mercoledì, 30 novembre 2005

Leggevo sul Corriere della Sera di un evento “forse” primo al mondo che recita così: “La notizia è stata riportata dal quotidiano britannico Evening Standard. L'intervento è stato effettuato nei giorni scorsi ad Amiens da una equipe di chirurghi con la collaborazione del professor Jean-Michel Dubernard, primario dell'ospedale Edouard-Herriot di Lione – all'avanguardia mondiale nel campo dei trapianti. Cinque anni fa Dubernard effettuò il primo trapianto di mani riuscito.
Si tratta, come avete letto, del primo trapianto della faccia; inevitabilmente,  il pensiero corre verso i films di 
spionaggio alla 007, oppure al cartoon di Lupin III, quando il personaggio riusciva a cambiare faccia da un istante all’altro, assumendo una nuovissima identità. Certo ancora siamo lontani da questo, ma in un futuro non molto lontano, cosa potrà succedere, quali scenari si possono presentare? Sicuramente ne ricorreranno le persone sfigurate, da incidenti o da gravi ustioni, ma ne potranno ricorrere anche i terroristi e gente di malaffare, che si approprieranno di un’identità completamente nuova, magari rubata, se avete visto il film “face to face” con Travolta e Cage sapete a cosa mi riferisco, quel film parla appunto di trapianto di faccia con furto di personalità. E i donatori? Saranno le vittime di incidenti che per “fortuna” riescono ad uscire con la faccia indenne? Al solo pensiero mi vengono i brividi, già sento,  chi ha bisogno di una faccia nuova dire: no, quella no, non mi piace…è brutta, ne voglio un’altra che abbia questo colore della pelle e che non abbia sofferto di acne in gioventù… come andare al supermercato e scegliere: questa sì, quella no! La scienza a volte ci fa qualche scherzetto destinato ad aprire una profonda riflessione che riguardà l’etica e la moralità oltre che la coscienza, certo però non può e non deve essere fermata.

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categoria:etica, scienza, moralità
martedì, 29 novembre 2005

Ho assistito all’ennesima invasione di campo da parte della “triade” juventina, verso una squadra che sì non vince, ma che verso i razzisti si è sempre dimostrata molto dura. Le iniziative portate avanti dal club di Milano, non a caso si chiama Internazionale, sono state sempre verso l’educazione alla convivenza e all’integrazione di cittadini di varie nazionalità. Il proprietario Moratti, ha accolto come dei figli giocatori provenienti da ogni angolo del pianeta, a volte anche  rimettendoci (vedi il caso Kanu). Le punzecchiature di stampo juventino sono di cattivo gusto e fuori luogo specie se si usa per far polemica (gratuita) un argomento delicato come quello del razzismo. La squalifica del campo, caldeggiata da don Moggi, forse nasconde un pizzico di invidia, verso quei tifosi che nonostante le scarse vittorie continuano ad amare una squadra che ha saputo dimostrare di essere grande, almeno nella solidarietà e nella sensibilità. I dirigenti bianconeri dovrebbero domandarsi come mai la squadra più titolata in Italia e poco in Europa (stranamente…), la domenica si trova a giocare in uno stadio spesso vuoto. Le loro attenzioni dovrebbero indirizzarle a quel problema e  trovare una soluzione, detto in altre parole, sarebbe meglio guardarsi in casa propria piuttosto che entrare in case d’altri senza invito. L’allusione di Girando circa le squadre che spendono 120.000.000 di Euro l’anno e non vincono, lasciano il tempo che trovano, se l’Italia ama meno il calcio e non lo segue più come un tempo, forse un tantino di colpa ce l’ha chi, in un modo o nell’altro, in ITALIA continua a vincere. Non sto parlando da tifoso, ma da semplice cittadino che guarda alle società di calcio con occhio disincantato, penso,però, che se in questi anni il patron interista non avesse inondato il calcio italiano di tanti soldi probabilmente oggi avremmo meno spettacolo, meno giocatori spettacolari e meno società calcistiche, mi risulta che sono moltissime le cosiddette piccole, che rimangono in vita grazie all’aiuto della società milanese. Personalmente se non credo più tanto nel calcio come sport, devo ringraziare quelle società che nonostante una condanna di un tribunale della Repubblica Italiana per doping, continuano a dire la loro e a tirare le fila di uno sport che di sportività ormai gliene è rimasta poca.

