
CATANIA - Nel pomeriggio, Nello Musumeci, ex dirigente di Alleanza nazionale e fondatore di Alleanza siciliana in rotta con il suo vecchio partito, ha lasciato la carica di vicesindaco di Catania. Lo ha annunciato lo stesso eurodeputato che ha convocato i giornalisti per domani mattina alle 10.30, nella sede di via Gabriele D’Annunzio 78, dove spiegherà le ragioni che lo hanno indotto alle dimissioni.
Peraltro, Musumeci in occasione delle comunali di Messina ha stretto un sodalizio con il leader del Movimento per l’autonomia, Raffaele Lombardo, appoggiando il candidato Nunzio Romeo.
Secondo quanto si è appreso Musumeci ha presentato la lettera di dimissioni ieri mattina, ma non è stata ancora protocollata. L’atto ufficiale e formale sarà compiuto domani mattina. Da tempo Musumeci aveva annunciato la sua intenzione di dimettersi dall’incarico visto che è uscito da Alleanza Nazionale in polemica con il suo partito fondando il Movimento Alleanza Siciliana. Musumeci è stato l’europarlamentare più votato dopo Fini alle ultime consultazioni.
«Già da tempo sapevamo delle intenzioni di Nello Musumeci del quale rispettiamo il percorso per le sue scelte politiche». Lo ha affermato il sindaco di Catania Umberto Scapagnini commentando la decisione del suo vice Nello Musumeci di dimettersi dall’incarico.
«Non possiamo - ha aggiunto Scapagnini - tuttavia non esprimere il nostro profondo rincrescimento e rimpianto per la perdita di un collaboratore così efficace che ha contribuito e avrebbe continuato a farlo in maniera sempre maggiore allo sviluppo del nostro progetto per il bene di Catania. Nell’ augurare a Musumeci percorsi sempre più luminosi gli ricordiamo affettuosamente la promessa di continuare la sua collaborazione sotto altri ruoli formali ma con espressione sostanziale».
In mattinata la giunta comunale, con Musumeci vicesindaco ha approvato il documento di cinque cartelle su «Legalità e sicurezza» a Catania, proprio su proposta del vicesindaco e assessore alla Polizia municipale e all'Immagine Nello Musumeci.
«La complessità dei problemi di ordine economico, sociale e culturale - si legge nel testo - comune a molti altri centri metropolitani impone l’esigenza di abbandonare la strada delle iniziative singole, episodiche tendenti a rincorrere l'emergenza e suggerisce, invece, la necessità di elaborare una analisi cognitiva, quantitativa e qualitativa dei vecchi e nuovi bisogni delle cause strutturali e congiunturali e dell’insicurezza urbana che alcuni di tali elementi producono».
L’atto continua quindi con il distinguere due tipi di illegalità: quella "carsica" fatta di usura, estorsione, traffico di stupefacenti, prostituzione e quella "diffusa", evidente e di forte impatto. «La lotta all’illegalità - si legge nel documento approvato - si fa anche con il comportamento, con gli esempi. Il rispetto delle regole (poche ma buone) da parte del cittadino si deve manifestare a cominciare dalle cose semplici, dai comportamenti quotidiani, dalle azioni di ogni giorno».
Una parte del testo è quindi riservata alla Polizia Municipale che «riveste un ruolo cruciale essendo il principale organo di tutela del tessuto sociale urbano». Il documento si conclude con «l’auspicio dell’apertura di un tavolo di confronto reale» perchè, è spiegato, alla città «serve un patto di solidarietà tra tutta la classe politica, maggioranza e opposizioni, piuttosto che prese di posizioni strumentali. Legalità e sicurezza, del resto, sono presupposti essenziali e prioritari a ogni processo di crescita della città del futuro, che tutti abbiamo il dovere di costruire, ognuno col proprio ruolo».
«Questo documento - ha affermato il sindaco Umberto Scapagnini - è una ulteriore espressione della volontà realizzatasi in questi anni di amministrazione, di un bilancio equilibrato tra la primaria esigenza di legalità ed ordine, e la necessità di un sempre più forte e parallelo impegno nell’ambito dell’occupazione. L’ideale sintesi è rappresentata chiaramente dall’incremento dell’occupazione nell’ambito della serena applicazione dei principi di legalità. Ci siamo battuti in questo senso e continueremo sempre».
Per l'ex vicesindaco Nello Musumeci «quello della legalità e dell’impegno antimafia è un tema che deve costituire patrimonio di tutti, di chi governa e di chi è chiamato al ruolo di opposizione a Catania come a Bologna, a Roma come a Milano». «La complessità dei problemi che vive la nostra città - sottolinea Musumeci - che si trascinano da oltre un decennio, richiede uno sforzo straordinario da parte di tutti. Nessuno può stare alla finestra sperando di poter vivere di rendita sugli errori degli altri».
Fonte: La Sicilia