Quale misterioso messaggio hanno voluto mandare a Prodi quei senatori che hanno sbagliato dolosamente, e per di
più in modo reiterato, l'esercizio del voto per il Presidente dell'aula di Palazzo Madama? A noi comuni mortali non è dato sapere, ma presto lo si potrà desumere qualora si dovesse spostare l'asse dei privilegi a favore di questo o di quell'altro piccolo gruppo. La notte dei lunghi coltelli è appena trascorsa e, come si sa, questa porta consiglio. Sarebbe però interessante leggere i tabulati telefonici delle segreterie di partito e dei leader, per capire su quali uomini e gruppi hanno concentrato il loro pressing, ma soprattutto se sono riusciti a raggiungere un accordo. Infatti, la la risicata maggioranza questa volta ha votato compatta a favore di Franco Marini, eleggendolo finalmente Presidente dei senatori. Nessun italiano avrebbe immaginato che i "pizzini", quelli scoperti nelle recenti operazioni giudiziarie, potessero materializzarsi d'un tratto all'interno di uno dei due rami del Parlamento. L'accostamento non è affatto azzardato: entrambi i bigliettini contengono messaggi da codificare. Confermando, inoltre, che la "vita" del nuovo governo è destinata a passare dalle mani di pochissime persone che potranno, secondo la convenienza, garantire o togliere la maggioranza in Senato. Un governo che ahimè nasce già ostaggio. Pure la gestazione difficile del nuovo Presidente del Senato ha contribuito a coniare alcuni termini destinati ad entrare nel lessico parlamentare, quali "franceschi tiratori" (attribuito al Sen. Andreotti). E poi sarà difficile dimenticare la scelta arbitrari


























è diventata un “pezzo” importante della nostra Repubblica. Ha accompagnato milioni d’italiani al lavoro e a passeggio, facendo moda e tendenza. L’abbiamo vista protagonista in molti film al cinema degli anni sessanta, ma anche più recenti come in 