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categoria:calcio, razzismo, doping
martedì, 29 novembre 2005
Romeo: "Ballottaggio nostro successo"

MESSINA - «Il ballottaggio è un nostro successo». Lo afferma il candidato a sindaco di Messina del terzo polo, Nunzio Romeo, commentando le proiezioni del voto per le Comunali. Secondo il candidato del Movimento per l’autonomia e di Alleanza siciliana «è stata punita la presunzione dei due Poli, che erano certi di centrare il successo al primo turno». «I ballotaggi? Vedremo - aggiunge Romeo - non ci interessano poltrone ma governare la città e dare risposte ai bisogni della città e dei suoi cittadini. L’ importante sono i programmi, i progetti e le idee». «Il voto di Messina potenzia la crescita del terzo polo, autonomo e autonomista, sganciato da centrodestra e centrosinistra che adesso punta alle elezioni nazionali». E’ la valutazione del voto delle Comunali di Messina del leader e fondatore del Movimento per l’ autonomia, Raffaele Lombardo, che «si attesta sull’ 8%, diventando l’ ago della bilancia».

L’ eurodeputato e presidente della Provincia di Catania invita i partiti moderati che «sussurrano di Terzo Polo a costituirlo subito, non dopo le elezioni». «L’ obiettivo del Mpa - spiega Lombardo - adesso sono le nazionali, visto che hanno voluto a tutti i costi farle svolgere prima delle Regionali in Sicilia, dove la strada del terzo Polo è più facilmente percorribile perchè si fa sempre più strada nell’ isola la voglia di autonomia».
Fonte: La Sicilia
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categoria:politica
lunedì, 28 novembre 2005

Pausa caffè, la tanto attesa pausa caffè! Quanti di noi, nelle giornate dure di lavoro, aspettiamo il momento per staccare un po’ e ricrearci con un caffè? Certo trovarci davanti ad un barista, o se permettete una barista, che ci prepara un buonissimo caffè sarebbe l’ideale, purtroppo il più delle volte ci aspetta una freddissima macchinetta,  che contiene caffè solubile (a volte di pessima qualità) e latte in polvere che non somiglia neanche lontanamente alla bevanda di color bianco.  Pur di rilassarci quei cinque minuti ci accontentiamo anche di questo, è divenuto un momento così popolare che Fatima Ruffini ha ideato addirittura una city comedy che narra in maniera ironica uno spaccato di vita quotidiana. Però dal fronte macchinette, arriva un’interessante notizia, tra non molto potremo gustarci delle freschissime spremute di arancia. Certo, non in tutta Italia, si inizierà di alcune città siciliane per poi raggiungere la Capitale i luoghi prescelti saranno le scuole superiori, così i nostri ragazzi potranno rinfrescarsi con una bevanda fresca  e genuina. Le arance utilizzate sono quelle siciliane, chi le ha mangiate sa di cosa stiamo parlando, la bontà di alcune varietà non hanno uguali, penso alle washington navel , alla rossa siciliana, frutti genuini a denominazione di origine protetta (DOP)e IGP. Sicuramente la spremuta nulla avrà a che fare con  quel caffè in polvere o con quel cioccolato caldo che a volte non si riesce neanche a capire che gusto abbia, vere arance siciliane, peccato che il nord si priverà di questa bontà!

