giovedì, 30 marzo 2006

La Cina  si scandalizza per le parole pronunciate da Berlusconi alla convetion politica di Napoli. L’Italia e gli italiani, invece, si scandalizzano per le notizie che arrivano dalla Repubblica rossa. Nonostante il barbaro passato, e la pseudo “democratizzazione”, il PCC (Partito Comunista Cinese) continua a perseguitare e a sterminare le minoranze etniche e culturali.  Le ultime denunce delle associazioni umanitarie parlano di veri e propri campi di concentramento in puro stile “Auschwitz”. Questa volta oltre ai Tibetani, a subire la persecuzione sono i praticanti del “Falun Gong”, metodo di auto-coltivazione tradizionale per migliorare lo spirito e il corpo. A denunciarlo è il “Centro d’Informazione Europeo del Falun Gong”, che racconta di campi di concentramento  a Su Jan Tun a Shenyang (Liaoning), attrezzato dal Partito Comunista Cinese per raccogliere i deportati per poi espiantargli gli organi  e a venderli ai ricchi a chi ne fa richiesta. L’operazione viene compiuta quando i praticanti sono ancora in vita e i corpi vengono poi cremati per nascondere definitivamente le prove. Oggi, denuncia il Centro d’informazione, dai 6000 deportati ne sono rimasti in vita  solo 2000, gli altri sono stati tutti cremati. Ma si parla di una nuova ondata di persecuzioni in arrivo. Lo scorso giugno, le autorità del PCC, dopo una riunione, hanno decretato, entro le Olimpiadi del 2008, di annientare definitivamente il Falun Gong. Lo scorso gennaio inoltre è stata annunciata un’altra campagna atta al “sabotaggio delle attività svolte dalle organizzazioni di culto”, lo ha riportato un rapporto della Reuters. Purtroppo nel mondo nessuno muove un solo dito per impedire questi barbari massacri, ormai la Cina è vista solo come una risorsa e, ahimè, si chiudono entrambi gli occhi davanti a queste notizie. Per fortuna e nonostante la censura rossa, in qualche maniera riescono a filtrare. Stupisce che il governo cinese si sia indignato per le parole di Berlusconi, certo gravi, ma non quanto gli atti barbari promossi dai suoi membri. Per fortuna le associazioni dei diritti umani si stanno muovendo e attraverso un fitto volantinaggio nelle più importanti città occidentali, stanno facendo un’importante campagna di sensibilizzazione verso l’opinione pubblica. Colgo l’occasione per invitarvi a fermarvi, se qualche simpatica signora vi si avvicina per strada per offrirvi dei volantini. Non rifiutateli, leggeteli e parlatene, forse riusciamo a fermare un altro olocausto che si sta consumando nel 2006 e sotto gli occhi chiusi dei governi, ma cosa più grave anche sotto gli occhi del cosiddetto "popolo della pace", che sembra interessato a scendere in piazza solo quando si tratta di fatti politici nostrani!

