lunedì, 30 gennaio 2006

I nostri bambini oggi sono cresciuti nel limbo dell’irresponsabilità, non li abituiamo a pensare, non li aiutiamo forse a crescere. Le famiglie, da qualche tempo, delegano ad altri il ruolo dell’educatore: alla scuola, alla televisione, ai cartoni animati, ai video games. I ragazzi arrivano ai 14 anni convinti, a torto, che l’essere “minorenne” costituisca una specie di zona franca, che fino ai 18 anni sono protetti da qualsiasi conseguenza del loro agire. Ma non è così, a 14 anni c’è già il primo passaggio dall’irresponsabilità del bambino alla responsabilità dell’adolescente. Per esempio, il ragazzo, o la ragazza, che compie atti illeciti, comincia a risponderne personalmente davanti alla società. Il furto, lo spaccio di droga, gli atti di vandalismo, anche durante le partite di calcio, ma anche il bullismo, ossia l'aggressione verbale o fisica nei confronti di coetanei, il mancato rispetto del codice della strada, fino ad atti più gravi, comportano che lo stesso minore sia chiamato in giudizio. Certo, l'eventuale violazione sarà giudicata da un Giudice specializzato, il Tribunale dei Minorenni, ma questo non significa garanzia d’impunità, anzi aiuta l’adolescente a capire il limite e il senso delle regole sociali e l’eventuale punizione deve essere vista come una sorta di possibilità alla rieducazione alle regole ma che gli ha segnato in maniera indelebile la fedina penale.  Ecco perché il quattordicenne deve essere informato dei cambiamenti che la società gli impone appena valicati i quattordici anni, cosa che spesso le famiglie e a volte, ahimè, la scuola non fa. Gli episodi che vedono coinvolti gli adolescenti sono in continua crescita. Questo deve farci riflettere e nello stesso tempo interrogarci sui nostri comportamenti da adulti e le eventuali ripercussioni che possono avere sui nostri ragazzi.


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categoria:scuola, genitori, adolescenti, bullismo
domenica, 29 gennaio 2006

Un episodio assolutamente ridicolo e di autocensura  ha visto come protagonista, certo Neri Marcorè. L’attore marchigiano, noto ai più, per aver scimmiottato per diversi anni Maurizio Gasparri, si è reso protagonista del primo episodio del programma condotto da Serena Dandini ridicolizzando Piero Fassino per l’affare Unipol. Pare che dopo essersi rivisto  non se la sia  più sentito di continuare  con quel personaggio al punto che ha deciso di riporlo nel cassetto. E dire che per una volta sembrava che la satira avesse iniziato a prendere di mira anche personaggi della sinistra, peccato chi si aspettava una novità c’è rimasto sicuramente male. Libero, il giornale diretto da Vittorio Feltri ha riportato una dichiarazione dell’attore: «Non credo che lo rifarò, è un problema ideologico, la sinistra non attraversa un bel momento, non me la sento di infierire con la satira». Marcorè, invece si è rimangiato tutto affermando: «Non ricordo di averlo detto, certo non a loro. La satira si fa a 360 gradi, Unipol era un bel bocconcino, non potevo resistere. E se avrò altri spunti, il mio Fassino rinascerà. Avessi voluto risparmiare i Ds, non l'avrei fatto proprio, nemmeno una volta. E invece non è che ci sono andato leggero. Poi però è chiaro che io sono di sinistra, non lo nascondo, perché dovrei? E quindi c'è più gusto a prendere in giro la destra, pure perché è maggioranza di governo. Non applico dentro di me la par condicio dell'imitazione, essere di parte è legittimo». Certo chi ti da’ torto, sta di fatto che il personaggio lo hai subito messo da parte, da indiscrezioni riferite da Gasparri e  riportate dal Corriere della Sera sembra che i peones della tua area politica non hanno assolutamente gradito, e se non ti autocensuravi magari un’epurazione in puro stile liberale l’avresti pure subita.  Marcorè, se pensi che gli italiani hanno tutti l’anello al naso o che sono un popolo di idioti sei proprio fuori strada, da questa vicenda abbiamo capito che: certi personaggi politici non si devono toccare altrimenti si rischia grosso; che la satira è assolutamente a senso unico;  che agli attori  come te basta  una tiratina di orecchie, ma in questo caso non ce ne stato neanche bisogno è bastato solo che qualcuno si lamentasse, per fare subito marcia indietro rimangiandosi mesi e mesi di lavoro di preparazione del personaggio. La conclusione è assolutamente amara e da questo episodio si capisce che non esistono più gli uomini di satira di una volta… che peccato!