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categoria:sicilia, arance
domenica, 27 novembre 2005

Una notizia curiosa e nello stesso tempo piacevole arriva da Milano. Dai centri anziani cittadini, è partita una singolare richiesta: meno campi di bocce, ma più viagra per tutti! I prezzi proibitivi della pillola azzurra, ha fatto sì che gli anziani si coalizzassero e facessero, prima timidamente poi più esplicitamente, la richiesta all’assessore al sociale Tiziana Maiolo. Stupisce positivamente la voglia d’amore e di sesso della cosiddetta terza età,  a noi giovani fa intravedere, non la solita vecchiaia grigia descritta a volte dalla televisione, ma un “ sfrenata” voglia di vita anche se colorata  d’azzurro. La politica del capoluogo lombardo si è dimostrata sensibilissima, al punto che per la prima volta si è assistito alla votazione favorevole da entrambi gli schieramenti, dal Consiglio comunale di Milano si è alzato un grido che non è “Chiù pilu pi tutti” per dirla alla Antonio Albanese, ma più Viagra per gli anziani e con conseguente: chiù pilu per loro! Qualcuno ha, addirittura, proposto la distribuzione gratuita, qualche leghista si è dimostrato un po’ scettico, ( non può accettare una cosa simile visto che loro sostengono che i padani ce l’hanno duro!) e teme che invece degli anziani a usufruirne maggiormente saranno i trentenni mascherati da anziani, e il famoso motto verrebbe, poi, smontato! Mentre qualche altro di rifondazione, che sempre secondo i leghisti ce l’hanno moscio, molto moscio, hanno già pronto un emendamento da presentare alla votazione del bilancio comunale che prevede lo stanziamento di una consistente cifra per la distribuzione gratuita della miracolosa pillola. Le vecchiette, compagne dei furenti anziani e forse le vere ispiratrici di tale richiesta, sono lì ad attendere che per una volta si compie il miracolo della politica.

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categoria:politica, anziani, viagra
sabato, 26 novembre 2005

E' imminente l'entrata in funzione di un nuovo sistema automatico, messo a punto dalla società Autostrade, per il rilevamento della velocità degli autoveicoli, denominato "Tutor". Il sistema è in grado di monitorare lunghi tratti autostradali attraverso sensori e telecamere ed è in grado di determinare la velocità media di un veicolo in autostrada, in un tratto di lunghezza variabile.

Il funzionamento si basa su una prima stazione che registra l'ora di passaggio e la targa del veicolo ed una seconda stazione che registra nuovamente i dati; utilizzando i dati registrati, viene calcolata la velocità media di percorrenza del veicolo nel tratto indagato e, se essa supera il limite di velocità
previsto in quel tratto (maggiorato del 5% di tolleranza previsto), i dati di transito ed il numero della targa vengono automaticamente inviati alla Polizia che farà scattare la contravvenzione.

La fonte giornalistica informa che attualmente sono già state installate stazioni di rilevamento sulla A13 Bologna-Padova (zona Occhiobello), sulla A14 (zona Forlì), sulla A4 Milano-Brescia (in avvicinamento a Milano), e che le stesse sono preavvisate agli automobilisti da appositi cartelli segnaletici di colore giallo.

Si trasmette l'informazione acquisita in questi giorni a mezzo stampa, per invitarvi al rispetto dei limiti di velocità vigenti.

Occhio mi raccomando...