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categoria:diritti umani, censura, democrazia
lunedì, 27 marzo 2006
Il trash sta caratterizzando la nostra epoca. I programmi televisivi seguono imperterriti questo, discutibile, filone “artistico”. Si passa con disinvoltura dal Grande Fratello, all’Isola dei famosi, passando da Teo Mammuccari con il suo ultimo gioiello di TV-spazzatura intitolato “Distraction”. Se la televisione crea questi modelli culturali definiti trash-cult, la politica può rimanerne fuori? Certo che no! Ad inaugurare il filone trash-politik è stata Rifondazione Comunista. In questi giorni di campagna elettorale oltre alla battaglia politica per conquistare le poltrone di Palazzo Chigi, il partito di Bertinotti è impegnato contro il proibizionismo verso l’uso di sostanze stupefacenti, introdotto con la legge Fini. Per veicolare le loro idee, hanno pensato bene di usare i mezzi più conosciuti dai fumatori di canne: cartine e filtrini. Insomma, invece, dei soliti e noiosi manifesti o santini, i comunisti, per attecchire sui ragazzi hanno scelto di distribuire gratis gli “strumenti” necessari per rullarsi uno spinello. Ma, invece della più nota marca Rizzla, hanno posto il logo della falce e martello, che notoriamente con la libertà ha ben poco da spartire. Per fare più presa mancava solo la materia prima ed il gioco era fatto: la droga! Una forza che si propone come parte di un esecutivo, si può permettere di sfruttare questi escamotage per raccogliere consensi degli antiproibizionisti? Certamente! Se la televisione utilizza i Reality per fare audience, Rc utilizza la droga per raccogliere voti, tutto rientra nella becera logica di mercato: acquisire clienti! Personalmente lo trovo poco serio e non sono affatto d’accordo con chi sostiene che le droghe si dividono in leggere e pesanti, le droghe sono droghe, punto! Lo sostengono: la scienza e la stessa Commissione stupefacenti delle Nazioni Unite. Ricordo con dolore, l’esistenza di ragazzi che si sono rovinati la vita proprio a causo dell’uso delle droghe. Assieme a loro le stesse famiglie, che hanno subito violenze fisiche quando si sono rifiutate di finanziare questo “innocente” vizio. Aggiungo che è ora di finirla con la balla colossale che la droga è utilizzata anche in medicina e pertanto è salutare, perché, ricordo, in quel caso è somministrata nelle dosi e nelle modalità opportune, ma soprattutto sotto stretto controllo medico. L’affermazione che legalizzandola viene sottratta dal controllo delle narco-mafie è semplicemente RIDICOLA e suona come una beffa. Non è sicuramente questa la soluzione. Le narco-mafie devono essere combattute senza se e senza ma e sicuramente se si legalizzerà la marijuana ci sono molte altre droghe che continueranno ad essere gestite dalle mafie; o le vogliamo legalizzare e sostituirci come Stato agli spacciatori? Le famiglie e i drogati, hanno bisogno d’altro, di interventi seri, come ad esempio centri attrezzati per la disintossicazione e un controllo capillare del territorio per impedirne il commercio. Termino ricordando che a volte il proibizionismo non è così dannoso, la legge antifumo, ad esempio, ha incoraggiato molti fumatori a smettere, io sono un esempio vivente.
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categoria:idee, libertà, legalità
lunedì, 27 marzo 2006

Il governo canadese, anche quest’anno,  ha autorizzato la vergognosa mattanza alle foche bianche. In soli due giorni saranno abbattute  325.000 esemplari, e per la morbidezza delle loro pelli, in gran parte saranno cuccioli compresi tra le 2 e le 12 settimane di vita. Da sempre le associazioni animaliste hanno cercato di fermare questa barbara pratica, ma con scarsi risultati. In questi giorni si è mossa la stessa Brigitte Bardot. L'attrice francese “'sex symbol” degli anni '60 e '70, si è recata ad Ottawa per chiedere al primo ministro canadese, Stephen Harper, di interrompere il massacro dei piccoli di foche. Ma sappiamo già che le sue richieste non saranno accolte. La LAV (lega antivivisezione), da tempo è impegnata in una campagna internazionale di sensibilizzazione, più volte sono state organizzate manifestazioni di protesta davanti all’Ambasciata Canadese in Italia, ma nulla sembra fermare questa orrendo massacro! Anch’io voglio esprimere, attraverso questo post, tutta la mia indignazione verso un governo miope e sordo, che con assoluta non-chalance ogni anno autorizza il massacro di tanti poveri cuccioli indifesi.

