lunedì, 31 ottobre 2005

TEATRO, ENRICO MONTESANO: SONO STUFO DELLA SATIRA POLITICA
Enrico Montesano MILANO - "Sono stufo della satira politica, che poi si trasforma sempre in satira contro il Governo: è sempre la stessa, preferisco fare satira di costume e presentare al pubblico uno spettacolo divertente". Lo afferma Enrico Montesano presentando a Milano il suo spettacolo 'Nojo vulevan savuar ancor', che debutta domani al Teatro Manzoni.

"Ci siamo stancati di fare la satira politica - dice Montesano in una conferenza stampa - e poi satira contro il potere cosa vuol dire? Dopo cinque anni la battuta su Berlusconi non riesco a farla, è come dire che Fanfani è basso, che il povero Moro era attaccato alla poltrona. E poi non ho visto nessuno che si è dimesso per una battuta".

L'attore romano ricorda la serata nella quale Berlusconi è andato a vedere il suo spettacolo a Roma, due settimane fa, e dice che "il Presidente si è divertito, mi ha detto di aver rivissuto le atmosfere del varietà, della rivista. Mi fa piacere, mentre oggi sono tutti personaggi televisivi, si aspetta l' 'evento', che uno si stracci i vestiti in televisione, che bestemmi in diretta. Io faccio l'attore professionista - aggiunge Montesano - perché bisogna fare bene il proprio mestiere, cosa che oggi in Italia è davvero rivoluzionaria".

Lo spettacolo, scritto da Montesano insieme a Enrico Vaime e Adriano Vianello, già dal titolo e dalla locandina, nella quale appare il profilo di Totò, fa riferimento esplicito all' umorismo del principe Antonio De Curtis. Tra monologhi e battute, s'inseriscono le coreografie di un gruppo di ballo composto da "dodici belle ragazze, tutte italiane", sottolinea Montesano: "E il teatro è sempre pieno - aggiunge - con uno share del 100%, anche quando in tv c'é Celentano".

Le battute non mancano sui fatti d' attualità più recenti, con un Montesano duro su Lapo Elkann. "Mi dicono che ha problemi, che potrebbe essercene uno per famiglia, speriamo di no", dice l'attore-regista. Così come è duro con il mondo della televisione e del cinema. "Da anni ormai non mi fanno lavorare, ma non faccio la vittima, faccio il teatro: certo è che il cinema è ormai una congrega e lavori solo se hai relazioni. Così come se in tv non hai una grossa produzione alle spalle, un grosso agente, non fai nulla", spiega Montesano, che non si sottrae alle domande di attualità.

"Io ho scioperato, ma sono contrario ai finanziamenti a pioggia, specie per i dodici enti lirici - dice l'attore - che sono in perenne deficit e assorbono più della metà dei fondi per lo spettacolo. Che Tremonti chiami noi che ci lavoriamo e che potremmo spiegargli come evitare di fare tagli con l' accetta". E poi, ovviamente, il tormentone Celentano. "Ero in teatro, non l'ho visto. Che fortuna - conclude Montesano con la voce di Totò - me la sono cavata...".
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categoria:politica, televisione, satira
lunedì, 31 ottobre 2005

Noi autori dei “blogs”, come ho già affermato, rappresentiamo una forza importante, in alcuni casi non è vista di buon occhio. I politici, è all’esame un provvedimento, vorrebbero in qualche maniera poter gestire tutte queste voci sciolte nel vasto mondo del web. Gli autori, raccontando le proprie vicende, danno delle notizie che i media ufficiali non si sognano neanche di dare.
Testimoniano fatti accaduti nella propria città, informano gli altri internauti e creano una fratellanza virtuale che a volte non è possibile creare nella vita reale. Tutto questo può, però, infastidire i “dotti” della politica, al punto da far materializzare il rischio di un possibile bavaglio ad internet.

La crescita imponente degli utenti porterà sicuramente ad una norma che disciplinerà tutte le voci libere. Per poter attuare una regolamentazione (è mia opinione) si ricorrerà alla parolina magica, che negli ultimi tempi ha permesso di far passare delle norme, che in tempi diversi avrebbero alzato una sommossa popolare: terrorismo.