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sabato, 26 novembre 2005

Il periodo è quello giusto anche se a dire la verità bisognerebbe  aspettare l’otto dicembre per preparare il presepe e addobbare l’albero. La crisi economica degli ultimi anni, ha però, anticipato di qualche settimana la data. Questo dovrebbe incentivare  la voglia di acquisti e di regali. A dire il vero, gli addobbi natalizi, riguardano più l’aspetto laico-consumistico, si trovano gli alberi di natale addobbati, le palle le stelle  e raramente si trova un presepe, anche in questo ci siamo fatti invadere dalle usanze nordiche, banalizzando la nascita di Gesù Bambino. L’Italia però, vanta una tradizione importante, Napoli ne è la capitale, in questi giorni e fin dopo Natale, per le viuzze del centro storico si possono notare, nelle botteghe artigianali le statuine che andranno ad arricchire il presepe. Molte di queste opere d’arte in passato hanno suscitato qualche perplessità, ad esempio l’anno scorso impazzava la trash Lecciso, i “guappi” armati di pistola e molte scene di vita quotidiana; insomma, in fatto di fantasia il popolo partenopeo non ha uguali. Quest’anno sta facendo scalpore e  scandalo il nuovo personaggio che vede   la statuina di una donna nuda mentre si lava.  Sacro e profano o se preferite Sacro e volgare.
Indubbiamente se cercavano  otorietà, i fratelli Scuotto, l’hanno trovata, le attenzioni dei media sono puntate tutti su di loro. Certo sul nudo ci sarà da discutere, molte chiese sono affrescate da figure di donne nude o con il seno scoperto, ma vedere il nudo tra i pastorelli e Gesù Bambino un po’ fa specie…

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categoria:napoli, scandalo
giovedì, 24 novembre 2005


CATANIA - «Ero il vicesindaco di Catania designato da tutta la Casa della Libertà, su indicazione diretta di Gianfranco Fini, ma io oggi non mi riconosco più nella CdL e per questo ho lasciato l’incarico». Così l’europarlamentare e fondatore del movimento Alleanza Siciliana, Nello Musumeci, spiega in un incontro con i giornalisti la sua scelta di dimettersi. Musumeci spiega di «essere ormai fuori da Alleanza Nazionale». «Ma non sono io che ho cambiato partito - dice - ho lasciato un partito che è cambiato, io ero e sono un uomo di destra, mentre AN si è appiattita sulle posizioni della CdL. Quella di Fini è oggi una destra berlusconiana, lontana dai principi di Fiuggi. Io non posso stare in questa coalizione per non entrare in contraddizione rimanendo coerente e fedele ai miei principi».

Musumeci sottolinea di non avere «mai avuto problemi nè personali nè politici con il sindaco Umberto Scapagnini e la giunta». «Lascio - aggiunge - dopo avere completato il progetto di riforma e ristrutturazione del corpo dei Vigili urbani e l’approvazione del documento sulla legalità e sicurezza. Due delibere votate all'unanimità da questa giunta». Ai giornalisti che gli hanno chiesto se si dimetterà anche da europarlamentare di AN, Musumeci replica: «Ho sentito questa indicazione venire da alcuni esponenti dal mio ex partito che però parlano in malafede: io mi dimetto da vicesindaco, rinunciando a un incarico ricevuto dall’alto e non per un riconoscimento ottenuto dalla base, con 117 mila voti».

Musumeci ha evidenziato come la sua sia stata «una scelta dolorosissima e sofferta» e di «essere amareggiato» per le dimissioni ma che continuerà a «servizio la città». «Se il sindaco Scapagnini - ha aggiunto - avesse bisogno di una mia collaborazione sa di potere contare su di me». Sulla posizione di Raffaele Lombardo all’ interno della Cdl e sulla presenza di assessori del Mpa nella giunta comunale, Musumeci precisa che «ci sono delle differenze». «Io - spiega - non ho rappresentanti in consiglio, lui sì ed è quindi logico che abbia anche degli assessori. Se dovesse ritirarli dovrebbe uscire completamente dalla maggioranza di centrodestra». Musumeci ha annunciato che «sono già oltre 2 mila gli iscritti a Alleanza siciliana» e che il movimento aprirà proprie federazioni in ogni provincia siciliana.