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categoria:violenza, scandalo, denuncia
domenica, 26 marzo 2006

Una democrazia  compiuta si ha quando tutti i cittadini hanno la possibilità di scegliersi, attraverso il voto, chi li governerà. In Italia, purtroppo non tutti hanno  questa imporortante "privilegio". E dire che il nostro Paese è sempre stato sensibile verso quelle popolazioni che a causa di uno stato di dittatura, non permettono alle loro popolazioni di esercitare questo prezioso diritto. Franco Ziliani, faceva notare nel suo blog, che il 9 aprile, data delle elezioni, a Verona si tiene un’importante manifestazione: Vinitaly. Se si confermano le visite degli anni scorsi, si parla di miglia persone, tra visitatori ed espositori, che vi parteciperanno ma che non potranno recarsi alle urne per votare. Il bravissimo autore di vinoalvino, ha lanciato un appello affinché si mettessero a disposizione tutte le tecnologie utili per garantirgli il diritto di voto. Oltre agli appassionati e produttori di vino,  nel nostro Paese, purtroppo, ci sono molti altri cittadini ai quali è negato il diritto di voto, e non mi riferisco ai soggetti interdetti per aver commesso reati, ma a chi a causa del lavoro, è costretto a vivere lontano dal paese di residenza. Spesso nonostante il parziale rimborso offerto dalle FS, non riescono a rientrare per recarsi alle urne, peccato che mai nessuno abbia sottolineato questa grave privazione di “libertà”.  Certamente occorrerà  porvi quanto prima rimedio. E’ vergognoso che nel 2006, con tutte le tecnologie che abbiamo a disposizione, non riusciamo ad abbattere queste “barriere antidemocratiche”. A tal proposito mi associo all’appello lanciato Ziliani, ma lo integro rilevando che una parte delle persone che si asterranno della tornata elettorale, non lo faranno per protesta, ma semplicemente perché gli viene negato il diritto di votare. Invito i nostri governanti, a trovare una soluzione a questo annoso problema e prima di esportare la democrazia negli altri Stati, iniziassero a garantirla a tutti i cittadini italiani.

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categoria:elezioni, diritti umani, disservizio, denuncia
sabato, 25 marzo 2006

L’ultima moda, che vede protagonisti i VIP, è quella di riprendersi mentre fanno sesso con i loro partner. A lanciarla per prima, è stata la famosa bagnina di baywatch , Pamela Anderson. Dopo essersi lasciata con il suo fidanzato, Tommy Lee, musicista. Magicamente il loro videotape di sesso, ha iniziato a girare su internet. La sexy bagnina, ha sempre sostenuto la tesi che gli è stato sottratto a sua insaputa da casa. Io nutro qualche dubbio, anzi sospetto che è stata una vera e propria operazione di marketing, infatti, da allora, la sua notorietà è notevolmente cresciuta. Ad imitarne le gesta, questa volta con due video, è stata la miliardaria ereditiera Paris Hilton, nipote del fondatore dell’omonima lussuosa catena alberghiera. Paris, nel primo video amatoriale, mostrava le sue “doti amatorie” con l’ex fidanzato, un palestrato, che poi, ha pensato bene di rivendere il filmato ad una major americana specializzata in “porno amatoriale”. Al primo ne è seguito un secondo, questa volta la bella ereditiera, mostra le proprie prodezze, degne di una vera pornostar in compagnia di una splendida modella. Queste performance, hanno fatto di Paris il personaggio più noto del pianeta, le sue quotazioni nel jet set holliwoodiano hanno registrato un’importante impennata, al punto che è diventata l’ospite d’onore di tutte le feste mondane. Ma Paris, vanta un altro importante primato: le sue gesta sono tra le più ricercate e scaricate della rete. L’Italia poteva rimanere a guardare? Naturalmente no. Diego Conte, giovane bolognese salito alla ribalta prima per la sua partecipazione alla trasmissione "Uomini e Donne", poi per aver preso parte al reality-show "La Talpa". A sua insaputa (?) si è trovato al centro di un set porno, con l’attrice Brigitta Bulgari, il filmato li riprende in un’accesa scena di sesso. Anche in questo caso, il video all’inizio girava su internet e in un secondo momento è diventato un DVD in vendita attraverso le riviste specializzate. In questa moda stava rischiando di rientrarci Colin Farrell, divo di Alexander e presto nei cinema con Miami Vice : l'ex playmate di Playboy Nicole Narain sta cercando di vendere un filmato che la ritrae con l'attore. Per fortuna gli avvocati dell’attore sono riusciti ad impedirne la commercializzazione, ma non ci stupiremmo se a breve lo troviamo in qualche programma peer to peer. La perplessità è, in ogni modo, destinata a rimanere; non si sa fino a che punto i nostri “bravi personaggi” sono inconsapevoli di quello che stanno facendo, certo è che dal momento in cui si scopre l’esistenza di un filmino porno che li vede protagonisti, immediatamente la notorietà e destinata a salire, come dire: sfruttano una sorta di reality show fai da te! Il tutta questa vicenda c’è un dato preoccupante: per spirito d’emulazione, in rete, ci sono un’infinità di filmati che ritraggono anonimi giovani mentre fanno sesso. Il più delle volte uno dei due partner ne ignora completamente l’esistenza, e rischia suo malgrado di diventare un personaggio noto. In altre situazioni prevale, invece, lo spirito esibizionista della coppia e pertanto sono entrambi consenzienti.

