ad un gustoso piatto accompagnato da un buon vino. Sarà per questo motivo che in questi giorni a Roma si assiste alla riapertura di tutti i salotti radical-chic che in questi 5 anni erano rimasti a guardare con distacco e talvolta snobbando i politici più pragmatici e austeri del centro-destra. Nella Capitale – fa notare il quotidiano torinese- c’è un forte movimento di cene sui terrazzini che guardano il Cupolone prima della transumanza estiva di massa a Caparbio (località turistica Toscana) e dintorni maremmani. Le regine dei ricevimenti romani, secondo La Stampa di Torino, sono Maria Angiolillo con villino a Trinità dei Monti a cui fa concorrenza Marisa Garito, moglie di Claudio Pancheri, amministratore delegato del Consorzio Risorse per Roma, la cui casa di Piazza Santi Apostoli con le pareti e i divani di broccato oro è frequentata anche da Lilli Gruber e Giovanna Meandri. Ai blocchi di partenza del catering di sinistra c'è Sonia Raule, moglie di Franco Tatò, con villa sulla salita del Gianicolo: per lei gli ospiti “perfetti” per una cena sono Giuliano e Diana Amato, Ferruccio de Bortoli, Miuccia Prada, il banchiere Alessandro Profumo e anche Gianni Letta, il trasversale più gettonato. Guia Suspisio prima ospitava gente di destra, compreso Bossi, adesso riceve Bertinotti con la simpatica moglie Lella, Pecoraro Scanio, Piero Fassino, Chicco Testa, uno dei vipponi dell' Ultima spiaggia. Non sono soltanto signore ad aprire il proprio salotto, c'è anche l'imprenditore single Giovanni Malagò, amico di Diego Della Valle, Veltroni, Rutelli e via dicendo. Il suo palazzetto ai Parioli è già stato lustrato per i prossimi party.  In questo bailamme a farne le spese è stato lo stornellatore preferito da Berlusconi: Salvatore Apicella. A sostituirlo è arrivato l’amico strettissimo di Prodi, Silvio Siriana, bravo con la chitarra che non ha esitato a “spodestare” il cantante napoletano, chissà se in futuro lo vedremo duettare con il Professore.

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categoria:etica, politica, elezioni, informazione
martedì, 25 aprile 2006
Per fortuna nel panorama dell’informazione esiste ancora qualche trasmissione che non si limita ad informare attaccando solo la controparte politica, questa risponde al nome di: Report. Nella puntata andata in onda domenica scorsa, ha acceso i riflettori sui privilegi dei quotidiani nazionali. E’ stata fatta luce sui finanziamenti statali che le testate giornalistiche ogni anno ricevono. Per farcene un’idea ecco un piccolo stralcio della trasmissione: “Sommando le voci tra periodici e quotidiani nel 2004 La Repubblica-Espresso riceve 12 milioni di euro, RCS e Corriere della Sera 25 milioni di euro. Il sole 24 Ore della Confindustria, 18 milioni di euro. La Mondatori 30 milioni di euro. Sono contributi indiretti, ad esempio, Il Sole 24 Ore è il quotidiano che ha più abbonati in assoluto, ogni volta che il giornale viene spedito invece di 26 centesimi ne spende 11. La differenza ce la mette lo stato. Nel 2004 ci ha messo 11 milioni e 569 mila euro”. Ma quando è iniziato tutto ciò? Tutto comincia con la legge del 1981 che da un aiuto ai giornali di partito perché non in grado di sostenersi da soli. Se tutto fosse finito lì oggi lo Stato sborserebbe 28 milioni di euro  all’anno. Invece nell’87 la legge cambia e basta che due deputati dicano il tal giornale è organo di un movimento politico, che può attingere al grande portafoglio, poi nel 2001 la legge cambia di nuovo:bisogna diventare cooperativa. E così siamo arrivati a spendere 667 milioni euro all’anno. Siccome i conti non tornano mai è bene sapere a chi vanno tutti questi soldi e perché. Alcune mie riflessioni le trovate in questo [link] per leggere l’intero copione cliccate in quest’altro [link].
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categoria:politica, informazione, denuncia, pudore
giovedì, 20 aprile 2006