«Per le prossime elezioni regionali in Sicilia gli scenari non sono ancora definiti, ma io punterei su una grande rivoluzione: una coalizione sganciata dai due Poli con i moderati cattolici, anche con quelli delusi dal centrosinistra». E’ l’ auspicio del leader e fondatore di Alleanza siciliana espresso a margine della conferenza stampa sulle sue dimissioni da vice sindaco di Catania. Musumeci spiega di «guardare anche a persone deluse dalla Margherita, come il rettore di Catania, Ferdinando Latteri, che - sostiene - non voterebbero per la sinistra radicale. Con loro si potrebbe fare una grande battaglia comune per una vera autonomia della Sicilia puntando su valori condivisi come quelli cristiani e i programmi sociali». L’ eurodeputato rivela di «non avere ancora parlato del progetto» con il leader del Movimento per l’ autonomia, Raffaele Lombardo, con il quale è alleato alle prossime comunali di Messina.

«Non c’ è un problema di nomi - osserva riferendosi a una sua possibile candidatura a presidente della Regione Siciliana - ma di programmi e progetti». Musumeci sottolinea «l’ occasione perduta della Cdl di non avere fatto ricorso alle primarie» per la scelta del candidato governatore nell’ isola. «Nulla di personale o da eccepire sul nome di Salvatore Cuffaro - osserva - ma se non c’ è un confronto con la base come si può dire che è il migliore candidato? La Cdl in questo caso sta prendendo una bella lezione di democrazia da parte del centrosinistra che ha scelto la strada delle primarie, del consenso dalla base e non dei partiti». Il leader di Alleanza siciliana auspica, infine, «il cambiamento della legge elettorale siciliana». «Occorrono - dice - due schede: una per i partiti e per i candidati all’ Assemblea e un’ altra per scegliere il presidente della Regione per non alterare la volontà dell’ elettore».

«Non so se la coalizione è esportabile ma è già un importante risultato politico avere presentato delle liste e rotto un blocco granitico che non rende Messina veramente libera», ha affermato il leader di Alleanza siciliana parlando delle prossime elezioni amministrative a Messina dove è alleato del Movimento per l’ autonomia di Raffaele Lombardo. «Siamo sicuri che i risultati arriveranno - sostiene il vice sindaco dimissionario del Comune di Catania - con il Mpa ci siamo trovati d’ accordo su tutto, soprattutto sul candidato Nunzio Romeo, un messinese autentico e grandi qualità personali, professionali e politiche». Alla domanda dei giornalisti sulla posizione di Alleanza siciliana in caso di ricorso al ballottaggio, Musumeci replica con un secco «vedremo....».

«Per il momento - aggiunge - è presto, ne parleremo martedì...». La sfida a Messina riguarda sei aspiranti sindaci (con quello del Nuovo Psi momentaneamente sospeso dal Tar di Catania in attesa di una decisione che arriverà nelle prossime ore) e 1.725 candidati, in rappresentanza di 41 liste, per i 45 posti di consigliere comunale. Cifre che hanno costretto alla realizzazione di una maxischeda (97,5 centimetri per 50) Le possibilità di maggior successo sono indicate per Luigi Ragno, nipote e figlio di parlamentari di Alleanza nazionale, sostenuto dalla Cdl, e per Francantonio Genovese, nipote dell’ ex leader della Dc messinese Nino Gullotti, appoggiato dal centrosinistra. Entrambi ritengono di potere vincere al primo turno. Si vota domenica e lunedì. Il 28 novembre pomeriggio lo spoglio, cominciando con la scelta del nuovo sindaco.
Fonte: La Sicilia
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categoria:politica, musumeci
mercoledì, 23 novembre 2005


CATANIA - Nel pomeriggio, Nello Musumeci, ex dirigente di Alleanza nazionale e fondatore di Alleanza siciliana in rotta con il suo vecchio partito, ha lasciato la carica di vicesindaco di Catania. Lo ha annunciato lo stesso eurodeputato che ha convocato i giornalisti per domani mattina alle 10.30, nella sede di via Gabriele D’Annunzio 78, dove spiegherà le ragioni che lo hanno indotto alle dimissioni.