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categoria:spettacolo, reality show, privacy, pudore, moralità
giovedì, 23 marzo 2006
Chi possiede un computer deve fare continuamente i conti con programmini malefici che, se malauguratamente, riescono ad installarsi ne compromettono il loro normale funzionamento. Questi agenti dannosi, rispondono al nome di: virus, malware, Trojan, Spyware etc. Per difenderci, in commercio, ci sono diversi programmi chiamati antivirus, ma spesso, nonostante la loro presenza, riescono lo stesso a mettere KO i nostri sistemi operativi. A volte per liberarcene definitivamente siamo costretti a ricorrere alla dolorosa formattazione, con la conseguente perdita di tutti i dati in memoria. La minaccia virulenta è cresciuta di pari passo con la diffusione dei mezzi informatici, ormai crescono, si moltiplicano, trasformando la rete internet in un’area malsana ad alto rischio d’ “infezione”. I maligni sostengono, che ad ideare gli “agenti malefici”, siano proprio le aziende che ne commerciano la “cura”. Bisogna però tener presente che la rete è costantemente popolata dagli Hacker. Questi maghi dell’informatica, cercano di passare alla storia per riuscire nell’impresa di violare i sistemi di sicurezza aziendali o per aver creato virus in grado di diffondersi a macchia d’olio in tutto il pianeta. Oggi, altre ai PC, sono presi di mira anche i telefonini di ultima generazione. E’ stato scoperto il primo trojan in grado di installarsi sulle piattaforme java. Si chiama "Redbrowser", si presenta come un navigatore WAP, ma in realtà invia SMS a ciclo continuo a un numero russo, per la modica cifra di cinque dollari l'uno. A pochi giorni di distanza dalla scoperta di "Crossover", il primo virus in grado di diffondersi da un computer Windows a un dispositivo Windows Mobile, arriva una nuova minaccia che preoccupa tutti coloro (e sono tanti) che possiedono un telefonino che supporta J2ME. La fortuna, se così possiamo dire, è che il trojan si lascia rimuovere senza apporre resistenza, ma la cosa drammatica è che probabilmente quando ce ne siamo accorti, abbiamo già speso migliaia di dollari in sms. La raccomandazione è la solita: prima di aprire un sms o un mms, accertatevi di conoscere chi ve lo ha inviato, altrimenti sono dolori…
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categoria:internet, sicurezza, trojans
mercoledì, 22 marzo 2006