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categoria:satira
domenica, 29 gennaio 2006

L’appropriarsi di icone è sempre stata una prerogativa della sinistra e non solo di quella italiana. L’elenco è lungo e va dai poeti passando  dai musicisti per arrivare ai rivoluzionari del passato. Molte personalità del passato che hanno lottato per la libertà e contro quei regimi colorati di rosso, probabilmente,  se lo sapessero li ritroveremmo a picchettare “botteghe oscure” o a chiedere di togliere le proprie immagini stampate su bandiere e gadgets vari. Il ricorso all’icona indubbiamente consente una penetrazione maggiore verso i giovani e verso il cittadino che tradotto significa più consensi in cabina elettorale. Stranamente la sinistra, specie quella italiana, non ha mai voluto fare una seria autocritica verso le devastazioni che ha causato quando è riuscita ad  ottenere il potere e questo è uno dei suoi grandi limiti, ma è un altro discorso. Negli ultimi anni, ha cercato di mettere il cappello, così come si fa quando bisogna occupare un posto, su uno degli artisti più amati del nostro Paese: Vasco Rossi. Il corteggiamento è stato subdolo, strisciante, io stesso ero convinto che il Blasco nazionale propendesse per quell’area politica, e invece… niente mi sbagliavo… In una sua dichiarazione ha voluto fare chiarezza, si è detto essere un radicale convinto  e che il suo alter ego è Marco Pannella. L’intellighenzia di sinistra questa volta ha dovuto (almeno per adesso) la peggio,  ha dovuto gettare la spugna, ma non poniamo limiti alla provvidenza, un certo Pasolini venne espulso dal PC e oggi stranamente è un’Icona per questi “nuovi” comunisti.

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categoria:politica
sabato, 28 gennaio 2006

I “No Ponte” nordici forse si ricredono? Pare proprio di sì. Dopo la manifestazione di protesta alla quale hanno partecipato, si sono trovati a tirare le somme circa i disagi causati dalla lenta linea ferrata ma soprattutto dal traghettamento a singhiozzo che bisogna subire per attraversare due chilometri di mare. Se tutto va bene, prima che si riempia la pancia della motonave e si metta in moto, passa più di un’ora e mezza, con il ponte basterebbero appena 3 minuti. Questi oppositori pare che dopo aver subito questi disagi si siano lasciti sfuggire: La Tav è una cosa... Però, ragazzi, il Ponte sullo Stretto, chissà, forse, magari... Comunque, stanotte è stata dura». Il bello delle proteste (quando le proteste si fanno impegnando la propria pellaccia) è che c'è sempre qualcuno che si ricrede. Un conto è presentarsi ai convegni, in sale ben riscaldate, per dire come ha fatto ieri D'Alema: «Il ponte non è una priorità. E' costoso. Meglio la Tav». Altro conto è gridarlo al vento il giorno della manifestazione, e poi ritrovarsi su un treno in una gelida notte di gennaio. Pare che alcuni dei fieri oppositori dell'infrastruttura «non prioritaria», bravi “boccia” della Val di Susa, non fossero mai stati in Sicilia sui comodi convogli delle ferrovie nazionali. Se ne sono tornati indietro con qualche certezza in meno e qualche dubbio in più. In democrazia, è già un buon risultato. Concludo affermando, come già disse qualcuno, che solo i cretini non cambiano idea!