Peraltro, Musumeci in occasione delle comunali di Messina ha stretto un sodalizio con il leader del Movimento per l’autonomia, Raffaele Lombardo, appoggiando il candidato Nunzio Romeo.

Secondo quanto si è appreso Musumeci ha presentato la lettera di dimissioni ieri mattina, ma non è stata ancora protocollata. L’atto ufficiale e formale sarà compiuto domani mattina. Da tempo Musumeci aveva annunciato la sua intenzione di dimettersi dall’incarico visto che è uscito da Alleanza Nazionale in polemica con il suo partito fondando il Movimento Alleanza Siciliana. Musumeci è stato l’europarlamentare più votato dopo Fini alle ultime consultazioni.

«Già da tempo sapevamo delle intenzioni di Nello Musumeci del quale rispettiamo il percorso per le sue scelte politiche». Lo ha affermato il sindaco di Catania Umberto Scapagnini commentando la decisione del suo vice Nello Musumeci di dimettersi dall’incarico.

«Non possiamo - ha aggiunto Scapagnini - tuttavia non esprimere il nostro profondo rincrescimento e rimpianto per la perdita di un collaboratore così efficace che ha contribuito e avrebbe continuato a farlo in maniera sempre maggiore allo sviluppo del nostro progetto per il bene di Catania. Nell’ augurare a Musumeci percorsi sempre più luminosi gli ricordiamo affettuosamente la promessa di continuare la sua collaborazione sotto altri ruoli formali ma con espressione sostanziale».

In mattinata la giunta comunale, con Musumeci vicesindaco ha approvato il documento di cinque cartelle su «Legalità e sicurezza» a Catania, proprio su proposta del vicesindaco e assessore alla Polizia municipale e all'Immagine Nello Musumeci.

«La complessità dei problemi di ordine economico, sociale e culturale - si legge nel testo - comune a molti altri centri metropolitani impone l’esigenza di abbandonare la strada delle iniziative singole, episodiche tendenti a rincorrere l'emergenza e suggerisce, invece, la necessità di elaborare una analisi cognitiva, quantitativa e qualitativa dei vecchi e nuovi bisogni delle cause strutturali e congiunturali e dell’insicurezza urbana che alcuni di tali elementi producono».

L’atto continua quindi con il distinguere due tipi di illegalità: quella "carsica" fatta di usura, estorsione, traffico di stupefacenti, prostituzione e quella "diffusa", evidente e di forte impatto. «La lotta all’illegalità - si legge nel documento approvato - si fa anche con il comportamento, con gli esempi. Il rispetto delle regole (poche ma buone) da parte del cittadino si deve manifestare a cominciare dalle cose semplici, dai comportamenti quotidiani, dalle azioni di ogni giorno».

Una parte del testo è quindi riservata alla Polizia Municipale che «riveste un ruolo cruciale essendo il principale organo di tutela del tessuto sociale urbano». Il documento si conclude con «l’auspicio dell’apertura di un tavolo di confronto reale» perchè, è spiegato, alla città «serve un patto di solidarietà tra tutta la classe politica, maggioranza e opposizioni, piuttosto che prese di posizioni strumentali. Legalità e sicurezza, del resto, sono presupposti essenziali e prioritari a ogni processo di crescita della città del futuro, che tutti abbiamo il dovere di costruire, ognuno col proprio ruolo».

«Questo documento - ha affermato il sindaco Umberto Scapagnini - è una ulteriore espressione della volontà realizzatasi in questi anni di amministrazione, di un bilancio equilibrato tra la primaria esigenza di legalità ed ordine, e la necessità di un sempre più forte e parallelo impegno nell’ambito dell’occupazione. L’ideale sintesi è rappresentata chiaramente dall’incremento dell’occupazione nell’ambito della serena applicazione dei principi di legalità. Ci siamo battuti in questo senso e continueremo sempre».