Desiderate avere un ospite famoso alla vostra festa privata? Non c’è problema basta mettere le mani al portafogli e pagare. Eva Tremila oggi in edicola, fa i conti in tasca ai nostri Vip e svela i loro cachet. Nel “borsino” degli artisti il più caro e Fiorello, con la band al seguito costa intorno ai 150-160mila euro. Non è molto più economica Simona Ventura, da quando è passata in Rai i suoi compensi si sono decuplicati dicono in Mediaset: 120mila euro. Ci si può accontentare di Michelle Hunziker che attualmente è in fase di riflessione e prende «solo» 40-50mila euro, prezzo identico a quello di Sabina Ferilli. Con poco di meno: 35-40mila euro, si porta a casa Fabio Fazio o Luciana Litizzetto. Il salto più alto lo ha fatto per il Mago Forrest. Le sue quotazioni sono passate dai 1500 Euro di quando collaborava con Arbore per «Indietro tutta» ai 30.000 di oggi. Piccolo rialzo per Carlo Conti che ora «vale» 20mila Euro, come Barbara D'Urso. Economico Pupo, «nonostante» la popolarità di «Affari tuoi», lo abbia fatto passare dai 6 ai 15mila euro in pochi mesi. Al di sotto dei 10.000 euro ci sono gli 8000 euro di Stefano Bettarini e Costantino Vitagliano le cui quotazioni sono in ribasso, non va meglio al suo amico Daniele Interrante a cui non ha giovato la sosta sull'Isola dei Famosi e si accontenta oggi di 2000 Euro, come quando aveva iniziato. È andata meglio invece a Elisabetta Gregoraci che dopo il fidanzamento con il direttore della Renault Flavio Briatore ha visto passare il suo cachet dai 2000 agli 8000 euro. Più di Eleonora Pedron ferma a quota 7000. Stessa cifra di una rinata Lory del Santo. Elisabetta Canalis invece costa 9000 euro, quando era velina ne prendeva solo 5000.

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categoria:televisione, informazione
mercoledì, 19 aprile 2006

Quanti di noi hanno avuto difficoltà ad aprire la nostra casella di posta perché abbiamo dimenticato la password? E quanti hanno dovuto rifare una nuova registrazione in un forum o in un portale sempre per lo stesso motivo? Sicuramente molti. Ma a breve potremmo risolvere definitivamente questo problema. Infatti, l'Istituto di informatica e telematica (Iit) del Cnr di Pisa ha realizzato un prototipo che consente, finalmente, di evitare l'uso dei vari codici alfanumerici; basterà registrare la propria impronta, la quale sarà poi “digitalizzata” e registrata su una card simile a quella del bancomat. Attraverso questo nuovo sistema, dovremmo essere più sicuri e nello stesso tempo dire basta a quell’infinità di codici che il più delle volte causano vere e proprie barriere digitali solo al titolare del servizio. Con questa nuova invenzione, il titolare avrà due chiavi, una segreta, custodita su una smart card e protetta da un codice di accesso (pin) e un'altra pubblica garantita dall'Ente Certificatore usata per la verifica. L'Iit del Cnr ha progettato un sistema che consente di verificare l'identità del titolare attraverso l’impronta del suo polpastrello confrontandola con quella “memorizzata” nella smart card, la cui manomissione è impossibile. Le informazioni infatti non lasciano mai il supporto e, non attraversando alcun canale di comunicazione, non sono soggette a intercettazioni da parte di “pirati”. “Questa tecnologia - afferma Anna Vaccarelli, responsabile del settore sicurezza informatica dell'Iit-Cnr di Pisa - prende il nome di Match-on-Card (Moc) e dà maggiore sicurezza e praticità”.

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categoria:tecnologia, informatica, internet
martedì, 18 aprile 2006

Il più grande industriale che ha mai avuto il nostro Paese risponde al nome di Adriano Olivetti: Imprenditore illuminato e umano, attento ai bisogni dei suoi operai e delle loro famiglie. Fece crescere economicamente Ivrea, migliorò l’economia eporediese e dotò il territorio di nuovi edifici industriali, uffici, case per dipendenti, mense, asili, dando origine ad un articolato sistema di servizi sociali. In particolare, nel 1937 dà l'avvio alla costruzione di un quartiere residenziale per i dipendenti, insomma, un industriale che seppe affiancare alla crescita del suo gruppo il benessere dei suoi dipendenti e della città che lo ospitava. Chissà se oggi fosse vivo cosa penserebbe della crisi del più grande gruppo costruttore di automobili: la General Motors. Anche in questo caso i dirigenti hanno sempre avuto un occhio di riguardo verso i bisogni del loro personale, e fino a qualche tempo fa essi  venivano abbondantemente ripagati. I numeri della casa americana sono da capogiro, impiega oltre 340 mila dipendenti, nel 2001 ha venduto nel mondo più di 8,5 milioni di veicoli e nel 2002 si è accaparrata il 15 percento del mercato mondiale. Oggi il Gruppo sta attraversando un periodo poco felice al punto da avviare un’importante ristrutturazione aziendale, che passa da una profonda razionalizzazione delle spese. Tra le più consistenti ci sono quelle sanitarie, e fin qui nulla di strano, ma analizzandole nel dettaglio emerge un dato significativo: 17 milioni di dollari all’anno sono spesi per acquistare farmaci per la virilità come il Viagra e il Cialis.  Cifre da capogiro. Insomma la GM, pur di favorire ed incrementare la produttività, non si è limitata solo alla costruzione di asili, scuole e abitazioni per i dipendenti, è andata oltre, ha puntato anche sul piacere fisico. Peccato però che i dipendenti invece di far funzionare la catena di montaggio, preferivano montare altro…

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categoria:economia, sociale, viagra, salute sanità
sabato, 15 aprile 2006
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