venerdì, 30 settembre 2005

La tassa sul tubo sarà un freno per l'ADSL

Si ipotizza nella Finanziaria l'introduzione di un balzello sulle reti elettriche e telefoniche.


Fascio di fibre ottiche (foto di Thais Rocha)
Fascio di fibre ottiche (foto di Thais Rocha)

Alcuni quotidiani hanno pubblicato in questi giorni alcune indiscrezioni concernenti l'introduzione, con la nuova Finanziaria, di una "tassa sul tubo", cioè di una tassa sulla posa di reti elettriche o telefoniche. Non sappiamo ancora se tale indiscrezione si concretizzerà oppure se le lobbies delle imprese riusciranno a far stralciare dalla legge il provvedimento.

Sappiamo, però, che una simile "tassa sul tubo" colpirebbe soprattutto Fastweb, l'azienda telefonica che in Italia si sta impegnando maggiormente a sviluppare una rete di telecomunicazioni in fibra ottica alternativa a Telecom Italia, per cui c'è da attendersi la reazione risentita del general manager di Fastweb, Stefano Parisi, considerato molto vicino alla Casa delle Libertà. Questo nuovo balzello penalizzerebbe anche la stessa Telecom Italia con la sua politica di espansione dell'ADSL e, in sostanza, rischierebbe di essere pagato dagli utenti finali in termini di rallentamento degli investimenti e di tariffe che non potranno calare ulteriormente.

La scelta di tassare l'installazione di reti telefoniche è in palese contraddizione con gli investimenti governativi per lo sviluppo della banda larga al Sud (da una parte si concede e dall'altra si sottrae), con gli stessi bonus che le precedenti Finanziarie hanno previsto sia per l'ADSL che per il decoder del digitale terrestre e infine con la volontà dichiarata di conferire a questa legge finanziaria lo scopo di stimolare la competitività del sistema Paese per il quale lo sviluppo della banda larga è una priorità vitale.

Fonte: www.zeusnews.it

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giovedì, 29 settembre 2005

Arrestati sindacalisti della Cgil

Arrestati per estorsione sindacalisti Cgil di Asti Su ordine della Procura della Repubblica (ANSAweb) - ASTI 29 SET - L'ex segretario generale della Cgil di Asti, Fausto Cavallo, e l'attuale segretario generale provinciale, Antonio Serritella, sono stati arrestati questa mattina, all'alba, da agenti della Polizia di Stato e militari della Guardia di Finanza, su ordine del procuratore della Repubblica Sebastiamo Sorbello. I due sono accusati di estorsione. (ANSAweb)
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giovedì, 29 settembre 2005
Una dieta ricca di fitoestrogeni riduce rischio cancro ai polmoni

A cura de Il Pensiero Scientifico Editore
28/09/2005 10.27.00

Ecco un altro buon motivo per non dire mai di no a frutta e verdura: una dieta ricca di alimenti come legumi, in particolare la soia, spinaci, broccoli, e molti altri vegetali accomunati dall’essere una fonte di fitoestrogeni sembra ridurre il rischio di cancro ai polmoni. L’associazione, resa nota sulla rivista JAMA, è stata evidenziata da uno studio epidemiologico condotto da Matthew Schabath dello University of Texas Anderson Cancer Center, a Houston, cui hanno partecipato 1674 pazienti con il tumore ai polmoni e 1735 individui simili per età e altri fattori ma sani.

I fitoestrogeni sono sostanze naturali di natura non steroide con blando effetto simile a quello degli ormoni femminili estrogeni. Si trovano in molti tipi di verdura e nei legumi, si dividono in tre gruppi principali: isoflavoni, lignani e cumestani. Gli esperti hanno esaminato a lungo stile di vita e tipo di alimentazione del campione, seguendolo dal Luglio 1995 all’Ottobre 2003, con interviste periodiche per ottenere informazioni anche sullo stato socioeconomico e sull’abitudine al fumo.

Alle donne è stato chiesto pure se facevano uso di terapie ormonali. Questionari accurati sul regime alimentare dei partecipanti sono serviti agli epidemiologi per calcolare il consumo di fitoestrogeni e fitosteroli, composti questi ultimi di tipo steroideo che si ottengono soprattutto da oli vegetali e frutta secca. È emerso che il gruppo con il consumo più alto di fitosteroli aveva un rischio di cancro ai polmoni ridotto del 21 per cento rispetto a chi, invece, ne consumava di meno. Per i fitoestrogeni la riduzione di rischio riscontrata è stata invece del 46 per cento.

Nelle donne che hanno fatto uso di terapia ormonale l’effetto protettivo dei fitoestrogeni è corroborato dagli ormoni estrogeni, portando a una riduzione di rischio complessivamente del 50 per cento.
Si sono riscontrate alcune differenze tra i sessi soprattutto in merito al tipo di fitoestrogeno più o meno protettivo per ciascuno, ma “in sostanza – hanno osservato gli epidemiologi –  questi dati danno ulteriore supporto alla finora limitata ma crescente evidenza epidemiologica che estrogeni e fitoestrogeni sono associati a una riduzione di rischio di cancro ai polmoni”. “Comunque – hanno concluso – la conferma di questi risultati richiede studi longitudinali su larga scala”.

Fonte: Schabath M et al. Dietary phytoestrogens and lung cancer risk. JAMA 2005;294:1493-1504.
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