Questo esecutivo, con il Decreto Urbani, ha cercato in qualche maniera di imbavagliare gli internauti, fortunatamente, grazie anche alle forti opposizioni dei navigatori, non sono riusciti a raggiungere l’obiettivo che si erano  preposti. Non è dato sapere fino a quando però, riusciremo a resistere e se il prossimo Governo garantirà  questa libertà d’espressione.  Internet viene sempre di più preso d’assalto. E’ il mezzo che realmente ci consente di poter interagire con gli altri utenti: con i quali scambiare le nostre idee, partecipare ai gruppi di discussione, interagire direttamente con le istituzioni, informarci direttamente, saltare il filtro della politica o della censura.

Internet è una grande risorsa di democrazia, non ha colore politico, è eterogeneo, oggi rappresenta la libertà assoluta, reale, quella che si può toccare con mano. Non si può dire lo stesso della stampa, della televisione di Stato e privata, non si possono definire imparziali certi personaggi che dal piccolo schermo o dalla carta stampata, predicano democrazia. In un precedente post, solo per aver espresso democraticamente il mio pensiero, sono stato attaccato da molti internauti, addirittura qualcuno ha sostenuto che non avevo l’intelligenza di capire cosa mi accadeva intorno.

Avevo attaccato Celentano che nella televisione di pubblica, con il suo programma, lento, molto lento, stava facendo politica. Oggi mi sento confortato, il Corriere della Sera, considerato da tutti come un quotidiano molto autorevole e pendendo un po’ a sinistra con un articolo di Ranieri Polese, conferma quanto affermai nell’altro post.  Grazie internet, grazie blog, per aver garantito ancora una volta la libertà di pensiero e d’espressione, cosa che non fa sicuramente non garantisce Rock Politik di Celentano.

 

postato da: LiborioButera alle ore 13:18 | Permalink | commenti (1)
categoria:politica, televisione, democrazia, libertà
domenica, 30 ottobre 2005

Traggo spunto da un post pubblicato su POLITIKAMENTE,  Cofferati e i centri sociali, per fare una riflessione su tutti i movimenti che a volte in maniera inconsapevole scendono in piazza per difendere delle sacrosante posizioni ma in realtà vengono sfruttati dai "signori" della politica. Il più delle volte a queste manifestazioni è messo un cappello politico, in altre parole gli uomini della politica cavalcano l’onda e scendono in piazza  con i manifestanti. La presenza dei politici sicuramente attribuisce maggior visibilità alla protesta e il più delle volte sono bene accolti dagli organizzatori. La piazza rappresenta sempre un buon trampolino di lancio e un’ottima  possibilità per la visibilità personale e per lo stesso partito che rappresentano. Il dubbio viene quando questi politici si trovano poi a governare e si ritrovano ad affrontare talune problematiche che in passato hanno sollevato proteste da parte di correnti di pensiero. Oggi in questa situazione si trova uno dei personaggi più importanti della sinistra italiana, il cinese Cofferati. Da segretario della Cgil aveva sempre  accolto i ragazzi dei centri sociali. Molti pulman erano stati messi a disposizione dei ragazzi dei centri sociali per portarli a Roma e dare corpo alle manifestazioni. Il cinese oggi li combatte utilizzando anche la forza pubblica prendendo in contropiede gli stessi compagni di partito. Cofferati conosce il significato di coerenza? Non esistono ragazzi buoni solo per certe stagioni e meno buoni per altre. Questo è un esempio tra mille che possono essere associati alla satira a senso unico, oggi mi trovo all’opposizione e amo i centri sociali, domani governo e questi m’infastidiscono dunque li combatto. Mi dispiace per quei poveri ragazzi che spesso sono scesi in piazza e hanno contribuito a dar forza a certi personaggi che li hanno visti soli come dei numeri. Ragazzi lasciamo soli questi generali, senza esercito valgono meno che zero e allora sì che potremo difendere i nostri diritti, avranno bisogno di noi per raggiungere il loro ambito potere.  

 

 

 

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categoria:politica, diritti umani, centri sociali