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categoria:ponte sullo stretto, infrastrutture
venerdì, 27 gennaio 2006

Si possono accusare di razzismo i sindacati? Probabilmente si, almeno di razzismo politico. In questi giorni in tutte le regioni italiane, si stanno svolgendo i Congressi sindacali, in cui si tirano le somme sull’anno appena trascorso, ad esempio: quante adesioni sono riuscite a racimolare per i fondi (scippo) pensioni che per essere incrementate hanno bisogno del TFR dei lavoratori, delle battaglie combattute (?) con i potenti, degli scioperi che alla fine hanno solo fatto perdere soldi ai lavoratori, nuove nomine in organico etc. etc. La GCIL per i suoi congressi regionali ha scelto con molta cura le sedi in cui tenerli e non si è fatta mancare nulla, da alberghi a cinque stelle ubicati in località rinomate, a fastosi pranzi e tutto ciò che poteva far stare bene i propri delegati. Il Congresso siciliano si è tenuto niente po po di meno che in uno splendido Hotel a Taormina  (chissà di cosa vivono i sindacalisti? ).  La triplice sindacale (CGIL CISL UIL) ha invitato la candidata alla presidenza della Regione per il centro-sinistra Rita Borsellino e gli hanno consegnato la prima tessera del candidato unitario. L’avversario politico nonché attuale governatore in carica Totò Cuffaro, non è stato invitato. E questo denunzia ancora una volta il caos dei ruoli nel nostro Paese: la Costituzione assegna compiti ben precisi e di autonomia nel proprio esercizio ai partiti, al Parlamento, al governo, alla pubblica amministrazione, alla magistratura, agli organi ausiliari, ai sindacati, alla cooperazione. Ma gli sconfinamenti sono di ordinaria amministrazione: la magistratura valica i confini delle sue competenze ed invade il campo della politica; la politica ritiene di condizionare l'ordine giudiziario con interferenze fuori luogo; i sindacati occupano gli spazi dei partiti; le cooperative vanno oltre le loro funzioni istituzionali ed assumono ruoli impropri di lucro e scalate alle banche. Nel caso siciliano addirittura hanno evidenziato una vera forma di discriminazione verso la carica più importante dell’Isola, saranno mica anche razzisti?

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categoria:politica, sociale
giovedì, 26 gennaio 2006

La scienza, la scienza, si sono incuriosito dalle scoperte scientifiche, che ci posso fare è quasi una passione. Le notizie più curiose mi piace condividerle con gli amici che mi sopportano e che passano a fare una visita al mio blog.  La penultima toccava molto l’etica e la morale, questa di oggi è un po’ più frivola e anche più piacevole, sulla quale si può anche scherzare. Ci si sono messi addirittura in due, una sessuologa tedesca e un ricercatore viennese, per abbattere l'ultima barriera romantica. L'argomento che ha mobilitato tante belle, intelligenze è il bacio, declassato da apostrofo rosa a farmaco di fascia C. È stato, infatti, accertato che baciare con regolarità fa bene alla salute. Un bacio lungo e appassionato abbassa la pressione ma anche i valori del colesterolo nel sangue riducendo i rischi d'infarto. Insomma, le lettere d'amore da ora in poi si scriveranno sui moduli dell'Usl. Si assisterà a medici che prescriveranno un’ora di bacio al giorno, oppure 100 baci prima dei pasti per un mese e vedrà che i valori rientrano subito nella norma. E chi non ha il o la partner? Si potrà recare in farmacia a ritirare la dose miracolosa? O ci saranno dei volontari disposti a correre in aiuto a mo di 118 de bacio? E… poi non dobbiamo stupirci  se vediamo qualcuno afferrare al collo una ragazza e scuoterla brutalmente. Non è violenza ma posologia: la sta solo agitando prima dell'uso.

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categoria:etica, scienza, moralità
mercoledì, 25 gennaio 2006