Per l'ex vicesindaco Nello Musumeci «quello della legalità e dell’impegno antimafia è un tema che deve costituire patrimonio di tutti, di chi governa e di chi è chiamato al ruolo di opposizione a Catania come a Bologna, a Roma come a Milano». «La complessità dei problemi che vive la nostra città - sottolinea Musumeci - che si trascinano da oltre un decennio, richiede uno sforzo straordinario da parte di tutti. Nessuno può stare alla finestra sperando di poter vivere di rendita sugli errori degli altri».

Fonte: La Sicilia

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categoria:politica, musumeci
lunedì, 21 novembre 2005

Il caro vita causato dal cambio della divisa monetaria nazionale, ha determinato il raddoppio del prezzo di qualsiasi bene. A sentire l’ISTAT l’inflazione è aumentata solo di qualche punto percentuale, ma stranamente quella percepita (reale) viaggia intorno al 100% con un evidente raddoppio del prezzo del prodotto. Basta pensare che con cento mila lire si riempiva il carrello della spesa, adesso con cinquanta Euro, ci compri pochissimi prodotti. Il caro vita ha determinato un salasso per le tasche dei cittadini, al punto che c’è stato il crollo degli acquisti che hanno contribuito ad incrementare la crisi che si è abbattuta sull’occidente dopo l’undici settembre. Ancor prima della tragedia alle torri gemelle e all’avvento dell’euro, c’era un altro settore dell’economia Italiana che sguazzava nella crisi e che ne la politica nazionale ne tantomeno quella comunitaria, riuscivano,  se non con contributi a pioggia per non coltivare i terreni, a darle sollievo. Mi riferisco all’agricoltura e alla produzione agroalimentare. I coltivatori sono pagati per non produrre, così vaste aree agricole negli anni sono state lasciate incolte causando la crescita della disoccupazione e producendo meno ricchezza che avrebbe contribuito all'incremento dell’inflazionato Prodotto Interno Lordo.  

Ritornando al caro vita, va detto che oggi i  prezzi al produttore rimangono molto bassi, in Sicilia ad es. un kg di buonissime arance, un grossista le compra alla modica cifra di 20/25 cent. per poi rivenderle ai costi che conosciamo. E’ strano apprendere che chi detiene la ricchezza producendola, a malapena riesce a pagarsi le spese di produzione e chi, invece, le compra riesce a ricavarne un utile altissimo caricandogli un sovraccarico del 500%.  Le cause di questa enorme disparità si possono ricavare da due aspetti fondamentali: primo, i grossisti in Italia sono in pochi, non si fanno concorrenza e si mettono d’accordo determinando il prezzo di acquisto e quello di vendita; secondo, con l’importazione di prodotti extracomunitari, a prezzi stracciati, si invade il mercato nazionale (con qualità dubbia e con trattamenti chimici vietati in Europa) ed europeo facendo crollare i prezzi del prodotto italiano. A pagarne le spese, è sempre il consumatore e il povero produttore che è costretto a cedere la propria merce a dei prezzi ridicoli, con un acuirsi della crisi del settore. A guadagnarci come al solito sono i signori che gestiscono il mercato: I grossisti. Per cercare di rimediare a questo disastro, è partita un’importante iniziativa portata avanti dalla Camera che ha convertito in legge un decreto, dando via ai “Farmers Market” dove i produttori possono vendere i loro prodotti direttamente nei mercati comunali  saltando il cappio degli intermediariai, questo dovrebbe portare ad un abbassamento dei costi finali. Altre nazioni come la Francia e gli Stati Uniti li hanno attuati riscontrando un notevole successo e contribuendo all'abbassamento generale del prezzo dei prodotti agroalimentari. L’Italia è un paese strano, speriamo che almeno in questo riusciamo ad uniformarci al resto dei paesi più evoluti (?).

 

 

 

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categoria:agricoltura, agroalimentare, caro vita