In un precedente post, avevo trattato quanto era emerso da una ricerca condotta dalla facoltà di Scienze della formazione dell'università Cattolica di Milano e dalla Walt Disney. Era emerso che negli ultimi tempi, la figura maschile sta subendo una profonda metamorfosi, al punto da trasformare il ruolo del padre a quello di “mammo”, un via di mezzo tra il papà e la mamma. Oggi mi sono imbattuto in un’altra ricerca condotta da Multiscopio. Anche questa volta l’oggetto dello studio è l’uomo italiano. E’ risultato che l’età che li rende padri si è spostata notevolmente in avanti, siamo arrivati a toccare quota 40 anni, raggiungendo il, poco invidiato, primato europeo.  Le cause come al solito sono: la precarietà lavorativa, che sostanzialmente impedisce di creare una nuova famiglia,  e la mancanza di una stabile abitazione. A questo segue un altro triste primato: solo il 25% dei casi studiati, arriva ad avere un secondo figlio. Padri maturi, ma di un solo figlio. La stessa ricerca evidenzia anche un aspetto: maggior coinvolgimento dei padri, sia nel rapporto affettivo col coniuge che nell'educazione ai figli, fino a dedicare a loro, in alcuni casi, un tempo di attenzione perfino maggiore a quello delle mamme (mammo). Va ricordato che negli ultimi 10/15 anni, nel nostro Paese è mancata una seria politica a favore della famiglia, non a caso da diverso tempo la natilità è stata vicinissima allo zero, solo grazie agli extra comunitari, riusciamo a non andare in segno negativo. La precarizzazione del lavoro, come è già stato evidenziato dalla ricerca, è la causa principale, ma i nostri politici continuano a sostenere la tesi che: “flessibile è bello”. Non si rendono conto che il tempo delle favole è morto e sepolto, oggi, più che mai, abbiamo bisogno di stabilità e certezze. Un ritorno alla sicurezza lavorativa non deve essere considerato come antiliberale, anzi. Il “flessibile è bello”, slogan amato sia a destra che a sinistra, si è trasformato in “paura e incertezza”. Mi chiedo, questi due sentimenti,  cosa hanno a che fare con la politica liberale, perché se c’è un nesso, allora i nostri “teleimbonitori” della politica, non ce la raccontano giusta!

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categoria:politica, genitori
martedì, 21 marzo 2006

Non c’è aggettivo per descrivere lo scherzo fatto da un passeggero napoletano, in volo sulla tratta Napoli – Torino. Il partenopeo, giornalista di professione, ha avuto un’alzata d’ingegno, che neanche il più stupido degli adolescenti ha mai pensato. Prima che l’aereo si alzava in volo, ha pensato bene di mandare un sms alla moglie che recitava così: “ti ho sempre amata, ho cercato di farti felice, se non mi senti entro un'ora e mezzo guarda la tv ...”. Mi piacerebbe sapere cosa gli è passato per la testa prima di digitare sulla tastiera del telefonino le lettere che hanno composto il testo del messaggio. Chissà che genere d’effetto voleva sortire, forse voleva dare dimostrazione all’Italia intera della sua “enorme” intelligenza, o forse semplicemente voleva far preoccupare la moglie. Beh c’è riuscito! La povera donna dopo aver letto il testo dell’sms, preoccupata, non ha potuto far altro che dare l’allarme. Il microcefalo, probabilmente, non ha tenuto conto che i nostri, sono tempi di  allerta a causa delle continue minacce terroristiche. Infatti, dopo aver verificato dall’Enac che un passeggero ha mandato un messaggio, è scattato l’allarme con il conseguente piano antiterrorismo. Centinaia di agenti speciali, hanno isolato l’aeroporto Caselle di Torino e predisposto l’atterraggio dell’aereo presso una pista isolata per evitare di mettere a rischio gli altri passeggeri presenti all’interno della struttura aeroportuale.  Ma fortunatamente, appena dentro la fusoliera, si sono trovati davanti l’idiota rosso dalla vergogna che in quel momento ha capito (forse) cosa è riuscito a muovere con un semplice messaggio di testo. Chissà se troverà mai il tempo per vergognarsi…  Ma come si dice, a volte, non tutto il male viene per nuocere. La moglie, se ancora non lo avesse capito, si è resa conto che l’uomo che ha sposato tutto è tranne l’aquila che si crede di essere.  Nello stesso tempo, il “genio”, ha ricevuto la nomination per il premio che ogni anno assegnano alle personalità che si distinguono per atti di eroica idiozia: il mongolino d’oro!