La scienza con le sue scoperte già mi aveva messo sul chi va là. In passato avevo già trattato due argomenti abbastanza delicati che toccano l’etica e la moralità. Il primo riguardava la possibilità di un trapianto della faccia, che potete leggere cliccando qui, l’altro della possibilità di poter creare in provetta un uomo-coniglio che trovate qui. Oggi voglio introdurre un’altra possibilità che la scienza ci vuole regalare entro il 2100; infatti i progressi della chirurgia sono tali che con molta probabilità entro quella data, sarà possibile sostituire la testa di un individuo. L’annuncio lo ha dato durante un incontro alla Scuola Superiore Sant’Anna , Jan Lerut presidente della Società europea trapianti d’organo. A suo avviso, per fortuna aggiungo io, l’ostacolo più serio è rappresentato dalla questione morale ed etica, cioè di una testa collocata sul corpo di un estraneo.  . Il che provocherebbe contrasti stridenti tra il nuovo nucleo dirigente e le vecchie membra periferiche. In realtà si realizzerebbe fisicamente ciò che dagli albori del genere umano i più furbi o i più forti cercano di operare tramite sofismi, finti miracoli, propaganda, menzogne, brutalità, coercizioni, ovvero di impadronirsi della volontà tramite il cervello, per creare masse pronte a obbedire e combattere. Ho esagerato? Ma mica tanto.  Il rischio è quello di trovarci in un futuro dove un pensiero diverso, un bastian contrario, un contestatore può essere considerato pazzo, come  già avveniva nel Novecento, invece, di rinchiuderlo in un manicomio potrà essere curato con un semplice intervento chirurgico!  Finisco confermando l’idea che le scoperte scientifiche contribuiscono e contribuiranno molto a migliorare la nostra qualità della vita; per quanto mi riguarda, però, mi accontenterei che gli scienziati, almeno per adesso e in un futuro prossimo, concentrassero le proprie forze per curare il cancro, l’Aids e altri mali incurabili, tanto per cambiar testa c’è sempre tempo! O no?

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categoria:etica, scienza, moralità
martedì, 24 gennaio 2006

La realizzazione del  Ponte sullo Stretto sembra avere un nuovo sponsor, uno di quelli che si fanno notare, che quando parla ha un eco sia sulla stampa che nelle coscienze delle persone. La voce fuori dal coro arriva dalla Chiesa per bocca del Cardinal Ruini che ha detto:  «il Paese ha bisogno di infrastrutture nonostante i corporativismi e le resistenze delle popolazioni» Senza dubbio si riferiva all’importanza delle grandi opere che servono ad ammodernare il Paese e tra queste c’è il Ponte di Messina. Le parole di Ruini, sembrano aver ammorbidito anche chi in questi giorni ha cavalcato l’onda emotiva contrapponendosi (per scopi elettorali) alla costruzione dell’opera. Infatti, il sindaco di Messina Francantonio Genovese (centro-sinistra) dopo un colloquio con Lunardi, si è detto disponibile a rivedere in tempi brevi i progetti per arrivare ad una soluzione condivisa. Potremmo gridare al Miracolo, è bastato che parlasse una persona illuminata da Dio per far aprire, finalmente, le menti di chi aveva alzato un muro invalicabile, dimostrando, se mai ce ne fosse stato bisogno, un’invidiabile coerenza politica. Non mi stupisco se a ruota seguissero le dichiarazioni della Margherita, DS, e moderati del centro-sinistra, lasciando in un cantuccio solo i “No Ponte”, sempre che la parola dell’illuminato Ruini non raggiunga anche i loro cuori. I sindacati (come stupirsi) stanno iniziando a riflettere per capire se questo ponte s’ha da fare oppure no, ma secondo me, basterà un accenno (con tutto il rispetto) di un sacerdote di Messina per fargli cambiare idea.  Nel frattempo la società “Stretto di Messina” si affida ad una serissima società francese, l’Edf, per verificarne l’impatto ambientale.  Lasciando l’ironia e ritornando sull’argomento serio, stupisce che debba essere proprio la Chiesa a far capire quanto siano importanti per il nostro Paese le infrastrutture, stupisce di più vedere una classe politica incapace di pensare e decidere senza per forza doversi contrapporre anche per le cose utili… povera Italia!

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categoria:sicilia, ponte sullo stretto
lunedì, 23 gennaio 2006