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categoria:terrorismo, sicurezza, napoli, terroristi, tragedie
martedì, 21 marzo 2006

La splendida Bologna non concederà nessuna Piazza al Movimento Sociale Fiamma Tricolore, componente politica di estrema destra. Lo ha deciso il Sindaco “sceriffo” Sergio Cofferati. L’episodio è sicuramente destinato a far discutere, le idee del Msi-Ft, sicuramente, vanno nella direzione opposta rispetto a quelle dell’ex cigiellino Cofferati. Ma in campagna elettorale e in democrazia, forse la concessione di un comizio non avrebbe fatto male a nessuno, anzi avrebbe garantito la pluralità. E Cofferati avrebbe dato dimostrazione di essere il sindaco di tutti. Un’occasione persa? Forse. Cofferati, in realtà, ha paura delle manifestazioni di protesta che ne sarebbero conseguite, e visti i fatti di Milano, Bologna non può rischiare di essere distrutta dai soliti no-global e antagonisti di estrema sinistra che già in passato qualche problema al sindaco lo hanno creato. Il no del Sindaco, probabilmente  va letto in questa maniera, anche se non è da trascurare l’ipotesi che il gruppo politico possa richiedere un luogo chiuso e a quel punto bisognerà concederlo:  A meno che non intervenga il Questore impedendone ogni tipo manifestazione. Si sa, gli estremi non portano mai a nulla di buono, ma il fallimento delle nostre forze politiche “moderate”, rischia sempre di più di far crescere i gruppi appartenenti all’area antagonista.   

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categoria:politica, elezioni, democrazia, cofferati
domenica, 19 marzo 2006

Oggi possiamo affermare che non ci sono più i padri di una volta! In un paio di generazioni la figura paterna ha subito profonde mutazioni con essa  la stessa società. Con l’emancipazione della donna si è passati dal predominio maschile a quello femminile. L’uomo ha vissuto questa metamorfosi con enorme apprensione che in molte occasioni si è trasformata in vera e propria sofferenza. Sociologi e psicologi sostengono che questo sbandamento e  confusione di ruoli, inevitabilmente si ripercuote  sui figli. Infatti, basta osservare gli adolescenti per rendersi conto che, sia nel vestire che nella cura del corpo, tendono a somigliare sempre di più alle loro coetanee. I padri, dunque, che prima erano dei fermi punti di riferimento, si stanno trasformando in “mammi”, pronti a sostituirsi nella madre per la crescita dei figli. Potremmo affermare, che finalmente la donna ha raggiunto la piena emancipazione, certo, potremmo, ma siamo sicuri che questo faccia bene alla società e agli stessi figli? Gli studiosi, da una ricerca condotta dalla facoltà di Scienze della formazione dell'università Cattolica di Milano e dalla Walt Disney, hanno evidenziato che i papà “moderni”, sono: attenti, apprensivi, molto presenti, sono importanti per lo sviluppo della personalità del bambino. Ma li invitano  a non confondere i ruoli. I figli –dice la prof. Cristina Castelli- potrebbero crescere senza i valori simbolici paterni quali la competenza, la responsabilità il senso del dovere e i rapporti con il resto della società. A partire dai 6-7 anni di età il padre diventa una sorta di eroe-modello. E fare delle cose col padre, per il bambino assume una determinante importanza per acquisire delle regole che non può darsi da solo. Questa importante fase non si realizza se il padre perde il proprio ruolo per assumere quello del “mammo”. Per impedirlo, forse è necessario che la donna moderna rinunci un po’ alla sua emancipazione, per dedicarsi di più al ruolo di madre e di moglie, restituendo all’uomo quello che gli compete. Per concludere, credo che mai come oggi si ha la necessità di una razionalizzazione del ruolo della donna, appare quasi inevitabile una “revisione” dei ruoli, ma per far questo è necessario che la donna faccia qualche sacrificio rinunciando un po’ alla carriera e al successo professionale.

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categoria:donne, genitori