Quello che accade in Italia a volte, ha del tragicomico. A Milano come in altre realtà produttive del Paese, c’è una fortissima richiesta di personale diplomato specializzato. Le scuole, però, a causa delle scarse iscrizioni non riescono a soddisfare la richiesta delle aziende. Le maggiori specializzazioni che interessano il mondo del lavoro, sono i diplomati in ragioneria, informatica e discipline tecniche. Figure formate all’interno degli istituti tecnici e professionali  che stranamente hanno come nemico principale, niente po po di meno che lo stesso Ministero dell’istruzione. Infatti, le scarse iscrizioni e frequenza, è causata dalla tanto odiata riforma Moratti, guarda caso candidata proprio per la poltrona di sindaco a Milano, che prevede la licealizzazione di queste fondamentali tipologie di scuola. Le famiglie e gli stessi ragazzi, in un momento di assoluto caos, propendono per i percorsi liceali già esistenti, pregiudicandosi, forse, il futuro e prenotandosi l’iscrizione per uno dei 3000 corsi universitari. Com’è arcinoto, i titoli spendibili nel mondo del lavoro sono *solo* quelli rilasciati da un percorso scolastico svolto in un istituto che, oltre alle discipline teoriche, comprende delle ore di laboratorio. In questo caso gli studenti sperimentano sul campo quelle che sono i dettami della scienza e della tecnica. A prevedere questo importante segmento didattico sono gli istituti tecnici e professionali, quelli che fino ad aggi hanno contribuito a preparare personale tecnico molto preparato e tanto richiesto dal mondo del lavoro. Nonostante ciò, non riesco a capire se la Moratti, abbia voluto di proposito penalizzarli o se è stata solo ignoranza materia o politica, certo è, che ha gettato nel panico migliaia d’insegnanti, scuole, famiglie e studenti! Il colpo di “genio” però, rimane quello di azzerare, nella riforma, proprio i percorsi di studio che formano proprio le uniche figure che, subito dopo aver conseguito il titolo di studio, riescono ad inserirsi senza difficoltà nel mondo del lavoro; il che  dimostra con quale competenza hanno lavorato i saggi autori del testo di riforma.

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categoria:politica, scuola, lavoro
domenica, 22 gennaio 2006

Oggi a Messina si è svolta una manifestazione che vedeva sfilare assieme: i contrari alla TAV piemontese, i siciliani e qualche veneto contrario al Mose. L’oggetto della manifestazione è di opposizione alla costruzione del Ponte di Messina. Il corteo, stando alle fonti dei manifestanti, era composto da circa 10.000 persone che sfilavano sotto le bandiere rosse, dietro un asino colorato. Infatti, erano presenti alcuni parlamentare dei Verdi e di Rifondazione e stranamente anche i DS. Temo che il ponte così come la TAV, per certi politici rappresenta una vera e propria vetrina in vista delle prossime elezioni politiche, da qualche tempo, i DS ci lasciano perplessi sulle loro posizioni politiche che da un lato parlano di ammodernamento del Paese e dall’altro partecipano alle manifestazioni che di fatto le vogliono bloccare. Ma non sono i soli, anche AN siciliana sembra essere contraria all’opera; tant’è che Fabio Granata, assessore regionale al turismo, senza  mezzi termini ha affermato che all’Europa ci legano millenni di storia. E domani per ribadirlo, alla manifestazione organizzata da rete “NO ponte” parteciperà una delegazione di AN guidata dal consigliere comunale Rizzo e da Azione Giovani. Opposizione bipartizan o vetrina importante in vista delle prossime regionali? Da sempre come potete leggere  in altri post, mi sono schierato favorevole alla realizzazione del ponte sullo stretto, per un serie motivi che chi in questi mesi mi ha seguito li ha potuti leggere e commentare. La manifestazione di oggi è stata organizzata dalla WWF che chiede a gran voce di tutelare gli uccelli presenti in una riserva poco lontana dall’area di realizzazione dell’importantissima infrastruttura.  A contraddire l’associazione ambientalista è stata la Società Stretto di Messina, che ha ribadito: che la struttura non 'devasta' l'ambiente. Il progetto ha superato il rigoroso esame delle competenti autorità ambientali e quelle del Tar e al Consiglio di Stato che hanno respinto i vari ricorsi degli ambientalisti. Chi si è recato in Sicilia capisce che significa rimanere in coda per delle ore ad aspettare di poter traghettare e dai dati ufficiliali risulta che ogni anno ci sono più di dieci milioni di biglietti venduti dalle compagnie dei traghetti, per tanto l’opera è più che giustificata. Mi stupisce vedere che a sfilare ci siano siciliani che sanno benissimo quanto sia importante per l’Isola il collegamento con la Calabria; infatti, rappresenta un passo importante verso l’inevitabile costruzione dell’alta velocità. La politica farebbe bene a non strumentalizzare la realizzazione delle infrastrutture e lo Stato tenga presente che diecimila persone non sono rappresentativi né per la Sicilia, né per la Calabria né tanto meno per l’Italia. Finisco dicendo: avanti con il ponte! 

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categoria:sicilia, ponte sullo stretto, infrastrutture